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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13638/2022 del 08/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma in appello della responsabilità per rapina impropria aggravata, lesioni personali aggravate e contravvenzione ex art. 4 L.110/1975. Il ricorrente contestava: (i) vizio di motivazione nella qualificazione del fatto come rapina (sosteneva che si trattò di un furto, non di rapina, perché la sua intenzione sarebbe stata solo di prendere il telefono e fuggire); (ii) vizio di motivazione sui capi relativi alle lesioni e ad altre imputazioni; (iii) mancato riconoscimento della prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sull'aggravante contestata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto adeguata e congrua la ricostruzione di merito secondo cui i due imputati si erano accordati e la condotta si era svolta in condizioni che rendevano prevedibile la reazione della vittima (presenza di un amico e uso di un coltello da parte del Verdiglione), giustificando così la derubricazione in rapina impropria per concorso. Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione del trattamento sanzionatorio e dell'equivalenza tra attenuanti e aggravanti. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento della somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 4 legge 110/1975

    La contravvenzione richiamata è stata applicata come autonoma contestazione connessa ai fatti di reato; non è centrale nel tema della qualificazione principale del fatto.

  • art. 116 cod. pen.

    Richiamato per escludere la configurazione del "concorso anomalo": la Corte ha ritenuto che l'evento violento fosse prevedibile nello schema criminale concordato, perciò la responsabilità del compartecipe è piena ai sensi dell'ordinario concorso (non art.116).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per disporre il pagamento, a carico del ricorrente, di una somma alla Cassa delle Ammende per l'inammissibilità del ricorso.

  • Giurisprudenza di legittimità (varie sentenze richiamate)

    Sez.2 Sent. n. 51174/2019; Sez.5 Sent. n. 40449/2009; Sez.1 Sent. n. 7442/1998; Sez.2 Sent. n. 48330/2015; Sez.2 Sent. n. 29641/2019; Sez.2 Sent. n. 49443/2018

    La giurisprudenza consolidata è stata utilizzata per chiarire il principio della responsabilità del compartecipe nel concorso di persone: quando l'attività del compartecipe si integra causalmente nell'evento, questi risponde anche per atti violenti realizzati dagli altri se prevedibili e coerenti con il piano criminoso.

Massime di principio

  • La trasformazione di un furto in rapina impropria può essere riconosciuta quando le circostanze rendono prevedibile una reazione della vittima e un coautore si sia posto in atteggiamento idoneo a determinare o sfruttare tale reazione (es. presenza di arma, accordo di compiti).
  • La responsabilità del compartecipe si estende agli atti violenti dei correi se tali atti erano prevedibili come sviluppo del piano criminoso: non è necessario aver materialmente posto in essere la violenza per concorrere nel reato.
  • Il ricorso in Cassazione è limitato: la Corte non è luogo per rinnovare la valutazione probatoria dei fatti se le decisioni di merito sono logiche e adeguatamente motivate; censure meramente di fatto sono spesso inammissibili.
  • Le scelte sulla comparazione tra circostanze aggravanti e attenuanti sono sindacabili in sede di legittimità solo se frutto di arbitrio o illogicità; una motivazione congrua sulla equivalenza rende la valutazione insindacabile dalla Cassazione.
  • Se la difesa prospetta il 'concorso anomalo' ex art.116 c.p., deve dimostrare che l'evento diverso non era neppure prevedibile: in assenza di tale prova, prevale la responsabilità ordinaria del compartecipe.

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