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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26975/2022 del 13/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 25-11-2021 che aveva confermato, in parte, il sequestro preventivo relativo a un'autobotte, ai 12.000 litri di gasolio per uso agricolo in essa rinvenuti, al DAS n. 001293 emesso dalla "Pietra Petroli s.r.l.", ai serbatoi aziendali e a documentazione connessa. Ha dedotto tre motivi: (1) vizio di motivazione e mancata valutazione della sua buona fede poiché il carico era accompagnato da documenti apparentemente regolari (DAS intestato a "La Magia soc. coop." e libretti Urna) e contestata la ricostruzione sul verso di marcia del mezzo; (2) errore nella valutazione del periculum in mora e della legittima detenzione del carburante, insistendo sul fatto che i libretti Urna devono essere custoditi dalla cessionaria e non dal deposito cedente e che non vi era prova dell'illiceità della detenzione nei serbatoi; (3) violazione dei principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità perché l'autobotte e il carico avrebbero soddisfatto l'interesse erariale, rendendo ingiustificato il vincolo sui serbatoi aziendali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale del Riesame ha adeguatamente motivato la valutazione del fumus del reato (art. 40-49 d.lgs. n. 504/1995) in base alla convergenza degli indizi: DAS relativo a destinatario non titolare di posizione UMA, destinatario di fatto inattivo, discrepanza tra direzione di marcia del veicolo e quanto indicato nel DAS, e rinvenimento di libretti Urna non giustificati. Ha altresì condiviso la valutazione del periculum in mora circa la possibilità che la libera disponibilità del prodotto agevolato potesse aggravare o protrarre le conseguenze del reato, pur riconoscendo la proporzionalità della misura nella parte in cui il Tribunale del Riesame aveva già disposto la restituzione di alcuni beni non essenziali alla luce della regolarità della licenza. In definitiva il provvedimento impugnato è risultato sorretto da motivazione coerente ed esaustiva e il ricorso è stato disatteso.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Indicazione della partecipazione al reato; utilizzato per inquadrare responsabilità congiunta del conducente e del rappresentante legale.

  • art. 40-49 del d.lgs. n. 504 del 1995

    Norme che disciplinano i reati relativi alle accise sui prodotti energetici; rilevanti per configurare il fumus del reato in relazione al trasporto e alla detenzione di gasolio agevolato.

  • art. 125, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura sulla motivazione; riguarda gli elementi procedurali collegati alle misure cautelari (contesto della doglianza).

  • art. 321 e art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Art. 321 disciplina il sequestro; art. 325 disciplina il ricorso per cassazione avverso le ordinanze in materia di misure cautelari: la Corte sottolinea i limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione (solo per violazione di legge).

  • lett. E) art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamata per segnalare che l'illogicità manifesta della motivazione è deducibile in cassazione solo con il motivo specifico previsto da questa norma.

  • decreto del Ministero delle Finanze n. 375 del 2000

    Regola la disciplina dei libretti Urna; la Corte osserva che l'obbligo di custodia dei libretti presso la cessionaria non esclude l'onere del cedente di poter provare la legittima destinazione del prodotto.

  • art. 44 del d.lgs. n. 504 del 1995 e art. 301 del d.P.R. n. 43 del 1973

    Richiamate in relazione all'obbligatorietà della confisca per il reato in questione e alla conseguente rilevanza cautelare della misura patrimoniale.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro è ammissibile principalmente per violazione di legge o vizi motivazionali radicali; non è il canale ordinario per contestare l'interpretazione probatoria che attiene alla valutazione degli indizi, se non nei limiti previsti dall'art. 606 lett. E).
  • In materia di sequestro preventivo/probatorio la valutazione del fumus del reato può fondarsi sulla convergenza di elementi indiziari anche se non è definitivamente accertata la responsabilità: discrepanze documentali, destinatari non abilitati (assenza di UMA/URNA), e l'inesistenza della struttura aziendale dichiarata possono giustificare il vincolo cautelare.
  • Il periculum in mora è configurabile quando la libera disponibilità dei beni sequestrati può facilitare la continuazione o l'aggravamento del reato, specialmente nei reati fiscali su prodotti soggetti ad accisa e con obbligo di confisca.
  • L'obbligo di custodia dei libretti o documenti (es. libretti Urna) da parte di una specifica parte (cessionaria) non esime il cedente dall'onere di poter dimostrare la legittima destinazione del prodotto: l'assenza di prova documentale può legittimare il sequestro.
  • I principi di proporzionalità e gradualità possono giustificare un sequestro limitato ai soli beni strettamente necessari; tuttavia la Corte tende a valutare la proporzionalità alla luce degli elementi indiziari e può confermare misure anche estese se sussistono concrete ragioni cautelari.
  • Questioni di fatto o dubbi sulla buona fede possono essere sviluppate e contestate nel merito del procedimento penale; tuttavia, per ottenere il riesame della misura cautelare in Cassazione è necessario inquadrare la censura come violazione di legge o come vizio motivazionale particolarmente grave e manifesto.

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