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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32227/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le parti civili impugnano l'assoluzione pronunciata dal Gip del Tribunale di Alessandria e confermata dalla Corte d'appello di Torino. L'accusa contestava a Pintea Adrian, alla guida di un autoarticolato di proprietà della società "Alvorio Con s.r.l.", di aver cagionato per colpa la morte di Campi Secondino, effettuando una manovra di inversione e successiva immissione sulla strada provinciale senza dare la precedenza con conseguente impatto tra il rimorchio dell'autoarticolato e l'autovettura della vittima. I ricorrenti deducono violazione di legge e vizio di motivazione, lamentando che la Corte territoriale avrebbe sottovalutato la pericolosità della manovra del Pintea e non avrebbe considerato la rilevanza di una pronuncia precedente (Cass. n.599/2004) ritenuta analoga

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Motivo: i censure sono in gran parte di fatto e contrastano con una motivazione approfondita della Corte d'appello, che ha fatto proprio l'esito della consulenza tecnica (e della perizia del primo grado) dalla quale emerge la variabilità delle possibili ricostruzioni della dinamica del sinistro (incertezza sulla velocità della Mercedes, sul tempo di immissione e sull'avvistabilità del veicolo). Sono state richiamate lacune probatorie quali l'assenza di tracce di frenata rilevabili, il mancato scarico prima del dissequestro dei dati cinematici del registratore digitale dell'autoarticolato, che hanno impedito di acquisire elementi certi sulla condotta dell'imputato. La Cassazione ha ritenuto che, alla luce di tali incertezze, non fosse possibile affermare oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezza penale di Pintea. Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi, conferma di fatto dell'assoluzione di Pintea; condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 589-bis c.p.

    Norma richiamata quale titolo di reato contestato (omicidio colposo stradale o fattispecie collegate): la valutazione dell'addebito richiede prova della colpa del conducente nella dinamica che ha cagionato la morte

  • art. 145 cod. strada (comma 1,4 e 7)

    Norme del codice della strada relative alle manovre, alla precedenza e alla segnaletica; la loro violazione è rilevante ai fini dell'accertamento della responsabilità del conducente, ma la loro concreta violazione deve emergere in modo certo nella ricostruzione del fatto

  • art. 140 cod. strada

    Norma relativa alla velocità e alla sua rilevanza nella determinazione dell'avvistabilità e della possibilità di reazione: l'incertezza sulla velocità della vittima ha reso nondimostrata la colpa del conducente dell'autoarticolato

  • art. 102 c.p.p.

    Norma che consente la sostituzione dell'avvocato di difesa; citata in relazione alla presenza del difensore sostituto in udienza

  • Pronuncia Corte di Cassazione n.599/2004 (richiamata dai ricorrenti)

    Decisione richiamata come precedente ritenuta analogica dai ricorrenti; la Corte di Cassazione territoriale ha ritenuto tale precedente non pertinente alla fattispecie concreta e la semplice richiamata non è idonea a sovvertire le conclusioni peritali e la motivazione della Corte d'appello

Massime di principio

  • In giudizio penale, le censure di merito sulla valutazione delle prove (ricostruzioni alternative, valutazione della velocità, visibilità) sono difficilmente apprezzabili in sede di legittimità: la Cassazione sindaca la motivazione solo se vizi logici, contraddizioni o mancanze gravi emergono nell'atto impugnato
  • La presenza di incertezze tecniche e di lacune probatorie (assenza di tracce di frenata rilevabili, mancato scarico dei dati del registratore digitale, rilievi di P.G. non esaustivi) può impedire l'accertamento della colpa oltre ogni ragionevole dubbio e portare all'assoluzione
  • Le consulenze tecniche e le perizie svolgono ruolo centrale nelle ricostruzioni dinamiche: se dalla perizia emergono più scenari possibili senza elemento decisivo, l'interpretazione favorevole all'imputato ex dubbio pro reo prevale
  • L'invocazione di precedenti giurisprudenziali non è sufficiente a sovvertire una motivazione particolarmente articolata della Corte territoriale, salvo che non si dimostri la concreta applicabilità del precedente alla fattispecie concreta
  • Per evitare che lacune istruttorie compromettano l'accertamento, è fondamentale la conservazione e l'acquisizione tempestiva di ogni elemento probatorio rilevante (tracce sull'asfalto, dati di bordo dei veicoli, rilievi fotografici e planimetrie), onde rendere possibili ricostruzioni univoche della dinamica

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