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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 15805/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa alla spettanza e al quantum di un'indennità ex art.1150 c.c. per miglioramenti apportati su terreni poi dichiarati demanio civico/assoggettati ad uso civico. In particolare si discuteva se il possessore, divenuto proprietario in base a titolo precedente all'accertamento giudiziale dell'uso civico, avesse diritto all'indennità per le migliorie eseguite prima e dopo la notificazione della domanda giudiziale avente ad oggetto l'accertamento dell'uso civico, nonché se i beni gravati da uso civico fossero suscettibili di possesso e di conseguenti indennizzi ai sensi del codice civile e della legge n.1766/1927.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato sia il ricorso principale proposto dal Comune di L'Aquila sia il ricorso incidentale della Società Agricola Laquilana. È stato confermato il principio per cui il possessore in buona fede ha diritto all'indennità ex art.1150 c.c. per le migliorie realizzate sino al momento in cui perdeva gli effetti del possesso di buona fede (ossia dalla notificazione della domanda giudiziale che ha fatto cessare la buona fede). Le opere realizzate dopo la chiamata in causa (notifica della domanda) non sono indennizzabili. In precedenza il Tribunale aveva liquidato l'indennità in euro 856.373,75; la Corte d'appello l'aveva ridotta a euro 356.699,12 (importo confermato dalla Cassazione). Entrambe le parti hanno visto respingersi i rispettivi ricorsi e le spese del giudizio sono compensate; inoltre è rilevata la sussistenza dell'obbligo, se dovuto, del versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR n.115/2002.

Norme richiamate

  • Codice civile, art. 1150

    Riconosciuto il diritto del possessore in buona fede all'indennità per le migliorie apportate fino alla perdita degli effetti del possesso di buona fede; la buona fede cessa con la notificazione della domanda giudiziale che contesta il titolo, per cui le opere eseguite dopo tale momento non danno diritto ad indennizzo

  • Codice civile, artt. 826 e 828

    Richiamati nel ricorso del Comune con riguardo al regime del demanio civico e al possesso; la Corte però ha ritenuto compatibile il riconoscimento dell'indennità ai possessori posti in buona fede sino alla notificazione della domanda

  • Codice civile, art. 1145

    Punto del contendere relativo agli effetti del possesso e dei miglioramenti; la Corte ha valutato l'applicabilità della disciplina degli indennizzi per miglioramenti

  • Legge 16 giugno 1927, n.1766, artt. 9 e 10

    La legge sui beni di uso civico è stata richiamata per sostenere che, sebbene i beni possano essere 'in re propria' e soggetti a regole particolari, ciò non esclude la possibilità di riconoscere un indennizzo per le migliorie realizzate dal possessore in buona fede fino alla perdita della buona fede

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n.3

    Fondamento delle doglianze in cassazione (violazione di norme sostanziali); la Corte ha valutato e rigettato i motivi così formulati

  • Codice di procedura civile, art. 360-bis

    Eccepita dall'altra parte l'inapplicabilità di questa norma; la Corte ha ritenuto applicabile il rimedio essendo la questione non pacifica e le ragioni del ricorrente potenzialmente idonee a confutare le pronunce impugnate

  • Codice di procedura civile, artt. 372 e 378

    Riferiti in tema di procura e memorie: la procura speciale era stata conferita dal Sindaco senza delibera preventiva della Giunta (poi adottata tardivamente), ma la Corte ha ritenuto valida la rappresentanza del Comune in capo al Sindaco

  • D.P.R. n.115/2002, art.13, comma 1-quater

    La Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte di entrambi i ricorrenti, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto

Massime di principio

  • Il possessore in buona fede ha diritto all'indennità per le migliorie ai sensi dell'art.1150 c.c. per le opere eseguite fino al momento in cui perde gli effetti del possesso di buona fede; la notificazione della domanda giudiziale che contesta il titolo fa cessare la buona fede e rende non indennizzabili le opere realizzate successivamente
  • La qualificazione del bene come demanio civico/uso civico non esclude automaticamente la possibilità di riconoscere l'indennità per miglioramenti svolti in buona fede prima dell'accertamento; occorre valutare la tempistica delle opere rispetto alla chiamata in giudizio
  • Le opere eseguite dopo la sentenza dichiarativa di nullità del titolo (o dopo la notificazione della domanda che poi porta a tale accertamento) non producono diritto all'indennizzo ai sensi dell'art.1150 c.c.
  • In sede processuale l'assenza di una delibera autorizzativa della Giunta comunale non impedisce la rappresentanza processuale del Comune se la procura è rilasciata dal Sindaco, posto che la rappresentanza in giudizio spetta istituzionalmente al Sindaco secondo l'odierno ordinamento delle autonomie locali
  • Le parti devono porre attenzione ai termini processuali per il deposito di documenti (es. delibere) e alle eccezioni procedurali: la giurisprudenza di legittimità tende a favorire la decisione di merito evitando esiti abortivi del processo
  • In casi analoghi verificare sempre la data di notificazione della domanda che impugna il titolo e la data di esecuzione delle migliorie per determinare la spettanza e il quantum dell'indennità

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