Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 18685/2024 del 09/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (curatela fallimentare)

La controversia

Un avvocato aveva chiesto l’ammissione al passivo del fallimento di una società per il compenso maturato per attività di consulenza e assistenza nella predisposizione di una domanda di concordato preventivo e del relativo piano, invocando la prededuzione e il privilegio professionale. Il Tribunale aveva rigettato l’opposizione allo stato passivo, ritenendo che la prestazione fosse stata eseguita in modo non conforme alla diligenza professionale richiesta e, quindi, che il credito non fosse dovuto oltre gli acconti già percepiti. In Cassazione il professionista ha dedotto la nullità del decreto per motivazione inesistente o apparente, sostenendo che il giudice di merito avrebbe confuso il tema della prededuzione con quello dell’esistenza stessa del credito, pervenendo illogicamente a negare tout court il compenso solo perché non riconoscibile la prededuzione. Il fallimento ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito una motivazione ampia, puntuale e coerente, spiegando che il credito era stato escluso perché l’attività professionale non era stata eseguita secondo il modello di diligenza richiesto, in ragione delle criticità giuridiche del piano concordatario predisposto. Non vi era dunque alcuna motivazione apparente né un salto logico censurabile. Le spese sono state poste a carico del ricorrente, con ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 99 l. fall.

    decreto ex art. 99 l. fall.

    disciplina l’opposizione allo stato passivo nel fallimento, nel cui ambito è stato deciso il rigetto del credito professionale.

  • art. 2751 bis n. 2 c.c.

    privilegiata, ex art. 2751 bis nr. 2 c.c.

    richiamato dal ricorrente come titolo di prelazione per il compenso professionale.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    nullità – illegittimità del decreto impugnato ai sensi dell’art. 360, n. 4, c.p.c.

    la censura è stata proposta per dedotta motivazione inesistente o apparente, ma la Corte ha escluso il vizio.

  • art. 162, commi 2 e 3, l. fall.

    declaratoria della sua inammissibilità ex art. 162, 2° e 3° co., l. fall.

    richiamato dal ricorrente per contestare il passaggio motivazionale relativo alla mancata apertura della procedura di concordato.

  • art. 160, comma 2, secondo periodo, l. fall.

    rispetto dell’ordine legale delle prelazioni (art. 160, 2° co., 2° periodo, l. fall.)

    indicato tra le regole giuridiche violate dal piano concordatario, valorizzate dal giudice di merito per escludere la correttezza della prestazione professionale.

  • art. 163 bis l. fall.

    principio di contendibilità delle imprese, ... (art. 163 bis l. fall.)

    richiamato come regola che doveva essere rispettata nella predisposizione del piano concordatario.

  • art. 169 bis l. fall.

    libertà di valutazione del Tribunale ... (art. 169 bis l. fall.)

    richiamato come norma che riconosce al tribunale una valutazione discrezionale in materia di scioglimento dei contratti pendenti.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Dà atto, ai sensi dell'art.13, comma 1 quater del d.P.R. del 30.05.2002 n.115

    fonte dell’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, la denuncia di motivazione apparente è inammissibile quando il provvedimento impugnato consenta di ricostruire con chiarezza la ratio decidendi e le ragioni dell’esclusione del credito.
  • Se il giudice di merito ritiene che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo non conforme alla diligenza richiesta, può escludere il compenso in ragione dell’eccezione di inadempimento sollevata dalla curatela.
  • La mancata prededucibilità di un credito non implica, di per sé, la sua esistenza o il suo riconoscimento al passivo: occorre distinguere il titolo del credito dalle regole di collocazione e satisfazione.
  • Nel concordato preventivo, la valutazione sulla correttezza della prestazione professionale può fondarsi sulle violazioni giuridiche del piano predisposto, ove tali criticità rendano la prestazione inidonea a conseguire il risultato perseguito dal cliente.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoImpugnazioniMandatoInadempimento
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civileContrattiObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaRisoluzione del contrattoBuona fede e correttezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.