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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11776/2023 del 21/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava in Cassazione la conferma, da parte della Corte d'Appello di Brescia, della condanna per reati connessi al traffico e stoccaggio illecito di rifiuti e, in particolare, contestava la statuizione della confisca della somma di 50 euro. La censura difensiva sosteneva che la Corte aveva ritenuto credibili le dichiarazioni dello GNACCARINI circa l'aver ricevuto 50 euro come compenso per il trasporto (da cui la confisca come prezzo del reato), ma contemporaneamente aveva confermato il suo ruolo di referente sostanziale/organizzatore per le attività illecite: secondo la difesa tale ricostruzione sarebbe logicamente incoerente e avrebbe dovuto portare all'annullamento dell'intera sentenza, non solo della misura patrimoniale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure perché il ricorrente non ha effettivamente contestato le molteplici risultanze probatorie che lo collegavano alle operazioni illecite (contatti telefonici, individuazione da parte di terzi come referente per la gestione dei rifiuti, riscontri posti a fondamento della doppia conforme). La Corte ha inoltre osservato che, anche se la censura avesse avuto rilievo, avrebbe potuto incidere unicamente sulla sola statuizione relativa alla confisca e non sulle affermazioni di responsabilità penale, non essendo state confutate le prove a carico. Ne è conseguito il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; la confisca della somma di 50 euro è stata confermata come profitto/ «prezzo» del reato relativo al trasporto illecito.

Massime di principio

  • Quando il ricorso si limita a censurare un singolo profilo (es. la confisca di una somma), il successo dell'impugnazione può incidere solo su quella specifica statuizione se le altre risultanze probatorie restano incontestate.
  • La valutazione della congruità logica fra parti diverse della motivazione deve tener conto della ricostruzione complessiva del fatto: dichiarazioni del reo che riconoscono un atto esecutivo (es. percepire un compenso per un trasporto) non escludono automaticamente un suo ruolo più ampio ricostruito sulla base di altri elementi probatori.
  • In sede di legittimità il giudice verifica la sufficienza e la logicità della motivazione dei giudici di merito; per avere successo il ricorrente deve dunque confrontarsi puntualmente e con argomentazioni efficaci con le singole risultanze (telefonate, testimonianze, riscontri incrociati) poste a fondamento della condanna.
  • La confisca di somme ritenute profitto o prezzo del reato è rafforzata quando vi siano elementi che collegano direttamente l'importo all'attività illecita percepita dagli operanti, anche se l'importo è modesto.
  • Assumere una "posizione defilata" in termini formali (es. rapporto di lavoro subordinato) non impedisce che il soggetto possa essere ritenuto responsabile se le risultanze dimostrano una funzione di gestione o un ruolo sostanziale nelle operazioni illecite.

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