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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11773/2023 del 21/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Appello in cassazione avverso la conferma della condanna per detenzione di cinque esemplari di avifauna protetta (reato previsto dall'art. 30 lett. b) L. 157/1992). I motivi: (1) illegittimità della qualificazione perché la specie "carduelis carduelis" non sarebbe espressamente indicata nella norma; (2) lesione del diritto di accesso all\'oblazione per effetto della riqualificazione (richiesta di rimessione in termini non accolta); (3) erroneo diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); (4) sanzione sproporzionata; (5) travisamento della prova in relazione all\'accertamento della specie e alla riqualificazione dell\'originaria imputazione di ricettazione in contravvenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili/infondati i ricorsi e ha confermato la sentenza di condanna della Corte d\'Appello di Palermo: pena di cinque mesi di arresto per la detenzione di esemplari di specie particolarmente protette. Motivazioni principali: la riqualificazione non ha mutato il fatto ma solo la sua qualificazione giuridica; non risulta che la difesa avesse richiesto in primo grado l\'oblazione o la rimessione in termini; la prova raccolta (comportamento degli animali, assenza di documentazione che ne attestasse provenienza legale) è stata valutata congruamente dai giudici di merito; l\'art. 2 L.157/1992 contiene una clausola "aperta" (lettera c) che include specie indicate da direttive/ convenzioni internazionali come la Convenzione di Berna; la causa di non punibilità per particolare tenuità è stata correttamente esclusa in considerazione del numero degli esemplari (cinque) e del pregiudizio alla specie protetta. Entrambi i ricorsi sono rigettati e confermate le statuizioni di merito.

Norme richiamate

  • art. 30 lett. b) L. 157/1992

    Sanziona chi "detiene" esemplari di specie protette; la detenzione di volatili appartenenti a specie protette integra la contravvenzione anche se la specie non è elencata testualmente, purché rientri nelle categorie protette richiamate dall'art. 2.

  • art. 2 L. 157/1992, lett. c)

    tutte le altre specie che le direttive comunitarie o le convenzioni internazionali o apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri indicano come minacciate di estinzione

    Norma "aperta" che estende la protezione anche a specie individuate da direttive comunitarie o convenzioni internazionali (es. allegati della Convenzione di Berna); consente di qualificare come "protetta" la specie in questione anche se non nominata testualmente nella norma.

  • art. 141, comma 4-bis, disp. att. c.p.p.

    Prevede la rimessione in termini dell\'imputato quando la modifica dell\'origine imputazione rende accessibile l\'oblazione; la Corte ricorda che tale rimessione opera solo se la modifica dell\'imputazione sia contestata e proposta dalla difesa/PM nei termini processuali, non quando la riqualificazione venga effettuata dal giudice in sentenza senza che la parte abbia avanzato la richiesta.

  • art. 131-bis c.p.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: richiede la sussistenza congiunta di breve offensività e non abitualità della condotta; i giudici di merito hanno valutato che il numero degli esemplari (cinque) e il pregiudizio al bene giuridico escludono tale causa.

  • Convenzione di Berna (recepita con legge 5 agosto 1981, n. 503)

    Fonti internazionali che individuano specie minacciate: la Corte ha ritenuto che le specie indicate negli allegati internazionali (es. allegato II della Convenzione di Berna) siano ricomprese nella tutela prevista dalla L. 157/1992 tramite la clausola dell\'art. 2 lett. c).

Massime di principio

  • La riqualificazione operata dal giudice non comporta automaticamente diritto alla rimessione in termini per l\'oblazione: tale rimessione è prevista quando la modifica dell\'imputazione rende accessibile l\'oblazione e la parte abbia richiesto o contestato la nuova qualificazione nei termini processuali; il giudice non è obbligato a rimettere d\'ufficio l\'imputato quando la riqualificazione è effettuata in sentenza.
  • L\'art. 2 L.157/1992 ha una portata "aperta": specie non nominate espressamente possono comunque rientrare nella protezione se individuate da direttive o convenzioni internazionali; pertanto l\'assenza del nome scientifico nel testo della legge non esclude automaticamente la rilevanza penale.
  • Per l\'applicazione dell\'art. 131-bis c.p. la valutazione è discrezionale dei giudici di merito e richiede la contemporanea verifica di non abitualità e offensività limitata; il numero degli oggetti/reperti (es. esemplari detenuti) e l\'entità del pregiudizio al bene giuridico sono elementi che possono escludere la particolare tenuità.
  • Le doglianze sul travisamento della prova in cassazione sono difficilmente accoglibili se i giudici di merito hanno motivato e valutato coerentemente le dichiarazioni e gli elementi probatori; la revisione in sede di legittimità non sostituisce il sindacato di merito se manca un evidente vizio logico-giuridico.
  • È essenziale per la difesa formulare tempestivamente le istanze processuali rilevanti (es. richiesta di oblazione o contestazione della qualificazione nella fase di merito): l\'omissione in primo grado o in appello può precludere rimedi successivi in cassazione.

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