Cassazione Penale, Sentenza n. 12877/2022 del 06/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I due imputati impugnavano la conferma della condanna per ricettazione (art. 648 c.p.) pronunciata dalla Corte d'Appello di L'Aquila e dal Tribunale di Sulmona. Sostenevano violazioni di legge e vizio di motivazione (art. 606 lett. c) ed e) c.p.p.) riferite a presunte carenze istruttorie e alla mancata considerazione, da parte dei giudici di merito, di spiegazioni alternative sui fatti: in particolare che gli imputati potevano essere giocatori inconsapevoli che avevano vinto con propri dati oppure, in ipotesi alternativa, che essi fossero concorrenti esclusivi nel reato presupposto (accesso abusivo/frode informatica), il che avrebbe escluso la ricettazione. Denunciavano anche violazione dell'art. 192 c.p.p. in relazione alle norme sull'assoluzione per insufficienza di prove.
La decisione
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto adeguata e coerente la motivazione dei giudici di merito che aveva dato per provato il reato presupposto (art. 615 ter o 640 ter c.p.) e la ricettazione a carico degli imputati sulla base di vari elementi convergenti: apertura dei conti gioco pochi giorni prima delle partite, pluralità di giocate collegate fra conti diversi, esiti vincenti sempre a favore degli imputati, contemporaneità delle giocate (24 e 25 luglio 2013), stipula delle carte PostePay subito dopo e attivazione di più carte per rendere difficoltosa la rintracciabilità delle somme. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, ai fini della ricettazione, non è necessaria la prova positiva che il ricevente non abbia concorso nel reato presupposto; è sufficiente che non emerga la prova del contrario e che la provenienza della cosa non venga credibilmente giustificata. Per effetto dell'inammissibilità, i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 648 c.p.
Fuori dei casi di concorso nel reato, ...
La Corte interpreta la clausola iniziale come una riserva finalizzata a risolvere in via preliminare il concorso apparente di norme (specialità vs sussidiarietà), non come elemento costitutivo della ricettazione; per la ricettazione è sufficiente la disponibilità della res e la mancata credibile indicazione della provenienza
art. 615 ter c.p. / art. 640 ter c.p.
Gli illeciti informatici (accesso abusivo o frode informatica) sono stati ritenuti reato presupposto comprovato; la loro accertata sussistenza ha costituito la fonte del profitto poi ricevuto dagli imputati
art. 192 c.p.p.
Richiamata dai ricorrenti in relazione ai criteri di valutazione della prova e alle conseguenze dell'insufficienza probatoria; la Corte ha ritenuto che la valutazione della prova operata dai giudici di merito fosse logica e priva di aporie
art. 530 comma 2 e art. 533 n.1 c.p.p.
Articoli richiamati dai ricorrenti in tema di assoluzione per insufficienza di prove e motivazione; la Corte ha ritenuto non applicabili le censure perché la motivazione di merito era congrua
art. 606 c.p.p.
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ricorda che le censure di fatto che propongono una diversa valutazione delle prove sono inammissibili se non evidenziano una manifesta illogicità, contraddizione o carenza della motivazione
art. 616 c.p.p.
Norma applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità dei ricorsi
art. 23 co.8 D.L. n. 137/2020
Norma procedurale richiamata per la presentazione delle conclusioni scritte dal Sostituto Procuratore Generale nella fase di legittimità
Massime di principio
- In tema di ricettazione, la semplice disponibilità di proventi di reato e la mancata o non attendibile indicazione della provenienza possono costituire prova del dolo di ricettazione; non è sempre necessaria la prova positiva che il ricevente non abbia concorso nel reato presupposto
- La clausola iniziale dell'art. 648 c.p. ("Fuori dei casi di concorso nel reato...") va intesa come regola di risoluzione del concorso apparente di norme (specialità/sussidiarietà) e non come elemento costitutivo della fattispecie di ricettazione
- In Cassazione non è consentito un nuovo apprezzamento libero delle prove: le critiche che chiedono una diversa valutazione degli elementi fattuali sono inammissibili se non viene dimostrata una manifesta illogicità, contraddizione o aporia nella motivazione di merito
- Elementi indiziari convergenti (aperture di conti immediatamente antecedenti agli eventi, pluralità di conti e carte, temporalità e ripetitività delle giocate, esiti sistematicamente favorevoli, trasferimenti su carte prepagate multiple) rafforzano la probabilità che il beneficiario fosse a conoscenza della illecita provenienza dei fondi
- Ricorrere in Cassazione senza prospettare profili di illegittimità formale o manifesta illogicità della motivazione espone al rigetto per inammissibilità e a sanzioni pecuniarie e rimborso spese ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
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