Cassazione Penale, Sentenza n. 2324/2023 del 20/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale del Riesame che, in sede di rinvio dopo annullamento parziale della Corte, aveva rigettato l'appello e disposto il ripristino del sequestro preventivo di un comparto edilizio di housing sociale. Elefante contestava la legittimità delle valutazioni sulla conformità urbanistica del PUA e del permesso di costruire (in particolare l'applicabilità delle previsioni del PUT L.R. 35/87 e delle deroghe previste dalla L.R. Campania 19/09, artt. 7 e 12-bis), il sindacato del giudice penale sulla legittimità del titolo abilitativo (presunta distinzione tra titolo "meramente illegittimo" e titolo "sostanzialmente mancante"), l'estensione del giudizio a ipotesi non oggetto della domanda cautelare (es. lottizzazione abusiva), la valutazione sull'area "degradata" e la mancata considerazione del principio di proporzione e del periculum in mora.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittimo il sindacato del giudice penale sulla illegittimità del permesso di costruire e conforme l'iter argomentativo del Tribunale del Riesame che ha fatto leva sulla consulenza tecnica del PM e sulle previsioni del PUT e del PRG. In particolare: è affermata la possibilità di considerare reato anche un intervento assentito con titolo formalmente rilasciato ma illegittimo rispetto alla disciplina urbanistica; la deroga prevista dalla L.R. 19/09 (art. 12-bis e art. 7) non poteva essere applicata nel caso concreto per mancato accertamento dei presupposti (area degradata, assenza di aree destinate a edilizia residenziale sociale); il Tribunale non ha illegittimamente esteso la materia di giudizio né violato i limiti cautelari; infine il periculum e la sproporzione della misura cautelare sono stati correttamente motivati sulla base della maggiore volumetria autorizzata e del rischio di aggravamento delle conseguenze del reato.
Norme richiamate
"Contro le ordinanze emesse a norma degli artt. 322 bis e 324, il pubblico ministero, l'imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge"
Limiti della possibilità di ricorso per cassazione avverso ordinanze cautelari: ricorso ammesso solo per violazione di legge (non per semplice motivi di fatto o valutazioni di merito non costitutive di vizio di diritto).
D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 (Testo Unico dell'edilizia), art. 44 lett. b) e c)
Norma cui si riferisce la contestazione penale per realizzazione di opere senza permesso di costruire o con titolo illecito: il giudice puo' valutare che un titolo, se illegittimo rispetto alla disciplina urbanistica, equivalga sostanzialmente all'assenza del titolo.
L.R. Campania 35/1987 (PUT), artt. 9 e 12
Stabiliscono il principio di proporzionamento dei nuovi vani residenziali e le quote e riserve per edilizia residenziale pubblica; costituivano il parametro urbanistico cui il Tribunale ha fatto riferimento per ritenere non assentibile l'intervento.
L.R. Campania 19/2009 (Piano Casa), art. 12-bis e art. 7
Art. 12-bis prevedeva possibili deroghe al PUT (successivamente dichiarate in parte incostituzionali); art. 7 disciplina la riqualificazione delle aree urbane degradate e le deroghe vincolate a requisiti specifici (area degradata e assenza di aree destinate ad edilizia residenziale sociale). La Corte ha ritenuto che i presupposti per applicare tali deroghe non fossero stati dimostrati.
D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni culturali), art. 146
Rinvocato in relazione alla necessita' di autorizzazione per interventi su aree/beni di interesse storico-artistico; nel procedimento era contestata anche l'assenza dell'autorizzazione per opere su area di interesse pubblico rilevante.
Codice di procedura penale, art. 606 e art. 627
Art. 606 lett. e) disciplina il vizio di motivazione impugnabile in cassazione; art. 627 comma 3 limita il sindacato cautelare rispetto alla domanda cautelare, ma la Corte ha ricordato che il tribunale del riesame puo' confermare la misura anche con diversa qualificazione giuridica purché non cambi i fatti materiali.
Sezioni unite e giurisprudenza di legittimità (cit.)
Richiamati principi consolidati: la macroscopica illegittimità del permesso è un elemento probatorio significativo ma non l'unico per la configurazione del reato; la Corte ha applicato tali orientamenti per confermare la valutazione del fumus.
Massime di principio
- Il giudice penale puo' sindacare la legittimità di un titolo abilitativo: un permesso di costruire formalmente rilasciato ma illegittimo rispetto alla disciplina urbanistica può integrare, anche ai fini cautelari, l'equivalente di assenza del titolo.
- La 'macroscopica illegittimità' del permesso non è sempre condizione necessaria per il reato, ma costituisce un indizio rilevante della sussistenza dell'elemento soggettivo.
- Le deroghe urbanistiche (es. previste da leggi regionali) si applicano solo se provati i presupposti normativi specifici (es. area degradata, assenza di aree per edilizia residenziale sociale); l'amministrazione deve dimostrare il rispetto di tali condizioni.
- In sede cautelare il tribunale del riesame può confermare la misura anche sulla base di una diversa qualificazione giuridica purché non modifichi i fatti materiali contestati.
- Il sindacato della Cassazione sul vizio di motivazione è limitato: il ricorso ex art. 325 c.p.p. è possibile solo per violazione di legge; la mera contestazione di valutazioni di fatto o di apprezzamenti tecnici è difficilmente rilevante in sede di legittimità.
- Sull'equilibrio tra esigenza cautelare e principio di proporzione: il giudice deve motivare con elementi concreti (es. maggiore volumetria autorizzata, lavori non ultimati, rischio di aggravamento delle conseguenze del reato) per giustificare il sequestro preventivo.
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