Cassazione Penale, Sentenza n. 33417/2025 del 09/10/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 12/12/2024 con cui la Corte di appello di L'Aquila ha rigettato l'istanza di rescissione del giudicato proposta da Digioia Vincenzo in relazione alla sentenza del Tribunale di Pescara dell'11/06/2024 (condanna per ricettazione). L'istanza sosteneva che il ricorrente era stato giudicato in assenza senza aver avuto effettiva conoscenza del processo, poiché il difensore di fiducia, nominato in fase investigativa con elezione di domicilio presso il suo studio, non aveva informato il cliente, non aveva partecipato al processo e aveva ammesso per e-mail di aver omesso notifiche; inoltre il ricorrente aveva denunciato il difensore per patrocinio infedele. La Corte di appello aveva ritenuto, invece, che il mancato contatto del ricorrente con il difensore fosse dovuto a negligenza e che mancasse prova dell'assenza di responsabilità del ricorrente nella mancata conoscenza del procedimento.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la nomina di un difensore in fase di indagini e l'elezione di domicilio presso di lui non sono di per sé indice dell'effettiva conoscenza del processo; la negligenza informativa dell'imputato non può automaticamente essere considerata volontaria sottrazione alla conoscenza del processo. La Cassazione ha constatato che la Corte di appello non ha valutato compiutamente tutti gli elementi posti dal ricorrente (assenza di contatti, ammissione di errore del difensore, denuncia per patrocinio infedele, incongruenze nei verbali) e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio alla stessa Corte di Appello di L'Aquila, in diversa composizione, perché riesamini la questione alla luce dei principi di diritto indicati.
Norme richiamate
art. 420-bis cod. proc. pen.
La Corte indica che la valutazione della conoscenza del processo non può limitarsi a considerazioni formali; la negligenza informativa prevista/valutata ex art. 420-bis, comma 3, non costituisce di per sé prova della volontaria sottrazione dell'imputato alla chiamata in giudizio.
art. 708 cod. pen.
Richiamato nei motivi come norma menzionata nel verbale di identificazione iniziale: la discrepanza tra l'articolazione del fatto indicata nel verbale e quella per la quale si è poi proceduto è elemento da considerare nella valutazione della conoscenza effettiva del processo.
art. 648 cod. pen.
Norma della ricettazione per la quale il ricorrente è stato condannato; la Corte evidenzia che differenze formali tra contestazioni iniziali e titolo di reato poi applicato possono influire sulla percezione dell'esistenza e dei contenuti del procedimento da parte dell'imputato.
Sez. 6, n. 44089 del 23/10/2024 (Cass.)
Giurisprudenza di legittimità richiamata per il principio che la nomina di difensore in fase di indagini e la sua domiciliatio non sono automaticamente prova della conoscenza del processo; il giudice della rescissione deve svolgere controlli sostanziali sui dati fattuali.
Sez. 5, n. 809 del 28/09/2023 (dep. 2024)
Conferma del principio secondo cui la nomina fiduciaria nella fase delle indagini e l'elezione di domicilio presso il difensore non dimostrano da sole la conoscenza della vocatio in iudicium quando il difensore abbia perso i contatti con l'imputato.
Sez. 6, n. 24729 del 07/03/2024
Affermata la non idoneità della negligenza informativa dell'imputato a provare automaticamente una volontaria sottrazione alla conoscenza del processo.
Sezioni Unite, sent. n. 15498 del 26/11/2020 (Lovric)
Richiamata per il principio che il giudice della rescissione deve procedere a controlli non solo formali ma sostanziali sui dati fattuali che possano dimostrare l'effettiva conoscenza del processo.
Sez. 5, n. 23670 del 03/06/2025 (Esposito)
Ulteriore conferma giurisprudenziale recente dei principi sopra indicati, applicata al caso in esame.
Massime di principio
- La nomina di un difensore di fiducia in fase di indagini e l'elezione di domicilio presso di lui non costituiscono automaticamente prova che l'imputato abbia avuto effettiva conoscenza della successiva citazione a giudizio.
- Se il difensore domiciliatario non partecipa al processo, perde i contatti con l'imputato o ammette omissioni/notifiche non effettuate, ciò può costituire elemento rilevante a favore della mancata conoscenza del processo da parte dell'imputato.
- La semplice negligenza informativa dell'imputato (mancato contatto con il difensore) non è automaticamente convertibile in prova di volontaria sottrazione alla giurisdizione; il giudice della rescissione deve indagare in modo sostanziale i fatti.
- In presenza di discrepanze tra i contenuti del verbale di identificazione e la successiva imputazione, o di ammissioni del difensore di errori/omissioni, il giudice deve valutare tali circostanze come possibili indizi dell'inesistenza della conoscenza effettiva del procedimento.
- In casi analoghi è opportuno raccogliere e documentare: comunicazioni e-mail del difensore, prove di mancata notifica, denuncia/querela per patrocinio infedele, ordini di servizio o provvedimenti disciplinari nei confronti dell'avvocato, per dimostrare l'assenza di colpa dell'imputato.
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