Sentenza del 12/10/2016 n. 20532 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava il mancato pagamento, da parte del Comune, della tassa di concessione governativa per l'utilizzo di apparecchiature radiomobili terrestri, prevista dall'art. 21 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 641/1972. Il Comune sosteneva di non essere tenuto al pagamento perché equiparabile all'Amministrazione statale, esente dal tributo, e perché il D.Lgs. n. 259/2003, liberalizzando il settore delle comunicazioni elettroniche e abrogando le precedenti autorizzazioni, avrebbe implicitamente abrogato anche la tassa. In via incidentale, il Comune contestava inoltre l'inammissibilità dell'appello dell'Ufficio per difetto di specificità dei motivi.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Amministrazione finanziaria e rigettato quello incidentale del Comune. Ha stabilito che l'abrogazione dell'art. 318 del D.P.R. n. 156/1973 non ha eliminato la tassa, poiché il relativo presupposto è stato riprodotto nell'art. 160 del D.Lgs. n. 259/2003. La tassa è compatibile con il diritto dell'Unione europea e gli enti locali non possono beneficiare dell'esenzione prevista per l'Amministrazione statale, in assenza di una specifica previsione legislativa. La Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata e deciso nel merito, rigettando il ricorso originario del Comune. Le spese dell'intero giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, art. 21 della Tariffa
Tassa di concessione governativa per l'utilizzo di apparecchiature radiomobili terrestri.
La disposizione continua a costituire il fondamento della tassa sugli abbonamenti telefonici cellulari, anche dopo la riforma del settore delle comunicazioni elettroniche.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, art. 13-bis, comma 1
Esenzione a favore dell'Amministrazione dello Stato.
L'esenzione è un'agevolazione fiscale di stretta interpretazione e non si estende automaticamente agli enti locali.
D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, artt. 160, 218 e 219
La liberalizzazione del sistema delle comunicazioni non può comportare nuovi o maggiori oneri per lo Stato.
L'art. 160 ha mantenuto il presupposto normativo della tassa; l'abrogazione di precedenti disposizioni e la liberalizzazione del settore non determinano l'abrogazione implicita del tributo.
D.L. 24 gennaio 2014, n. 4, art. 2, comma 4, convertito dalla L. 28 marzo 2014, n. 50
La nozione di stazioni radioelettriche include il servizio radiomobile terrestre di comunicazione.
La norma interpretativa conferma che la disciplina fiscale comprende anche i telefoni cellulari e non soltanto altre apparecchiature radio.
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 1, comma 2
Non prevede una generalizzata assimilazione tra tutte le amministrazioni pubbliche ai fini delle agevolazioni fiscali; tale assimilazione richiede una specifica scelta legislativa.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 53
Nel processo tributario è sufficiente che l'appello consenta di individuare il dissenso rispetto alla decisione impugnata; la riproposizione delle argomentazioni già formulate può soddisfare l'onere di specificità.
D.Lgs. 5 settembre 2001, n. 269
La disciplina dei requisiti tecnici e della messa in commercio delle apparecchiature conferma l'inquadramento dei telefoni cellulari nel sistema regolato dalle norme sulle comunicazioni elettroniche.
Direttive europee 1999/5/CE, 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e 2002/22/CE
Secondo la Corte di giustizia, tali direttive non ostano a una tassa nazionale applicata all'utilizzo di apparecchiature terminali mobili quando il contratto di abbonamento svolge la funzione di autorizzazione generale o licenza.
Costituzione, artt. 3 e 23
La Corte ha ritenuto manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale: la diversa tassazione tra abbonamenti e carte prepagate è giustificata dalla differenza oggettiva tra le due situazioni.
Massime di principio
- La liberalizzazione di un settore o l'abrogazione di una precedente procedura autorizzatoria non comportano automaticamente l'abrogazione di un tributo, se il relativo presupposto è stato conservato o riprodotto nella nuova disciplina.
- Le esenzioni fiscali sono di stretta interpretazione: un'agevolazione prevista per l'Amministrazione statale non si estende agli enti locali senza una specifica disposizione normativa.
- La tassa di concessione governativa sugli abbonamenti di telefonia mobile può essere dovuta anche quando non sia necessario un provvedimento espresso dell'amministrazione, poiché il contratto di abbonamento può sostituire l'autorizzazione o la licenza.
- La compatibilità di un tributo nazionale con il diritto dell'Unione europea può sussistere anche in presenza di una disciplina europea orientata alla liberalizzazione, purché il tributo non introduca oneri incompatibili con tale disciplina.
- Nel processo tributario, un appello non è necessariamente inammissibile perché ripropone argomentazioni già svolte in primo grado, se dal contenuto emerge il dissenso rispetto alla decisione impugnata.
- Quando la Corte di cassazione accoglie il ricorso e non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, può decidere direttamente la controversia nel merito, rigettando la domanda originaria.
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