Cassazione Penale, Sentenza n. 13646/2022 del 08/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I tre imputati hanno impugnato la sentenza di appello che aveva confermato la loro responsabilità per omicidio (con premeditazione e aggravante di cui all'art. 416-bis c.p.), tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, ricettazione e incendio (art. 424 c.p.). I ricorsi deducevano plurimi vizi: difetto di motivazione e travisamento probatorio (in particolare sull'interpretazione di intercettazioni ambientali e telefoniche), inutilizzabilità o inattendibilità delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, erronea valutazione degli elementi di localizzazione (tabulati e agganci celle), falsa interpretazione dell'alibi ritenuto mendace, mancanza di correlazione tra accusa e sentenza circa i ruoli attribuiti (mandante/organizzatore/vedetta), nonché censure sulla sussistenza delle aggravanti (premeditazione e cd. metodo mafioso). Alcune difese hanno inoltre eccepito la inutilizzabilità di dichiarazioni rese dall'imputato in fasi investigative per violazione delle garanzie processuali.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato tutti i ricorsi come infondati o inammissibili. Ha ritenuto corretta la valutazione di merito che ha tratto conferme dall'insieme delle prove: immagini di videosorveglianza (summit presso l'abitazione di Francesco Sinesi), tabulati cellulari (agganci alla cella di Apricena), intercettazioni ambientali e telefoniche (compresi i brani ritenuti confessori o indiziari), nonché le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (Pignataro, Verderosa, Nuzzi) valorizzate in presenza di riscontri. La Corte ha inoltre respinto le censure sull'interpretazione linguistica delle intercettazioni (questione di fatto rimessa al giudice di merito), ha dichiarato non fondate le eccezioni di inutilizzabilità quando non specificamente documentata l'incidenza sull'impianto probatorio e ha confermato la sussistenza delle aggravanti della premeditazione e del metodo/agevolazione mafiosa. In sintesi, la condanna è stata confermata nella sua impostazione probatoria e nelle qualificazioni aggravanti.
Norme richiamate
Rilevata come aggravante collegata alla commissione del delitto da parte o avvalendosi delle condizioni previste per il reato associativo di tipo mafioso; la Corte ha ritenuto sussistente l'agevolazione/connessione con il sodalizio.
Applicata al reato di incendio dell'autovettura; la Corte ha ritenuto sussistente l'aggravante dell'aver commesso il fatto per assicurarsi l'impunità.
Richiamato nel contesto della valutazione dell'alibi e delle sommarie informazioni; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito sull'attendibilità delle dichiarazioni e sulla falsità dell'alibi.
art. 521 comma 2 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla critica di mancata correlazione tra accusa e sentenza; la Corte ha ritenuto che la sentenza mantenga adeguata correlazione e motivazione rispetto alle imputazioni (mandante/organizzatore/vedetta).
Richiamato nella valutazione sulle attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto correttamente motivate le ragioni per il diniego delle attenuanti alla luce della gravità dei fatti e dei precedenti.
Richiamato come riferimento normativo per aggravante connessa al cd. metodo mafioso/agevolazione; la Corte ha confermato l'applicazione in concreto.
Massime di principio
- L'interpretazione del contenuto delle intercettazioni (anche criptiche o dialettali) è questione di fatto riservata al giudice di merito e potrà essere sindacata in Cassazione solo per manifesta illogicità o irragionevolezza della motivazione.
- Gli agganci alle celle dei telefoni hanno valore indiziario di localizzazione ma devono essere valutati unitamente ad altri elementi (video, alibi, movimenti) per trarne conclusioni attendibili.
- Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia assumono rilievo probatorio se i fatti riferiti rientrano nel patrimonio conoscitivo comune del sodalizio e se vi sono riscontri esterni; non sono automaticamente declarate de relato se collegabili alla vita/attività del gruppo.
- L'inutilizzabilità di atti o dichiarazioni per vizio procedurale richiede in sede di ricorso la specificazione degli atti affetti dal vizio e la dimostrazione della loro incidenza decisiva sul compendio indiziario; motivi generici o non specifici sono inammissibili.
- Un alibi dichiarato falso rafforza il quadro indiziario e può essere utilizzato come elemento di conferma dell'imputazione quando risulti ripetuto e corroborato da altri riscontri.
- Per l'aggravante della premeditazione è necessario valutare sia l'intervallo temporale di ponderazione (elemento cronologico) sia la persistenza dell'intenzione criminosa (elemento volitivo/ideologico); entrambi possono emergere da circostanze e comportamenti antecedenti.
- La qualificazione di ruoli concorsuali (mandante, organizzatore, esecutore, vedetta) deve essere correlata a elementi probatori concreti (riunioni preparatorie, indicazioni operative, partecipazione attiva) e non solo a espressioni di risentimento verbale.
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