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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1608/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale impugnava la sentenza della Corte d'appello di L'Aquila del 14/12/2021 che aveva riformato la sentenza di primo grado assolvendo gli imputati con la formula "perché il fatto non sussiste". Il ricorso denunciava plurimi vizi di motivazione e il difetto di motivazione "rafforzata", lamentando che la Corte d'appello non aveva confutato specificamente le argomentazioni e le prove ritenute decisive dal Tribunale (testimonianze, intercettazioni telefoniche e ambientali, tabulati, utilizzo di telefoni intestati alla società, documentazione di riunioni e la circostanza che pagamenti ai figli fossero fittizi), e non aveva adeguatamente spiegato perché il rapporto tra il pubblico ufficiale Robuffo e la "International Work s.r.l." dovesse essere considerato legittimo rapporto di formazione professionale piuttosto che occulto rapporto societario e accordo corruttivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondate le censure sul piano della motivazione, osservando che la sentenza di appello non ha svolto un'analisi compiuta e puntuale delle ragioni che avevano portato alla condanna in primo grado, né ha confutato specificamente gli elementi probatori indicati dal Tribunale. Tuttavia, poiché i reati erano stati consumati entro il 10/11/2014, il relativo termine massimo di prescrizione (7 anni e 6 mesi) è decorso (con applicazione della sospensione Covid prevista dall'art. 83, comma 4, d.l. n. 18/2020) in data successiva all'emissione della sentenza di appello ma anteriore alla decisione della Cassazione, la Corte ha dichiarato il ricorso del Procuratore generale inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse. In sostanza la Cassazione ha censurato la motivazione dell'appello ma, per sopraggiunta prescrizione, ha disposto l'inammissibilità del ricorso del pubblico ministero senza pronunciare annullamento o rinvio sul merito penale.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 318

    Norma che punisce il pubblico ufficiale che riceve o accetta promesse o utilità per l'esercizio delle proprie funzioni; la sentenza discuteva la sussistenza di un 'asservimento' della funzione pubblica a vantaggio della società privata.

  • Codice penale, art. 321

    Norma relativa all'abuso d'ufficio; richiamata nella contestazione verso i comportamenti che avrebbero favorito la società privata.

  • Codice penale, art. 110

    Concorrente nei reati: la contestazione comprendeva la partecipazione di più soggetti nell'evento delittuoso.

  • Codice penale, art. 81, comma 2

    Riferimento alla continuazione o connessità di reati ai fini delle sanzioni, richiamato nella ricostruzione delle imputazioni plurime.

  • Codice di procedura penale, art. 603

    Norma sulla rinnovazione della prova dichiarativa: la Corte osserva che, se necessario, il giudice d'appello può rinnovare l'esame delle dichiarazioni ritenute decisive.

  • Codice di procedura penale, art. 568, comma 4

    Principio dell'interesse all'impugnazione; la Corte afferma che l'impugnazione deve essere caratterizzata da interesse concreto e attuale, che può venire meno per sopravvenuta prescrizione.

  • Decreto-legge n. 18/2020, art. 83, comma 4

    Previsione della sospensione dei termini di prescrizione per l'emergenza Covid-19; applicata per calcolare la nuova scadenza della prescrizione nel caso concreto.

  • Codice di procedura penale, art. 578

    Norma citata dalla sentenza in relazione all'operatività dell'azione della parte civile; la Corte precisa che la presenza della parte civile non supplisce l'interesse del pubblico ministero quando la prescrizione è sopravvenuta.

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello riforma una condanna in senso assolutorio con la formula "perché il fatto non sussiste", essa deve fornire una motivazione puntuale e adeguata che confuti in modo specifico le argomentazioni e le prove ritenute decisive dal giudice di primo grado; semplici affermazioni generiche non sono sufficienti.
  • Il Procuratore della Repubblica che propone ricorso per cassazione deve mantenere un interesse concreto e attuale all'impugnazione fino alla decisione: se la prescrizione del reato sopravviene nel corso del giudizio di legittimità e rende privo di effetti pratici l'annullamento contestato, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse.
  • La decorrenza e i termini di prescrizione vanno calcolati con attenzione, tenendo conto di sospensioni speciali (es. quelle connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19), poiché la maturazione della prescrizione può incidere direttamente sull'ammissibilità delle impugnazioni e sull'opportunità di proseguire l'azione penale in sede di legittimità.
  • La presenza di parti civili che non impugnano la sentenza d'appello non dà automaticamente al pubblico ministero un interesse processuale sopravvenuto: l'azione penale e l'interesse del PM restano valutati secondo la loro concretezza e utilità pratica nell'esito del giudizio.
  • In casi analoghi, la parte pubblica dovrebbe valutare tempestivamente, prima di proporre impugnazioni, la situazione prescrizionale e, se necessario, adottare misure per evitare la perdita dell'interesse (es. accelerazione delle fasi cautelari o impugnatorie), mentre la difesa può richiamare la sopravvenuta prescrizione come causa di inammissibilità del ricorso del PM.

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