Cassazione Penale, Sentenza n. 43060/2022 del 14/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Roma che li ha condannati per furto (artt. 624 e 625 c.p.). Primo motivo: deducono che il fatto dovesse essere qualificato come furto tentato e non consumato, perché l'azione si svolse mentre i Carabinieri osservavano gli imputati (sostengono che l'osservazione avrebbe impedito il pieno conseguimento della disponibilità della refurtiva). Secondo motivo: lamentano erronea determinazione della pena e mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, rilevando che la Corte d'appello non ha motivato espressamente sul diniego delle generiche nonostante avesse ridotto la pena rispetto al primo grado.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondata la tesi del tentativo: la giurisprudenza consolidata considera consumato il furto quando l'imputato consegue, anche per breve tempo, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della res, anche se successivamente bloccato dalla Polizia o dai Carabinieri che lo osservavano a distanza. Sul secondo motivo ha ritenuto che, pur non essendovi motivazione espressa sul diniego delle attenuanti generiche, la Corte di appello ha fornito una motivazione implicita, accogliendo la riduzione di pena richiesta ma ritenendo la sanzione risultante adeguata e senza spazio per ulteriori riduzioni. Conseguenze: declaratoria di inammissibilità dei ricorsi, condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende (ex art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 624 c.p.
Norma che punisce il furto; nella sentenza è stata applicata per la qualificazione del fatto come furto consumato quando l'imputato ha conseguito la piena disponibilità della res.
art. 625 c.p.
Disposizione sulle circostanze aggravanti del furto; richiamata nell'imputazione originaria dei ricorrenti.
art. 125 c.p.p.
Norma procedurale menzionata nei motivi di ricorso in relazione a presunte violazioni di legge penale e di procedimento; la Cassazione ha ritenuto il motivo infondato sul piano sostanziale.
art. 192 c.p.p.
Norma sulla motivazione della sentenza; invocata dai ricorrenti per lamentare vizio di motivazione, ma la Corte ha ritenuto che la motivazione potesse risultare anche implicitamente.
art. 111 Cost.
Richiamata dai ricorrenti in rapporto al diritto al giusto processo; la Corte ha ritenuto che le garanzie processuali non siano state violate in modo da giustificare il ricorso.
art. 616 c.p.p.
Norma che prevede la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso; applicata per imporre la sanzione di Euro 3.000,00.
Massime di principio
- Quando l'autore del furto consegue, anche per brevissimo tempo, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa, il reato va qualificato come consumato e non come tentato, anche se l'immediato successivo arresto è avvenuto da parte di forze dell'ordine che lo osservavano a distanza.
- L'osservazione a distanza da parte della polizia o dei carabinieri non trasforma automaticamente un furto consumato in tentato: rileva l'effettivo possesso della refurtiva, non la mera presenza di un monitoraggio.
- La Corte d'appello può motivare il diniego delle attenuanti generiche anche in modo implicito se dal complesso della decisione risulta che la richiesta è stata valutata e ritenuta non meritevole di ulteriore riduzione della pena.
- In Cassazione i ricorsi manifestamente infondati sono dichiarati inammissibili e ciò comporta spesso l'onere delle spese processuali e l'applicazione delle sanzioni pecuniarie previste (art. 616 c.p.p.).
- Nelle impugnazioni è fondamentale distinguere questioni di diritto (es. qualificazione giuridica del fatto) e questioni di fatto e valutazione della prova: le seconde sono difficilmente sindacabili in sede di legittimità se la motivazione del giudice di merito è adeguata, anche implicitamente.
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