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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33419/2025 del 09/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione basato su violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Il ricorrente contestava l'identificazione come uno degli esecutori materiali della rapina (volto travisato) e indicava elementi di prova favorevoli alla propria innocenza: l'analisi del traffico telefonico dell'utenza del ricorrente e della sua convivente avrebbe collocato entrambi in luoghi incompatibili con il luogo della rapina nell'orario del fatto; inoltre la comparazione tra immagini del sistema di videosorveglianza e il cartellino segnaletico sarebbe stata priva di scientificità. Il Tribunale di riesame, pur rilevando contatti e vicinanza logistica tra il ricorrente e gli altri indagati, non ha adeguatamente motivato la ricostruzione circa l'identificazione del ricorrente né ha affrontato il rilievo dell'alibi telefonico sollevato dalla difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per carenza di motivazione su profili decisivi (identificazione dell'esecutore materiale e incompatibilità dell'utenza telefonica con il luogo della rapina). Ha annullato l'ordinanza impugnata nei confronti di Niosi Giovanni Luca e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio al Tribunale di Torino competente ai sensi dell'art. 309, comma 7 cod. proc. pen., ordinando inoltre gli adempimenti di cancelleria di cui all'art. 94, comma 1-ter delle disposizioni di attuazione.

Norme richiamate

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la competenza e le modalità del riesame in sede di giudice dell'udienza preliminare/tribunale circa le misure cautelari; la Corte ha disposto il rinvio per nuovo giudizio conformemente a questa disposizione per un esame di merito più approfondito.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizione procedurale relativa agli adempimenti di cancelleria successivi alle pronunce; la Corte ha ordinato l'inoltro degli atti per gli adempimenti previsti da tale norma.

Massime di principio

  • Nei procedimenti cautelari, la sussistenza dei "gravi indizi di colpevolezza" richiede una motivazione che affronti espressamente e valutativamente anche gli elementi difensivi rilevanti sollevati; la mera enunciazione di indizi favorevoli all'accusa non è sufficiente.
  • Se l'imputato è accusato di essere uno degli esecutori materiali ma il volto era travisato, l'identificazione deve essere supportata da elementi probatori chiari e valutati in modo rigoroso; confronti fotografici o video devono avere fondamento probatorio e non essere basati su comparazioni meramente descrittive prive di affidabilità.
  • Elementi di prova che possono costituire un alibi (es. rilevazioni di traffico telefonico) devono essere presi in considerazione e motivatamente valutati; l'omissione di un esame specifico di tali elementi può determinare l'annullamento del provvedimento cautelare.
  • La semplice prossimità temporale o logistica (pernottamento nella stessa area, contatti telefonici antecedenti) non basta da sola a fondare l'esecuzione materiale di una rapina senza ulteriori riscontri probatori.
  • Quando la decisione cautelare trascura questioni difensive rilevanti sollevate in sede di riesame, la Cassazione tende a disporre l'annullamento con rinvio per un nuovo esame di merito.

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