Cassazione Penale, Sentenza n. 21019/2022 del 30/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza del Tribunale di Foggia che lo ha condannato per occupazione di sedime demaniale marittimo (artt. 54 e 1161 cod. nav.). Ha articolato due motivi: (1) censura sulla sussistenza del reato sostenendo che l'occupazione demaniale richiede una condotta continuativa e non una mera operazione transeunte di alaggio; (2) censura per omissione di motivazione circa la richiesta, formulata dal Pubblico Ministero in udienza, di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.).
La decisione
La Corte ha ritenuto il primo motivo inammissibile per difetto di specificità, poiché la sentenza impugnata aveva accertato che l'operazione di alaggio si era svolta sul sedime demaniale senza autorizzazione e non sono stati forniti elementi tali da dimostrare l'irrilevanza temporale dell'attività. Il secondo motivo è stato invece ritenuto fondato: il giudice doveva motivare in ordine alla richiesta del pubblico ministero di applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis, salvo manifesta infondatezza, e qui tal risposta è mancata. Alla luce di ciò la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato era estinto per prescrizione (fatto ultimato il 26/01/2016; termine di prescrizione per la contravvenzione decorso alla data della decisione).
Norme richiamate
Norma richiamata per identificare la natura del reato relativo alla disciplina della navigazione e dei beni demaniali marittimi; utilizzata unitamente all'art. 1161 per configurare l'illecito.
Richiamato quale norma che sanziona l'occupazione arbitraria del sedime demaniale marittimo; la Corte ha ritenuto applicabile la norma all'operazione di alaggio svolta senza autorizzazione sul banchina demaniale.
Prevede la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che il giudice deve esaminare e motivare la richiesta di applicazione di tale causa anche se proposta dal pubblico ministero, salvo manifesta infondatezza.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Norme relative ai motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione e violazione di legge); richiamate in relazione alle censure mosse dal ricorrente.
art. 597, comma 5 cod. proc. pen.
Citato per analogia giurisprudenziale: il giudice d'appello ha l'obbligo, anche sinteticamente, di motivare circa l'esercizio del potere/dovere di concessione di benefici se una parte (anche il PM) ne chiede l'applicazione; principio esteso dalla Corte all'ipotesi di cui all'art. 131-bis.
Norma sul termine di prescrizione; applicata per accertare che alla data della decisione era decorso il termine prescrizionale per la contravvenzione contestata (quattro anni) e che non risultavano cause di sospensione/interruzione tali da impedire la prescrizione.
Massime di principio
- Il giudice ha l'obbligo di motivare espressamente ogni istanza rilevante per l'imputato, inclusa la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis), anche se la richiesta è formulata dal pubblico ministero.
- La mancata valutazione o motivazione sull'applicazione di una causa di non punibilità può costituire motivo di annullamento in Cassazione se non manifestamente infondata.
- L'occupazione di sedime demaniale marittimo può ricomprendere operazioni tecniche transitorie (es. alaggio) se svolte su area demaniale senza autorizzazione; la contestazione penale non richiede necessariamente una lunga durata se l'attività impedisce l'uso del bene o richiede autorizzazione.
- Per valutare la continuità/tenuità occorre che il giudice descriva gli elementi temporali e concreti dell'interferenza col demanio; l'assenza di tali accertamenti può essere criticata ma non sempre sufficiente a rovesciare la valutazione se la sentenza documenta l'uso non autorizzato del sedime.
- Prima di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, verificare sempre le date di consumazione, i termini prescrizionali applicabili alla fattispecie (contravvenzione vs delitto) e la presenza di eventuali atti interruttivi o sospensivi.
- Una pena molto lieve (es. ammenda contenuta) può essere un indizio a favore della valutazione di particolare tenuità, ma non è determinante: è necessario un esame motivato delle circostanze che rendono il fatto di scarsa offensività.
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