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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20953/2022 del 30/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Alletto Croce aveva chiesto la liberazione condizionale ai sensi dell'art. 176 c.p.; il Tribunale di sorveglianza rigettò l'istanza per carenza di ravvedimento, rilevando in particolare l'assenza di dimostrazioni di interessamento per la situazione morale e materiale delle persone offese. Il ricorrente ha impugnato in Cassazione sostenendo che il Tribunale non avesse valutato compiutamente il percorso rieducativo risultante dagli atti e che fosse incorsa in violazioni di norme costituzionali e convenzionali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il fascicolo al Tribunale di sorveglianza di L'Aquila per un nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse richiamato i principi giurisprudenziali ma non avesse effettuato una compiuta analisi della condotta complessiva del detenuto nel periodo di detenzione, né avesse adeguatamente verificato se i comportamenti fossero indicativi di un serio percorso di ravvedimento; la motivazione era quindi insufficiente rispetto ai principi regolatori della liberazione condizionale.

Norme richiamate

  • art. 176 cod. pen.

    La Corte richiama che il ravvedimento, requisito per la liberazione condizionale, va valutato sulla base dell'insieme dei comportamenti esteriorizzati durante la detenzione; l'interessamento verso le vittime è un elemento rilevante ma non condizione alternativa all'adempimento delle obbligazioni civili.

  • art. 606, comma 1, lett. b), c), e) cod. proc. pen.

    Indica i motivi di ricorso in cassazione richiamati dall'istante (vizi di motivazione e violazioni di norme sostanziali e costituzionali); la Corte esamina se dal motivo emerga insufficiente valutazione del merito.

  • Costituzione (art. 3, 24, 27, 111, 117)

    Richiamate nel ricorso per questioni di garanzia e tutela processuale; la Corte valuta l'adeguatezza della motivazione e il rispetto dei principi costituzionali nella decisione di merito.

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (art. 6, 7, 14)

    Invocate dal ricorrente in relazione alle garanzie processuali e di non discriminazione; la Corte verifica la correttezza procedimentale e motivazionale del giudice di merito.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 25155 del 31/05/2011 (Pennestri)

    Principio secondo cui il rigetto della liberazione condizionale non può basarsi sul mancato assolvimento, da parte del condannato, dell'onere probatorio circa l'impossibilità di adempiere alle obbligazioni civili, perché tale accertamento deve essere svolto d'ufficio.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 25982 del 18/05/2005 (Senzani)

    Principio secondo cui il ravvedimento può essere desunto da un complesso di atteggiamenti esteriorizzati e non esclusivamente dall'interessamento verso le vittime; la mancanza di tale interessamento non esclude a priori il ravvedimento.

Massime di principio

  • La valutazione del ravvedimento ai fini della liberazione condizionale deve fondarsi su una analisi complessiva e motivata dei comportamenti tenuti in detenzione, non su un singolo elemento.
  • L'interessamento per le vittime è un elemento idoneo a indicare ravvedimento ma non è condizione necessaria o alternativa rispetto all'adempimento delle obbligazioni civili.
  • L'accertamento dell'impossibilità di adempiere le obbligazioni civili derivanti dal reato deve essere svolto d'ufficio dal giudice e non può essere scaricato sull'onere probatorio esclusivo del condannato.
  • In caso di motivazione insufficiente o generica del giudice di merito, la Corte di Cassazione può annullare e rinviare per un nuovo giudizio affinché sia svolta la valutazione completa richiesta dalla legge e dalla giurisprudenza.
  • Le decisioni sulla liberazione condizionale devono offrire una prognosi precisa e motivata circa la conformazione del condannato al rispetto delle norme, basata su elementi concreti e documentati.

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