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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32326/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato per errore di fatto e omessa motivazione la sentenza della Corte di cassazione del 2/12/2020. Castaldo contestava di non aver fornito il carro a Trenitalia, la qualificazione giuridica di Cargo Chemical/FS Logistica e la valutazione del nesso causale e della colpa, sostenendo che documentazione e certificazioni escludevano una colpa ascrivibile a lui. Soprano deduceva errori di fatto sulla sua posizione di garanzia e sulla ripartizione dei compiti in Trenitalia, omessa valutazione del nesso causale e della colpa e rilevava che le censure attengono alla valutazione del rischio ferroviario e agli obblighi specifici a suo carico.

La decisione

I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Il Collegio ha ritenuto che i ricorrenti non abbiano dimostrato un errore materiale o percettivo decisivo ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen.; le valutazioni di merito della Corte di cassazione non sono state ritenute affette da errore di fatto né da omessa motivazione decisiva. I ricorrenti sono stati condannati alle spese del procedimento (art. 616 c.p.p.) e ordinato il versamento, in via equitativa, di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende. Non sono state riconosciute spese per le parti civili intervenute e nulla è stato assegnato per le spese dei responsabili civili con interventi generici.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Predisposto come rimedio per correggere errore materiale o di fatto nella motivazione della Cassazione; il Collegio ricorda che il ricorso è ammesso solo per errori percettivi che abbiano inciso decisivamente sulla decisione.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata per l'onere delle spese del procedimento a carico dei ricorrenti dichiarati inammissibili.

  • art. 624 c.p.

    Riferimento all'irrevocabilità dell'accertamento di responsabilità pronunciata nella sentenza impugnata; il Collegio sottolinea che l'accertamento irrevocabile legittima i condannati a chiedere correzione di errore materiale.

  • art. 430 c.p. e art. 449 (indicati nel testo)

    Norme cui le condanne definitive si riferiscono per i reati contestati ai ricorrenti; il dispositivo della sentenza impugnata aveva dichiarato irrevocabile l'accertamento di responsabilità per tali articoli.

  • art. 40 e 41 c.p.

    Richiamati dai ricorrenti in relazione a tema di posizione di garanzia e ripartizione di compiti; il Collegio ha ritenuto che le valutazioni sulla titolarita della gestione del rischio ferroviario siano state adeguatamente trattate in Cassazione.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiamata nella giurisprudenza citata: principio secondo cui il ricorrente deve dimostrare che l'omesso esame era decisivo per la decisione impugnata.

  • art. 585, comma 4, c.p.p.

    Richiamato per esonero dall'esame dei motivi nuovi del Soprano, ritenuti riproduttivi dei motivi originari.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13/6/2000

    Richiamata in relazione al regime di imputazione di responsabilità e alla determinazione della causa di inammissibilita, per escludere la colpa grave dei ricorrenti nella presentazione dei ricorsi.

Massime di principio

  • Il rimedio dell'art. 625-bis c.p.p. è strettamente limitato agli errori materiali o di percezione: non consente di riesaminare valutazioni di merito o interpretazioni giuridiche.
  • Per ottenere l'accoglimento di un ricorso per errore di fatto bisogna dimostrare che l'errore percettivo sia stato decisivo e che, senza di esso, la decisione sarebbe stata diversa.
  • L'omessa disamina di un motivo non costituisce automaticamente errore di fatto se il motivo è implicitamente assorbito o incompatibile con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • Chi è condannato con accertamenti irrevocabili resta legittimato a chiedere correzioni per errori materiali, ma la soglia probatoria è elevata e i costi processuali e sanzioni pecuniarie possono essere imposti in caso di inammissibilità.
  • Le contestazioni sulla ripartizione dei compiti e sulle posizioni di garanzia richiedono che il ricorrente specifichi chiaramente gli obblighi attribuiti a lui e dimostri che la Corte abbia travisato o ignorato elementi documentali decisivi.

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