Cassazione Penale, Sentenza n. 46702/2023 del 21/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che, in sede di esecuzione, ha accolto l'istanza di incidente di esecuzione di Esposito Acanfora chiedendo l'annullamento dell'ordine di demolizione irrogato come sanzione accessoria a seguito di condanna per reati edilizi. Il PM deduce che il permesso di costruire in sanatoria era stato rilasciato dopo il decorso dei 90 giorni dall'ingiunzione a demolire e dopo l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, con conseguente illegittimità del titolo in sanatoria. Inoltre il PM censura la legittimazione ad agire dell'Esposito, sostenendo che, acquisito l'immobile al patrimonio comunale, lo stesso non era più titolare e quindi privo di interesse e di legittimazione a promuovere l'incidente di esecuzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso del Procuratore fondato. Ha affermato che l'acquisizione gratuita dell'opera e dell'area al patrimonio comunale si verifica automaticamente al decorso dei 90 giorni dalla notifica dell'ingiunzione a demolire e non richiede la preventiva notifica dell'accertamento formale dell'inottemperanza né la trascrizione per produrre l'effetto acquisitivo (la trascrizione serve solo a rendere opponibile ai terzi). Ne consegue che il permesso in sanatoria rilasciato successivamente all'acquisizione è illegittimo perché emesso a favore di un soggetto non più titolare del bene; tale illegittimità deve poter essere valutata dal giudice dell'esecuzione. Inoltre la Corte ha ritenuto che, all'atto della proposizione dell'incidente, l'Esposito non fosse più legittimato ad agire (se non per eseguire spontaneamente la demolizione a proprie cure e spese) salvo diversa deliberazione del consiglio comunale che disponga il mantenimento dell'opera. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, giudice dell'esecuzione, per uniformarsi ai principi enunciati.
Norme richiamate
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (art. 31, commi 3 e 4)
"3. Se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L'area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita. 4. L'accertamento dell'inottemperanza alla ingiunzione a demolire, nel termine di cui al comma 3, previa notifica all'interessato, costituisce titolo per l'immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere eseguita gratuitamente."
La Corte interpreta l'art. 31 nel senso che l'acquisizione al patrimonio comunale si verifica automaticamente al decorso dei 90 giorni di inottemperanza all'ingiunzione a demolire e non richiede come condizione preliminare la notifica formale dell'accertamento o la trascrizione; questi ultimi hanno funzione certificativa e di opponibilità ai terzi, non costitutiva.
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (art. 31, comma 5)
"l'opera acquisita è demolita con ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese dei responsabili dell'abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l'opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell'assetto idrogeologico"
La norma stabilisce che il Comune decide se demolire l'opera acquisita salvo che il consiglio comunale deliberi il mantenimento per prevalenti interessi pubblici; solo in tal caso l'ordine di demolizione può essere incompatibile con l'acquisizione gratuita.
art. 36 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (permesso in sanatoria)
La Corte richiama che il rilascio del permesso in sanatoria non equivale implicitamente alla rinuncia del Comune al diritto di proprietà sull'opera già acquisita; competenze diverse nell'ente (ufficio tecnico vs organi consiliari/di governo) impediscono che un provvedimento di sanatoria possa automaticamente revocare l'effetto acquisitivo senza la necessaria deliberazione degli organi competenti.
La trascrizione nei registri immobiliari ha efficacia di opponibilità verso i terzi e non è condizione per la costituzione dell'acquisizione al patrimonio comunale, ma costituisce titolo per l'immissione in possesso opponibile.
La norma è richiamata in relazione alla legittimazione ad agire in sede di incidente di esecuzione: la Corte ricorda che, una volta acquisito il bene dal Comune, il condannato perde l'interesse a chiedere la revoca dell'ordine di demolizione salvo per eseguire spontaneamente la demolizione, e quindi manca la legittimazione ad agire per richeste incompatibili con lo stato giuridico del bene.
Massime di principio
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale per inottemperanza all'ordine di demolizione si perfeziona automaticamente al decorso dei 90 giorni e non richiede notifiche ulteriori o trascrizioni ordinarie per produrre l'effetto di trasferimento della proprietà; la trascrizione ha funzione di opponibilità ai terzi.
- Un titolo edilizio rilasciato in sanatoria dopo l'acquisizione dell'opera al patrimonio comunale è illegittimo se emesso a favore di chi non è più titolare del bene; il giudice dell'esecuzione deve poter sindacare la legittimità sostanziale del titolo abilitativo.
- Chi ha perduto la titolarità dell'immobile per acquisizione comunale è, in linea di principio, privo di legittimazione ad impugnare l'ordine di demolizione salvo per eseguire la demolizione a proprie cure e spese; solo una deliberazione del consiglio comunale che disponga il mantenimento dell'opera può mutare questa situazione.
- La mancata indicazione puntuale delle aree nell'ingiunzione o l'assenza di una notifica formale dell'accertamento d'inottemperanza non precludono l'effetto acquisitivo previsto dall'art. 31 DPR 380/2001.
- Se il permesso in sanatoria è stato annullato in autotutela o si verifica che è stato rilasciato dopo l'acquisizione, il giudice dell'esecuzione deve rilevarne l'illegittimità e, se confermata, rigettare la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione.
- In situazioni analoghe è necessario verificare l'esistenza di una deliberazione consiliare che autorizzi il mantenimento dell'opera acquisita; in sua assenza l'unico esito amministrativo è la demolizione a spese del responsabile dell'abuso.
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