Cassazione Penale, Sentenza n. 45270/2022 del 29/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava l'ordinanza che confermava la custodia in carcere per il reato di estorsione con aggravante ex art. 416-bis.1 c.p.: (1) si lamentava la violazione dell'art. 309, comma 9-bis c.p.p. e vizio di motivazione per il rigetto della richiesta di differimento dell'udienza camerale, necessaria alla difesa per esaminare atti depositati successivamente (sommarie informazioni); (2) si contestava che il riesame non avesse effetto devolutivo pieno e che pertanto l'ordinanza fosse illegittima perché avrebbe valutato solo il quadro cautelare; (3) si deduceva l'inesistenza o la mancata prova dell'attualità delle esigenze cautelari ai sensi dell'art. 274 c.p.p., la sproporzione della misura e l'assenza di elementi che collegassero il ricorrente alla consorteria contestata.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso. Sul primo motivo la Corte conferma l'orientamento secondo cui il diniego di differimento ex art. 309, comma 9-bis c.p.p. è in linea di massima non impugnabile salvo nullità assoluta o motivazione apparente: la richiesta di rinvio del ricorrente era generica e non indicava specificamente l'attività da svolgere né la rilevanza per il riesame, perciò il Tribunale ha legittimamente respinto il differimento. Sul secondo motivo il ricorso è inammissibile perché la difesa non ha devoluto al riesame la censura sulla gravità indiziaria in modo specifico, con conseguente attenuazione dell'onere motivazionale del Tribunale sui punti non contestati. Sul terzo motivo la Corte ritiene infondata la censura sull'attualità delle esigenze cautelari: il Tribunale aveva adeguatamente motivato la persistenza del vincolo e la sussistenza di nuovi elementi (es. richieste recenti di somme) idonei a fondare una prognosi di rischio di reiterazione. La Corte condanna il ricorrente alle spese e dispone gli adempimenti verso il direttore dell'istituto penitenziario.
Norme richiamate
La norma autorizza il differimento breve (5-10 giorni) dell'udienza per esigenze difensive straordinarie; il Tribunale deve verificare la sussistenza di "giustificati" motivi specifici. Il diniego è in generale non impugnabile salvo nullità assoluta o motivazione apparente.
Riguarda le esigenze cautelari; la Corte richiama che l'attualità del pericolo va valutata sia sulla base di elementi soggettivi (propensione del soggetto) sia di elementi oggettivi/di contesto che possono attivare il rischio di recidiva.
Norma sostanziale relativa all'aggravante per operare in contesti di tipo mafioso; utilizzata per caratterizzare la gravità del reato contestato e il contesto associativo.
Prevede la condanna alle spese per la parte che vede rigettato il ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese.
Norma sulle comunicazioni al direttore dell'istituto penitenziario: la decisione che non dispone la remissione in libertà va trasmessa al direttore per gli adempimenti di legge.
Massime di principio
- La richiesta di differimento ex art. 309, comma 9-bis c.p.p. va motivata con precisione: bisogna indicare l'attività difensiva da svolgere e la sua rilevanza rispetto al riesame. Le richieste generiche sono legittimamente respinte.
- Il diniego del differimento è difficilmente impugnabile: è ammissibile il ricorso solo se il provvedimento è privo di motivazione o la motivazione è meramente apparente.
- Il giudizio di riesame ha effetto devolutivo pieno, ma se la difesa censura soltanto alcuni profili della misura l'onere motivazionale del Tribunale sui punti non contestati si attenua; per fare nuove contestazioni occorre averle sollevate tempestivamente in sede di riesame.
- L'attributo dell'attualità delle esigenze cautelari si valuta su due piani: elementi soggettivi (propensioni del soggetto) e condizioni oggettive/di contesto che possano favorire la reiterazione; occorrono elementi concreti e non mere astratte previsioni.
- La distanza temporale del fatto originario non esclude automaticamente la custodia cautelare se emergono elementi che dimostrano un perdurante coinvolgimento o recenti condotte analoghe che giustificano una prognosi di rischio.
- In concreto, per aumentare le probabilità di ottenere un differimento o mettere in crisi la motivazione del riesame, la difesa dovrebbe: (a) specificare documenti/indagini da compiere; (b) spiegare la rilevanza di tali elementi per il riesame; (c) chiedere un termine circoscritto conforme ai limiti normativi (5-10 giorni).
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