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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33418/2025 del 09/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'Appello di Bologna che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Ferrara (5/12/2024) che aveva condannato il ricorrente a quattro mesi di arresto per il reato di cui all'art. 707 c.p. Il ricorrente deduceva che l'atto di appello, pur stringato, aveva richiesto la conversione della pena detentiva in pecuniaria sostenendo che tale conversione "avrebbe favorito il recupero sociale del prevenuto", e censurava la Corte d'appello per aver ritenuto generico quel motivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che, nonostante la previsione normativa che consente all'imputato di esprimere consenso alla sostituzione della pena (art. 598-bis c.p.p.), rimane necessario devolvere la questione alla Corte d'appello mediante specifico motivo di gravame: l'atto di appello del ricorrente è risultato generico poiché si è limitato ad affermare l'utilità della conversione per il recupero sociale senza spiegare le ragioni in relazione alla specificità della vicenda processuale. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 598-bis c.p.p.

    norma introdotta dall'art. 2, comma 1, lett. z), n. 3), d.lgs. 19 marzo 2024, n. 31

    La facoltà per l'imputato di esprimere il consenso alla sostituzione della pena detentiva breve con pena pecuniaria fino alla data dell'udienza partecipata non esonera dall'onere di dedurre specifici motivi di gravame sull'atto di appello; la questione deve essere devoluta alla corte d'appello con motivi specifici.

  • d.lgs. 19 marzo 2024, n. 31 (art. 2, comma 1, lett. z), n. 3)

    Ha introdotto la modifica procedurale (art. 598-bis c.p.p.) che disciplina la sostituzione delle pene detentive brevi con pene pecuniarie e le modalità di consenso dell'imputato; tuttavia la modifica non incide sul requisito di specificità del motivo di appello.

  • art. 707 c.p.

    Norma penale relativa al reato per il quale il ricorrente era stato condannato; la sentenza di primo grado è stata ritenuta non specificamente confutata nell'appello.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 6, n. 9154 del 30/01/2025, C., Rv. 287702-01; Sez. 2, n. 1188 del 22/11/2024, dep. 2025, Lo, Rv. 287460-01

    Precedenti interpretazioni che confermano il principio secondo cui la possibilità di consenso alla sostituzione della pena non esonera dall'esigenza di dedurre motivi specifici in appello; tali pronunce sono state richiamate come orientamento consolidato.

Massime di principio

  • La richiesta di conversione di una pena detentiva breve in pena pecuniaria deve essere motivata in modo specifico nell'atto di appello: una affermazione generica sul 'recupero sociale' non è sufficiente.
  • La facoltà dell'imputato di esprimere consenso alla sostituzione (art. 598-bis c.p.p.) non sostituisce l'obbligo processuale di articolare in appello un motivo concreto e riferito alla vicenda specifica.
  • In mancanza di motivi specifici sull'atto di impugnazione, l'appello può essere dichiarato inammissibile, con conseguente condanna alle spese e possibile pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende.
  • Per aumentare le probabilità di successo, l'impugnazione deve collegare la richiesta di conversione a elementi concreti (es. situazione economica, famigliare, condizioni di salute, capacità di pagamento della pena pecuniaria, esigenze di reinserimento) e spiegare perché tali elementi giustificano la sostituzione.
  • Occorre inoltre considerare e citare la giurisprudenza consolidata che disciplina i requisiti di ammissibilità dell'appello in caso di richiesta di pene sostitutive, per dimostrare che il motivo è stato adeguatamente affrontato.

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