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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30708/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla dichiarazione di decadenza di un componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, nominato su designazione parlamentare, adottata con delibera dell'organo di autogoverno e poi recepita in un decreto del Presidente della Repubblica controfirmato dal Ministro dell'economia e delle finanze. La decadenza era stata disposta sulla base dell'art. 17, comma 2-ter, del d.lgs. 545/1992, ritenendo incompatibili con la carica le condotte ascritte all'interessato in un procedimento penale, richiamate come interferenze nell'attività dei giudici tributari e lesive del prestigio dell'organo. Il destinatario dell'atto aveva impugnato il provvedimento davanti al TAR deducendo, tra l'altro, carenza di potere di decadenza, difetto di attribuzione o incompetenza, violazione degli artt. 3, 24 e 27 Cost., difetto di istruttoria e motivazione. Il TAR aveva declinato la giurisdizione in favore del giudice ordinario, qualificando l'atto come mero accertamento del venir meno di requisiti per l'esercizio del munus pubblico. Il Consiglio di Stato aveva invece riformato la decisione, ravvisando un provvedimento sanzionatorio autoritativo espressivo di discrezionalità amministrativa e quindi di giurisdizione amministrativa. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione le amministrazioni hanno censurato questa qualificazione, sostenendo che la delibera era soltanto un atto ricognitivo e vincolato della sussistenza di una causa legale di incompatibilità, incidente su un diritto soggettivo perfetto all'elettorato passivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la delibera di decadenza non avesse natura sanzionatoria né autoritativa, ma costituisse un atto ricognitivo e vincolato di accertamento della sussistenza di una causa legale di incompatibilità prevista dall'art. 17, comma 2-ter, del d.lgs. 545/1992. Conseguentemente, la controversia attiene alla tutela del diritto soggettivo perfetto all'elettorato passivo e alla permanenza nell'incarico elettivo, sicché la giurisdizione spetta al giudice ordinario. La sentenza del Consiglio di Stato è stata quindi cassata e, in relazione alla sola questione di giurisdizione, è stata dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 17, comma 2-ter, d.lgs. 545/1992

    La disposizione prevede specifiche incompatibilità per i componenti eletti dal Parlamento del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria; la conseguente delibera di decadenza è un atto vincolato di accertamento della causa legale di incompatibilità, non un provvedimento sanzionatorio discrezionale.

  • art. 17, commi 1 e 2, d.lgs. 545/1992

    Definiscono composizione e modalità di elezione del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, rilevanti per inquadrare la posizione del componente eletto dal Parlamento.

  • art. 18, commi 1 e 2, d.lgs. 545/1992

    Stabiliscono durata dell'incarico e sostituzione dei componenti che cessano dalla carica nel corso del quadriennio.

  • art. 20, comma 1, d.lgs. 545/1992

    È richiamato per la previsione di una causa di ineleggibilità/esclusione dall'elettorato attivo, a conferma che il legislatore disciplina in modo espresso i requisiti per l'accesso e il mantenimento dell'organo.

  • art. 51 Cost.

    La posizione del componente eletto è ricondotta alla tutela del diritto soggettivo perfetto all'elettorato passivo, comprensivo del diritto alla conservazione dello status elettivo.

  • art. 7 cod. proc. amm.

    È evocato dalla decisione del Consiglio di Stato per sostenere la giurisdizione amministrativa, ma la Cassazione ne esclude l'applicazione al caso concreto.

  • art. 3 Cost.

    Era stato invocato dall'interessato nel giudizio amministrativo, ma non costituisce il fondamento della decisione di giurisdizione della Cassazione.

  • art. 24 Cost.

    Era stato invocato dall'interessato nel giudizio amministrativo, ma non costituisce il fondamento della decisione di giurisdizione della Cassazione.

  • art. 27 Cost.

    Era stato invocato dall'interessato nel giudizio amministrativo per la presunzione di non colpevolezza, ma non rileva ai fini della soluzione della questione di giurisdizione.

  • art. 380-bis.1 cod. proc. civ.

    Indica il rito camerale di trattazione del ricorso per cassazione.

Massime di principio

  • Ai fini del riparto di giurisdizione, occorre avere riguardo al petitum sostanziale e alla causa petendi, non alla sola qualificazione formale data dalle parti o dal giudice a quo.
  • Quando la legge disciplina in modo puntuale le cause di incompatibilità o i requisiti per il mantenimento di una carica, l'atto che dichiara la decadenza può essere un mero atto vincolato e ricognitivo della perdita del requisito, anche se adottato da un organo amministrativo.
  • Se l'impugnazione mira a ottenere la conservazione di un incarico elettivo e investe un provvedimento che incide sul diritto alla permanenza nella carica, la posizione soggettiva tutelata può essere un diritto soggettivo perfetto all'elettorato passivo, con devoluzione della controversia al giudice ordinario.
  • La presenza di una valutazione sull'idoneità dei fatti a integrare la causa legale di incompatibilità non trasforma automaticamente l'atto in esercizio di potere discrezionale: il sindacato sulla correttezza di tale sussunzione attiene al merito, non alla giurisdizione.
  • La natura sanzionatoria dell'atto non deriva dal rilievo attribuito alla condotta sul piano etico o istituzionale, ma dalla presenza di un effettivo potere autoritativo discrezionale previsto dall'ordinamento; in mancanza, la decadenza resta un accertamento legale della sopravvenuta incompatibilità.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneImpugnazioni
RamiProcesso civileFamiglia
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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