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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32228/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per omicidio colposo: Bilardi era accusato di aver tamponato con la sua Audi Q3 il motociclo Suzuki Burgman 250 condotto da Trevito, provocandone la caduta e il decesso. In cassazione l'imputato denunciava violazione di legge, difetto di motivazione e travisamento della prova, sostenendo che la Corte territoriale si era basata esclusivamente sulle conclusioni probabilistiche del perito d'ufficio, senza considerare adeguatamente la versione alternativa fornita dal consulente di parte.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la valutazione della dinamica dell'incidente e dell'affidabilità delle consulenze tecniche spettasse al giudice di merito e che la Corte d'Appello avesse adeguatamente motivato la decisione, avendo valutato il perizia d'ufficio, il verbale di accertamento della polizia giudiziaria, la consulenza tecnica della difesa e le dichiarazioni dei testi intervenuti. La Corte ha escluso l'ipotesi difensiva dello scarto repentino del motociclo, richiamando l'analisi dei danni ai mezzi e il ragionamento motivato del giudice di merito. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 149 Codice della Strada

    Rilevanza dell'obbligo di mantenere la distanza di sicurezza: la violazione di tale norma costituisce fondamento di responsabilità quando il conducente non mantiene distanza tale da evitare la collisione con il veicolo che precede.

  • Principio giurisprudenziale sul sindacato di legittimità

    Sez.6, n.13809 del 17/03/2015; Sez.2, n.30918 del 07/05/2015; Sez.6, n.47204 del 07/10/2015; Sez.4, n.37838 del 10/07/2009; Sez.4, n.43403 del 17/10/2007

    La Corte di Cassazione non è tenuta a rivedere la valutazione di merito né a riconsiderare il peso attribuito ai singoli elementi di prova, salvo che emergano mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione su punti essenziali; la ricostruzione dei fatti da parte del giudice di merito (anche in incidenti stradali) è sottratta a sindacato se adeguatamente motivata.

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile chiedere una diversa valutazione del fatto basata sul peso delle prove: è ammesso il sindacato solo per carenza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione su punti essenziali.
  • La ricostruzione della dinamica di un incidente stradale è compito del giudice di merito; le conclusioni di un perito d'ufficio possono essere decisive se supportate da adeguata motivazione e da elementi di riscontro (verbali, danni ai mezzi, dichiarazioni di testimoni).
  • Se il giudice di merito prende in esame e respinge con motivazione le argomentazioni del consulente di parte, la Cassazione difficilmente potrà sovvertire la decisione limitandosi a evidenziare alternative ricostruzioni non escludenti, a meno che non vi sia un vizio formale o logico manifesto.
  • La violazione dell'obbligo di mantenere la distanza di sicurezza (art. 149 C.d.S.) costituisce un elemento probatorio cruciale per la responsabilità in caso di tamponamento, soprattutto se ricorre la possibilità per il conducente di percepire e reagire alla presenza del veicolo che precede.
  • Ricorrere in cassazione senza prospettare vizi di motivazione formali o manifesti espone al rigetto e all'onere delle spese processuali e di eventuali sanzioni (es. somma alla Cassa delle ammende).

Testo integrale

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