Cassazione Penale, Sentenza n. 33511/2025 del 09/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva confermato gli arresti domiciliari applicati al Parretta per il reato di cui all'art. 416-ter c.p., relativo a un presunto patto elettorale con Antonio Paparo in vista delle elezioni comunali di Badolato. Il ricorrente ha proposto cinque motivi: 1) violazione dell'art. 309, comma 9-bis c.p.p. per il rigetto dell'istanza di differimento dell'udienza (tempo insufficiente per esaminare le tracce intercettive); 2) violazione degli artt. 407, commi 2 e 3 c.p.p. e inutilizzabilità di atti di indagine successivi al biennio decorrente da iscrizione del 2017; 3) violazione del diritto di difesa per il diniego di duplicazione dei "file di log" relativi a intercettazioni telematiche (RIT 1430/2020), con conseguente presunta inutilizzabilità delle intercettazioni; 4) carenza o apparente carenza di motivazione nella valutazione della gravità indiziaria e mancata considerazione della memoria difensiva, con particolare riguardo all'elemento della fama criminale di Paparo e alla qualificazione della sua condotta "uti singulus"; 5) mancata valutazione delle esigenze cautelari (artt. 275 e 292 c.p.p.), considerata la risalenza temporale dei fatti, le dimissioni dalla carica, il domicilio a Roma e il profilo personologico del ricorrente.
La decisione
La Corte ha ritenuto inammissibili i primi tre motivi (il rigetto della richiesta di differimento; la deduzione generica sulla durata delle indagini e sull'inutilizzabilità di atti; la richiesta generica e meramente esplorativa di duplicazione dei file di log), e infondato il quarto motivo relativo alla gravità indiziaria: il Tribunale aveva adeguatamente motivato la sussistenza dei gravi indizi, valorizzando conversazioni e comportamenti che attestavano la consapevolezza del ricorrente e la capacità di influenza di Paparo. Tuttavia il quinto motivo (esigenze cautelari) è stato ritenuto fondato: la Corte ha osservato che i fatti risalgono a quattro anni prima, il ricorrente si era dimesso, risiede a Roma e non sono emersi elementi concreti di persistenza di collegamenti con ambienti criminali tali da giustificare la permanenza della misura. Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e l'ordinanza del 17/01/2025 e ha disposto l'immediata liberazione del ricorrente, salvo diversa detenzione per altri motivi.
Norme richiamate
Norma sullo scambio elettorale politico-mafioso; nella formulazione successiva alla legge n. 43/2019, se il procacciatore è esponente di associazione mafiosa non è sempre necessario provare il ricorso al "metodo mafioso"; la Corte evidenzia però che la giurisprudenza è divisa e che occorre valutare se l'agente abbia operato "uti singulus" o come esponente dell'associazione. Nel caso di specie il Tribunale ha comunque motivato anche sugli elementi riconducibili al metodo mafioso e sulla consapevolezza del ricorrente.
art. 309, comma 9-bis cod. proc. pen.
Disciplina la richiesta di differimento dell'udienza per esame delle intercettazioni; la Corte ricorda che la richiesta deve indicare giusti motivi e che il giudice del riesame può bilanciare l'esigenza di celerità. Il rifiuto non è in sé appellabile salvo totale carenza di motivazione.
art. 407, commi 2 e 3 cod. proc. pen.
Riguarda i termini di durata delle indagini e le conseguenze sulla utilizzabilità degli atti; la Corte ha ritenuto che l'eccezione è generica se non indicati specifici provvedimenti/iscrizioni e atti affetti da inutilizzabilità.
artt. 266, 266-bis, 267, 268, 271 cod. proc. pen.
Norme sulle intercettazioni e sulla gestione dei supporti probatori; la Corte ha richiamato che l'accesso/duplicazione di supporti informatici (file di log) può essere rilevante ma la richiesta difensiva deve essere specifica e dimostrare la rilevanza probatoria, non limitarsi a istanze esplorative.
art. 275 cod. proc. pen., comma 3
Previsione di una presunzione di pericolosità per talune fattispecie; il Tribunale aveva dato rilievo a tale presunzione, ma la Corte ha ritenuto che il tempo trascorso e le circostanze sopravvenute (dimissioni, residenza lontana, assenza di elementi di persistenza del collegamento con la criminalità) attenuassero l'attualità del pericolo, rendendo incompatibile la misura cautelare.
Modifiche al reato di scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter c.p.); la Corte richiama la modifica normativa come fattore interpretativo rispetto all'onere probatorio circa l'uso del "metodo mafioso" quando il procacciatore è esponente di associazione.
Sezioni Unite civili, sentenza n. 22302 del 04/08/2021
Sezioni Unite civili, sentenza n. 22302 del 04/08/2021
La pronuncia ha ritenuto che, nelle intercettazioni con captatore informatico, i "file di log" siano, in quanto tali, supporti potenzialmente probatori e utili per verificare connessioni, orari, operatori e accessi. La Corte di legittimità, richiamando tale principio, ha però escluso la tutela del ricorrente perché la richiesta difensiva era generica e non specificava l'incidenza probatoria dei file sul compendio indiziario.
Giurisprudenza di legittimità richiamata (es. Sez. 3, n. 7403/2019; Sez. 1, n. 6360/2022; Sez. U, n. 39061/2009)
Richiami dottrinali e giurisprudenziali usati dalla Corte per delimitare i criteri di ammissibilità dei motivi (es. necessità di motivazione per il rigetto del differimento; onere di specificità nella deduzione di inutilizzabilità di atti; obbligo di produzione documentale per sostenere eccezioni processuali).
Massime di principio
- Le istanze di differimento dell'udienza ex art. 309, comma 9-bis c.p.p. devono indicare "giusti motivi" e il giudice bilancia tali esigenze con la celerità: il diniego è difficilmente annullabile salvo totale mancanza di motivazione.
- Le eccezioni di inutilizzabilità per violazione dei termini o per iscrizioni tardive richiedono deduzioni precise e la puntuale indicazione degli atti interessati; deduzioni generiche sono inammissibili in Cassazione.
- Le richieste di accesso o duplicazione di file di log e altri supporti informatici collegati a intercettazioni devono mostrare la loro specifica rilevanza probatoria e non possono essere meramente esplorative; la giurisprudenza di merito deve valutare se la mancata acquisizione incide concretamente sulla gravità indiziaria.
- Nell'applicazione dell'art. 416-ter c.p. va valutato se il procacciatore abbia agito come esponente di associazione mafiosa o "uti singulus"; la legge n. 43/2019 ha inciso sull'onere probatorio, ma la giurisprudenza resta articolata: occorre valutare la totalità degli elementi (fama, comportamenti, contatti).
- Per la conferma di misure cautelari la valutazione delle esigenze cautelari deve tenere conto del "tempo silente" e delle circostanze sopravvenute (dimissioni, cambio di residenza, assenza di elementi di persistenza di collegamenti criminali); la mancata considerazione di tali elementi può giustificare la revoca e la liberazione immediata.
- In Cassazione è essenziale la specificità delle censure: indicare documenti, atti e la concreta incidenza dell'eventuale vizio sul complessivo compendio indiziario, altrimenti il motivo viene dichiarato inammissibile per genericità.
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