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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43058/2022 del 14/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la riforma/conferma della sentenza di merito relativa a condanne per bancarotta patrimoniale/fraudolenta. Il ricorrente contestava soprattutto: 1) la qualificazione come bancarotta fraudolenta (art. 217 e 224 legge fall.) della mancata esercitazione di azioni di recupero o garanzia del credito vantato nei confronti della Germancar Immobiliare S.p.A., sostenendo che la cessione del leasing risaliva al 2007 (prima della sua carica di amministratore unico) e che la mancata azione non era indicativa di un atto dissipativo; 2) la qualificazione come bancarotta fraudolenta della rinuncia al credito verso Cefin S.p.A., prospettando che si sarebbe trattato di operazioni infragruppo e di compensazioni con altri crediti; 3) l'assenza dell'elemento soggettivo doloso, poiché l'intento sarebbe stato quello di salvare l'azienda e non di recare pregiudizio ai creditori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per plurime ragioni: le censure sulla qualificazione giuridica delle condotte sono state ritenute manifestamente infondate (la mancata azione di recupero era esercitabile durante il periodo di carica e l'inerzia è stata considerata dissipativa; la rinuncia al credito verso Cefin non è stata dimostrata come compensata da un vantaggio concreto per la fallita e le presunte compensazioni non risultavano nella contabilità); la doglianza sull'elemento soggettivo è stata ritenuta generica e priva di elementi concreti, non avendo il ricorrente contrastato la motivazione della sentenza impugnata. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende pari a euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 216 legge fallimentare (bancarotta semplice)

    Richiamato nella contestazione originaria come parametro per la qualificazione delle condotte; la Corte ha ritenuto che alcune condotte superassero la soglia della semplice colpa/transazione patrimoniale e configurassero elementi più gravi tali da giustificare la qualificazione per bancarotta fraudolenta quando vi è consapevolezza e vantaggio indebito.

  • art. 217 legge fallimentare (bancarotta fraudolenta patrimoniale)

    La Corte di appello ha riqualificato una delle condotte sotto la fattispecie di bancarotta fraudolenta (art. 217) e la Cassazione ha ritenuto congrua la valutazione in relazione alla mancata tutela di crediti e alla presenza di condotte dissipative, confermando che l'inerzia intenzionale che arreca pregiudizio ai creditori può integrare la responsabilità fraudolenta.

  • art. 223 legge fallimentare

    Norma richiamata nella contestazione originaria per la bancarotta patrimoniale; la sentenza di merito è stata valutata alla luce delle fattispecie previste, con affermazione che le operazioni contestate rientravano nelle condotte dissipative sanzionate.

  • art. 224 legge fallimentare

    Richiamata congiuntamente ad art. 217 nella riqualificazione di una condotta come bancarotta fraudolenta; la Corte ha ritenuto provati gli elementi soggettivi e oggettivi richiesti per l'applicazione della norma.

  • art. 616 cod. proc. pen. (effetti della declaratoria di inammissibilità)

    Applicato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende (euro 3.000) a seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 44963 del 27/09/2012 (Bozzano)

    Richiamata per il principio secondo cui la mera appartenenza a un gruppo societario non elimina la rilevanza penale di operazioni che danneggiano la società fallita: è necessario dimostrare un vantaggio specifico e concreto per la fallita o per il gruppo che compensi gli effetti negativi sull'ente fallito; in mancanza di tale prova, l'operazione può integrare bancarotta patrimoniale/fraudolenta.

Massime di principio

  • La semplice appartenenza a operazioni "infragruppo" non esclude in automatico la responsabilità per bancarotta: occorre dimostrare un vantaggio concreto e riscontrabile per la società fallita o per il gruppo che compensi l'effetto negativo; in assenza di tale prova, la condotta è penalmente rilevante.
  • L'inerzia dell'amministratore nel tutelare crediti della società (mancato esercizio di azioni di recupero o garanzia) può costituire condotta dissipativa rilevante ai fini della bancarotta, specie quando l'amministratore poteva agire durante il proprio mandato e le omissioni appaiono ingiustificate.
  • La qualifica tra bancarotta semplice e fraudolenta dipende non solo dalla natura formale dell'atto ma dalla prova dell'elemento soggettivo (consapevolezza e volontà di arrecare pregiudizio o di conseguire vantaggio indebito) e dall'esistenza di operazioni dirette a sottrarre risorse ai creditori; censure generiche sull'assenza del dolo sono deboli se non sorrette da elementi probatori concreti.
  • In sede di impugnazione, è essenziale confrontarsi specificamente con le motivazioni di merito: ragioni generiche o non aggregate ai punti decisivi della sentenza di appello rischiano di rendere il ricorso inammissibile.
  • La prova contabile e documentale (registrazioni, contabilità, relazioni del curatore) ha un ruolo decisivo nel dimostrare che presunte compensazioni o cessioni di crediti esistono realmente; l'assenza di riscontro contabile indebolisce la tesi difensiva di operazioni corrette.

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