Cassazione Penale, Sentenza n. 25325/2024 del 27/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per vizio di motivazione rispetto al delitto di appropriazione indebita (art. 646 c.p.): il ricorrente censura la Corte d'appello per avere ricavato il dolo eventuale dal mancato ritiro di una raccomandata (avviso di giacenza) e dall'asserita "accettazione del rischio" circa il contenuto della missiva inviata dalla società locatrice (intimazione di risoluzione e richiesta di restituzione dei beni). Lotti sostiene che tale regola di esperienza non può di per sé integrare il dolo richiesto dalla fattispecie
La decisione
La Corte di cassazione ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio perché il reato ascritto a Lotti è estinto per intervenuta prescrizione. Ha inoltre escluso che il ricorso fosse manifestamente inammissibile: pertanto il ricorso ha legittimato l'instaurarsi del rapporto processuale e il decorso del termine di prescrizione è proseguito (tenendo conto dei giorni di sospensione per impedimenti e della sospensione per emergenza COVID). Alla luce della decorrenza complessiva dei termini, la prescrizione si è totalmente consumata, rendendo necessario l'annullamento senza rinvio
Norme richiamate
Il reato di appropriazione indebita non si realizza automaticamente per il mero inadempimento dei canoni di leasing o per la risoluzione del contratto: è necessario che il detentore si comporti "uti dominus", ossia manifesti la volontà di trattenere il bene senza giustificazione e non restituendolo quando richiesto, elemento che prova anche il dolo
comma 3-bis dell'art. 83 del d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (conv. con L. 24 aprile 2020, n. 27)
Prevede la sospensione del corso della prescrizione nel giudizio di legittimità per il periodo emergenziale COVID; la Corte ha applicato tale sospensione limitandola a 64 giorni ove ricorrano le condizioni previste, ai fini del calcolo complessivo dei termini di prescrizione
art. 524 c.p.p. (richiamato nel confronto con la previgente disciplina)
Sotto la previgente disciplina l'inammissibilità per manifesta infondatezza poteva essere dichiarata quando il ricorso fosse palesemente erroneo in diritto o contenesse censure manifestamente contrastate dagli atti; la Corte richiama i criteri giurisprudenziali per valutare l'inammissibilità ma conclude che il presente ricorso non rientra in tale fattispecie
art. 616 c.p.p. (richiamato nella giurisprudenza costituzionale)
La decisione della Corte costituzionale su tale norma sottolinea che la manifesta infondatezza può essere oggettiva e non necessariamente frutto di dolo dell'interessato; la Corte di cassazione ne trae argomento nel valutare la possibilità di non condannare alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità non colposa
Massime di principio
- Nel leasing, il mero mancato pagamento dei canoni e la conseguente risoluzione del contratto non integrano automaticamente il reato di appropriazione indebita: occorre la prova che il detentore abbia assunto comportamenti "uti dominus" (rifiuto ingiustificato di restituire il bene) che dimostrino il dolo
- L'inferenza del dolo eventuale non può fondarsi esclusivamente su deduzioni di esperienza comune (es. il mancato ritiro di una raccomandata) se non è mostrato un nesso probatorio concreto tra tale condotta e la volontà di trattenere il bene come proprio
- Un ricorso alla Corte di cassazione non manifestamente inammissibile interrompe il decorso della prescrizione; tuttavia la cassazione può comunque annullare la sentenza perché la prescrizione si sia completata nel frattempo, tenendo conto delle sospensioni previste (anche quelle legate all'emergenza COVID)
- La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione comporta l'annullamento senza rinvio: ciò risolve favorevolmente la posizione dell'imputato sotto il profilo penale, ma non equivale a una pronuncia di innocenza sul merito
- Nelle impugnazioni è utile contestare non solo la valutazione motivazionale ma anche l'elemento probatorio concreto: argomentazioni meramente deduttive o basate su regole di esperienza rischiano di non essere ritenute sufficienti se non supportate da elementi fattuali specifici
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 27 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 25316/2024 del 27/06/2024
- Sentenza penale · 27 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 25324/2024 del 27/06/2024
- Sentenza penale · 27 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 25331/2024 del 27/06/2024
- Sentenza penale · 27 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 25378/2024 del 27/06/2024
- Sentenza penale · 27 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 25401/2024 del 27/06/2024
- Sentenza penale · 27 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 25402/2024 del 27/06/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →