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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01304/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (datore di lavoro)

La controversia

La controversia nasce da una domanda di un lavoratore, già alle dipendenze di precedenti appaltatrici di un servizio ferroviario e poi assunto da un'altra società appaltatrice dal 1 agosto 2011, volta a ottenere il pagamento integrale di un importo una tantum previsto dalla contrattazione collettiva per coprire la vacanza contrattuale maturata tra l'1 gennaio 2009 e il 31 agosto 2012. La società, condannata in solido con la committente in primo grado e soccombente in appello, ricorre per cassazione deducendo: 1) violazione delle norme sulla competenza territoriale del giudice del lavoro, sostenendo che il lavoratore non avesse adeguatamente allegato l'esistenza nel circondario di una dipendenza aziendale idonea a radicare la competenza ex art. 413 c.p.c. e che l'onere di provare la competenza gravasse sull'attore; 2) falsa applicazione dei criteri ermeneutici contrattuali, sostenendo che l'indennità una tantum dovesse essere riproporzionata ai soli mesi in cui il lavoratore era alle sue dipendenze, e non posta interamente a suo carico anche per il periodo in cui il lavoratore aveva prestato attività presso precedenti appaltatrici, in base al tenore letterale del CCNL e dell'accordo sindacale richiamato.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il primo motivo, ritenendo corretta la decisione sulla competenza territoriale perché la nozione di dipendenza aziendale può comprendere un nucleo, anche modesto, di beni organizzati per l'impresa e la Corte di merito aveva motivatamente individuato nel deposito di Reggio Calabria una dipendenza rilevante ai fini dell'art. 413 c.p.c. Ha invece accolto il secondo motivo, richiamando un precedente in fattispecie analoga e affermando che l'indennità una tantum, avendo funzione di recupero parziale del potere di acquisto nel periodo di vacanza contrattuale, è strutturalmente correlata alla prestazione e deve essere corrisposta in proporzione ai mesi di servizio prestati nel periodo di riferimento, salvo diversa pattuizione espressa che ne ponga integralmente l'onere sul datore in carica al momento del rinnovo. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte ha deciso nel merito rigettando la domanda originaria del lavoratore. Le spese dell'intero giudizio sono state integralmente compensate per la novità della questione.

Norme richiamate

  • art. 413 c.p.c.

    Per la competenza territoriale nel rito del lavoro rileva anche l'esistenza di una dipendenza aziendale; la dipendenza è intesa come luogo in cui il datore ha dislocato un nucleo, anche modesto, di beni organizzati per l'esercizio dell'impresa.

  • art. 360, primo comma, n. 2 c.p.c.

    Norma invocata come parametro del motivo sulla competenza.

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    Norma invocata come parametro delle censure di violazione di legge.

  • art. 414, primo comma, n. 4 c.p.c.

    Norma richiamata dalla ricorrente in relazione all'allegazione dei fatti e dei criteri di competenza.

  • art. 416, terzo comma, c.p.c.

    Norma richiamata dalla ricorrente in relazione alla contestazione della competenza e della prova dei fatti allegati.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato in tema di riparto dell'onere della prova sulla competenza territoriale.

  • art. 1362 c.c.

    Criterio ermeneutico invocato per interpretare la disciplina collettiva relativa all'indennità una tantum.

  • art. 384, n. 2, c.p.c.

    La Corte, cassata la sentenza sul punto decisivo e non occorrendo ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito.

  • art. 29 d.lgs. 276/2003

    Citato nel ricostruire la condanna in solido della committente nel giudizio di merito.

Massime di principio

  • Nel rito del lavoro, ai fini della competenza territoriale ex art. 413 c.p.c., la nozione di dipendenza aziendale va intesa in senso funzionale e non meramente formale: è sufficiente un nucleo, anche minimo, di beni organizzati per l'esercizio dell'impresa, purché vi sia un effettivo collegamento con il luogo di svolgimento della prestazione.
  • Quando il lavoratore deduce l'esistenza di una dipendenza aziendale nel foro prescelto, il giudice può valorizzare l'insieme delle allegazioni e delle richieste istruttorie; non è necessario che la qualificazione come dipendenza sia espressamente formulata con terminologia tecnica, se il fatto storico è chiaramente allegato.
  • Un'indennità una tantum prevista dalla contrattazione collettiva per compensare la vacanza contrattuale ha natura sostanzialmente retributiva e funzione di parziale recupero del potere d'acquisto; in assenza di una diversa pattuizione espressa, deve essere corrisposta in proporzione ai mesi di servizio prestati nel periodo di riferimento.
  • Non è legittimo porre integralmente a carico del datore di lavoro in carica al momento del rinnovo collettivo somme riferite anche a periodi in cui il lavoratore ha prestato attività presso precedenti datori, se la disciplina collettiva collega l'emolumento alla prestazione lavorativa e prevede una ripartizione proporzionale.
  • Il giudice di legittimità, quando accoglie il ricorso su una questione di diritto e non occorrono ulteriori accertamenti in fatto, può cassare e decidere direttamente nel merito ex art. 384 c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaRetribuzione e TFR
RamiProcesso civileLavoro
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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