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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01184/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (professionista)

La controversia

La controversia nasce da un decreto ingiuntivo ottenuto per il pagamento di compensi dovuti per attività di assistenza legale svolta in favore del debitore in un precedente giudizio civile. L'opponente, oltre a contestare il proprio debito, proponeva domanda riconvenzionale per ottenere il pagamento di un proprio credito asseritamente maturato per prestazioni sanitarie rese in favore della controparte e dei suoi familiari, nonché eccepiva la compensazione tra i due crediti contrapposti. Il tribunale rigettava sia l'opposizione al decreto ingiuntivo sia la domanda riconvenzionale, ritenendo non provata la natura delle prestazioni sanitarie, la data di esecuzione e il corrispettivo pattuito per ciascuna di esse, e dichiarando altresì non ammissibili le prove orali dedotte. In cassazione il ricorrente articolava due motivi, entrambi diretti contro il mancato ingresso della prova testimoniale: sosteneva che le prove orali dovessero essere ammesse perché sorrette da un principio di prova documentale costituito da notule depositate in causa e perché la controparte non aveva disconosciuto lo svolgimento delle prestazioni; inoltre deduceva che il rigetto delle prove gli avesse illegittimamente compresso il diritto di difesa.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che il tribunale aveva fondato il rigetto delle prove non su un solo rilievo, ma su una valutazione complessiva di genericità della documentazione prodotta: le notule indicate dal ricorrente, pur contenendo i destinatari e gli importi, non specificavano la tipologia delle prestazioni sanitarie né la data di esecuzione. Le censure del ricorrente non colpivano integralmente questa ratio decidendi, limitandosi a contestare solo una parte degli argomenti posti a base della decisione di merito. Perciò, anche un eventuale accoglimento dei motivi non avrebbe eliminato tutte le ragioni della decisione impugnata. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese e con atto della debenza dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 14 D.Lgs. n. 150 del 2011

    indicato come forma del provvedimento di opposizione trattato dal tribunale; nel testo non vi è un'interpretazione autonoma della norma, solo il richiamo al rito applicato.

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamato per la proposta del relatore di definizione camerale del ricorso come inammissibile.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • Quando la decisione di merito si fonda su più rationes autonome e ciascuna è idonea da sola a sorreggerla, il ricorso per cassazione è inammissibile se non censura tutte le rationes effettivamente poste a base della pronuncia.
  • La censura di omesso ingresso di prove orali non è decisiva se il giudice di merito ha ritenuto comunque carente o generica la prova documentale su cui tali prove avrebbero dovuto innestarsi.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una mera contestazione della valutazione di fatto compiuta dal giudice di merito sul contenuto dei documenti e sulla loro idoneità probatoria.
  • La prova testimoniale diretta a confermare un credito deve essere ancorata a un principio di prova documentale specifico e sufficientemente determinato quanto a prestazioni, date e corrispettivi, quando tali elementi siano necessari per l'individuazione del credito stesso.

Come è indicizzato

MaterieProveImpugnazioni
RamiProcesso civileContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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