Cassazione Penale, Sentenza n. 43087/2022 del 14/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte di Appello che aveva rigettato la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione ex art. 314 c.p.p. per complessivi 720 giorni. Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 125 co.3 e art. 314 c.p.p.), contestava la motivazione come meramente apparente e richiamava un presunto errato utilizzo di precedenti giurisprudenziali e un passaggio 'copia-incolla' nella motivazione. Sosteneva che dalle sentenze di merito non emergessero elementi idonei a costituire colpa grave o dolo a suo carico e che i riferimenti alla sua partecipazione alla campagna elettorale e al rapporto di parentela non potevano costituire riscontro estrinseco sufficiente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'ordinanza della Corte di Appello fornisse motivazione ampia e circostanziata e che l'eventuale errore materiale (passaggio incoerente per copia-incolla) fosse ininfluente rispetto alla decisione complessiva. La Corte ha confermato che, ai sensi dell'art. 314 c.p.p., il diritto alla riparazione è escluso quando il detenuto abbia dato causa alla custodia cautelare per dolo o colpa grave. Ha valorizzato elementi emersi nel merito (impegno attivo nella campagna elettorale pro Plutino, stretti legami familiari con soggetti apicali della cosca, episodio della restituzione di oggetti sottratti come indice di autorevolezza ambientale) come indici che, valutati nel giudizio di riparazione in modo autonomo, integrano una colpa grave idonea a giustificare l'adozione e il mantenimento della misura cautelare. Ha precisato l'autonomia del giudizio di riparazione rispetto al processo penale e la necessità di accertare d'ufficio l'assenza di dolo o colpa grave. Per effetto del rigetto il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese; non è stata disposta la rifusione delle spese nei confronti del Ministero a causa della genericità della memoria difensiva nei suoi confronti.
Norme richiamate
chi e stato prosciolto con sentenza irrevocabile per non aver commesso il fatto, per non aver commesso il fatto, perche il fatto non costituisce reato o non e previsto dalla legge come reato, ha diritto a un'equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave
La norma riconosce il diritto alla riparazione ma lo esclude se l'interessato ha dato causa alla custodia cautelare con dolo o colpa grave; il giudice della riparazione deve accertare d'ufficio l'assenza di tale causa
Fornisce la nozione di colpa richiamata dalla giurisprudenza: la colpa rilevante ai fini dell'art. 314 c.p.p. è quella macroscopica o grave (negligenza, imprudenza, inosservanza di norme) che rende prevedibile l'intervento dell'autorità giudiziaria
art. 173, co. 1, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale che limita la formulazione del motivo di ricorso in Cassazione ai termini necessari per la decisione; citata come criterio formale nella esposizione del ricorso
Consente al Pubblico Ministero di presentare conclusioni scritte in Cassazione; citato in relazione alle conclusioni del P.G. che hanno chiesto il rigetto
art. 1227 e art. 2056 cod. civ.
Richiamati nella motivazione di principio per sottolineare il principio di autoresponsabilita e gli effetti civilistici della condotta che puo escludere il rimborso in sede di riparazione
Massime di principio
- Il giudizio per la riparazione ex art. 314 c.p.p. e autonomo rispetto al processo penale: l'assoluzione non implica automaticamente il diritto all'indennizzo, che richiede l'accertamento dell'assenza di dolo o colpa grave.
- La colpa grave ostativa all'indennizzo comprende non solo condotte volitive che realizzano il fatto, ma anche comportamenti consapevoli o di macroscopica negligenza che, secondo l'esperienza comune, possono aver creato un'apparenza di colpevolezza tale da ingenerare l'intervento dell'autorità giudiziaria.
- Elementi di contiguita o di autorevolezza ambientale (es. partecipazione attiva a campagne elettorali per soggetti collegati a consorterie mafiose, stretti rapporti familiari con soggetti apicali, atti che manifestano prestigio criminale) possono essere valutati, nel giudizio di riparazione, come indicatori idonei a escludere il diritto all'indennizzo.
- Errori materiali o passaggi incoerenti nella motivazione non sono necessariamente causa di annullamento se il complesso della motivazione e sufficiente, chiara e circostanziata nei suoi argomenti essenziali.
- Il giudice della riparazione deve accertare d'ufficio l'assenza di dolo o colpa grave: la mancanza di deduzioni specifiche da parte dell'interessato non esonera il giudice da tale verifica.
- In caso di rigetto del ricorso di riparazione e motivazione ritenuta congrua, il ricorrente puo essere condannato alle spese; la parte pubblica puo ottenere la rifusione delle spese salvo che le controdeduzioni appaiano generiche.
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