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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12904/2022 del 06/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 15/07/2021 che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per reati riconducibili a partecipazione ad associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.) e reati correlati: estorsione aggravata (capo g), associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravata (capo h) e cessioni di stupefacenti (capi i e j). Il ricorrente deduceva carenza e vizio della motivazione circa la qualificazione "mafiosa" del gruppo guidato da Bontempo, la mancata dimostrazione del potere intimidatorio sul territorio, il travisamento delle intercettazioni in ordine all'estorsione ai danni di Corsino e l'assenza di prove che l'attività di spaccio fosse funzionale all'associazione mafiosa ovvero che Meli avesse un ruolo partecipativo stabile nell'organizzazione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondate le censure: i giudici di merito hanno correttamente valorizzato elementi indicativi del radicamento "mafioso" del gruppo (tra cui rimesse ai detenuti, omessa denuncia delle vittime e l'episodio della riparazione ottenuta da Dell'Asta come indice di riconoscimento d'autorità) e hanno fornito argomentazione congrua sull'apporto del Meli come tramite e referente (intercettazioni, summit del 4 marzo 2021 tenutosi nella sua abitazione di campagna, partecipazione a verifiche di pagamenti estorsivi). I secondi e terzi motivi sono stati dichiarati inammissibili perché miravano a una rivalutazione di fatto delle intercettazioni e della prova (censure non consentite in sede di legittimità salvo travisamento o manifesta illogicità), per cui il sindacato si è limitato a verificare la mancanza di travisamento o illogicità che giustificasse accoglimento. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Usata per qualificare l'associazione come mafiosa; la Corte ha ritenuto che gli indicatori probatori raccolti supportino la sussistenza delle caratteristiche di "mafiosità" (solidarismo verso detenuti, omertà, riconoscimento di autorità da parte di nuclei storici).

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Riferita ai delitti di detenzione e spaccio; la Corte ha valutato le intercettazioni e i rapporti con fornitori come elementi indicativi di attività di spaccio funzionale al gruppo.

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; applicata in combinazione con l'aggravante del carattere armato e con finalità di agevolare il sodalizio mafioso.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Definizione e regime della valutazione della "gravità degli indizi di colpevolezza" in sede cautelare: la Corte ricorda che si tratta di una valutazione prognostica che deve proiettare la probabilità qualificata di condanna, tenendo conto della natura degli elementi e delle regole di giudizio del processo.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Riguarda le esigenze cautelari; i giudici del merito hanno ritenuto sussistenti le esigenze cautelari anche alla luce della presunzione relativa prevista dalla norma.

  • art. 292 comma 2 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto ai criteri di valutazione incidentale degli elementi di prova in sede cautelare (obbligo di motivazione sull'apprezzamento degli elementi).

  • art. 533 comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro di riferimento delle regole di giudizio della decisione finale (piena prova oltre ogni ragionevole dubbio) che devono essere considerate indirettamente nella valutazione prognostica cautelare.

  • art. 530 comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamato come parte del quadro normativo inerente la gestione dei casi di incertezza e contraddittorietà che il giudice cautelare deve tener conto nella prognosi.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma sulla composizione del Tribunale in sede di riesame; citata per indicare la costituzione del collegio che ha deciso l'ordinanza di merito.

  • art. 23 n.1-ter L. 8-8-95 n.332

    Citazione formale relativa alla trasmissione di copia del provvedimento; non influisce sul merito ma documenta gli adempimenti procedurali.

Massime di principio

  • In sede cautelare la valutazione di "gravi indizi di colpevolezza" è prognostica: il giudice deve motivare come gli elementi raccolti possano ragionevolmente tradursi in una elevata probabilità di condanna, tenendo conto della natura delle prove e delle regole del giudizio finale.
  • Le intercettazioni, se chiaramente riferibili e non travisate, possono costituire base idonea per ritenere la partecipazione ad associazioni e per valutare il ruolo operativo dell'indagato; la Corte di legittimità esercita un sindacato limitato sulle valutazioni probatorie a meno che non emerga travisamento o manifesta illogicità.
  • La qualificazione "mafiosa" dell'organizzazione richiede elementi indicativi del potere intimidatorio e del radicamento sul territorio; indici pratici (remunerazioni ai detenuti, omertà delle vittime, riconoscimenti da nuclei storici) possono essere valutati come tali in sede cautelare.
  • Le censure che richiedono una rivalutazione in fatto delle prove (ad es. diversa interpretazione delle intercettazioni senza dimostrare travisamento) sono in genere inammissibili in sede di legittimità.
  • La presenza temporanea della sede di un summit nell'abitazione di un indagato, la funzione di tramite nelle comunicazioni tra vertice e altri affiliati e la partecipazione a verifiche di incassi sono elementi che, considerati nel loro insieme, possono dimostrare un apporto stabile e diretto all'associazione.
  • La mancanza di "affectio societatis" di alcuni fornitori o collaboratori non esclude automaticamente la rilevanza della posizione dell'indagato: ciò che conta è la funzione e l'oggetto economico delle relazioni rispetto all'organizzazione.
  • Le esigenze cautelari (rischio di inquinamento probatorio, pericolo di fuga, reiterazione del reato) possono essere ricavate anche per presunzione relativa ove il quadro indiziario dia conto della pericolosità dell'attività organizzata.

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