Cassazione Penale, Sentenza n. 4002/2024 del 30/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che, in esito a concordato ex art. 599-bis c.p.p., aveva riformato parzialmente la sentenza di primo grado in vario modo (riqualificazioni, riconoscimento di continuazioni, riduzioni delle pene, proscioglimenti parziali). I motivi di impugnazione includevano: a) omissione di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione in relazione a reati riqualificati ex art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 (Bingo Bongo, Jaw Babucarr, Khoulle Cheikh Mabckè); b) vizio di motivazione per mancata esposizione delle ragioni per cui non assolvere l'imputato e semplice rinvio all'ordinanza cautelare (Seye Assane, Diallo Ababacar Cirè); c) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 157 e 161 c.p., 129 c.p.p. per non aver dichiarato la prescrizione di taluni capi dopo la riqualificazione (Bingo, Jaw, Khoulle); d) contestazione della determinazione della pena per continuazione eccessiva (Diallo Khady, art.133 c.p.); e) censure sulla mancata riqualificazione come fatto di lieve entità ex art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 e sui profili probatori/valutazione delle intercettazioni e della prova (Diop Veny); f) doglianze sul riconoscimento della continuazione con altri reati (Diop).
La decisione
La Corte di cassazione, sulla base dell'istruttoria e della giurisprudenza di legittimità (in particolare Sez. U. n. 19415/2022), ha accolto i ricorsi di Bingo Bongo, Jaw Babucarr e Khoulle Cheikh Mabckè nella parte in cui ha rilevato che, a seguito della riqualificazione dei rispettivi capi in applicazione dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, alcuni reati commessi tra il 12/01/2015 e il 07/04/2015 si erano estinti per prescrizione prima della sentenza d'appello del 02/11/2022. Per Jaw Babucarr è stata esclusa l'estinzione solo con riferimento all'episodio del 17/05/2015 (capo A166): su tale capo il ricorso è stato rigettato e gli atti sono stati trasmessi ad altra sezione della Corte d'appello di Genova per la rideterminazione della pena. I ricorsi di Seye Assane, Diallo Khady e Diallo Ababacar Cirè sono stati dichiarati inammissibili perché fondati su motivi rinunciati o su doglianze non consentite in materia di concordato in appello; anche il ricorso di Diop Veny è stato dichiarato inammissibile poiché le censure proposte attengono alla valutazione di merito (fattuale) e/o rientrano nelle limitazioni di ammissibilità ("doppia conforme", valutazione della lieve entità, e contestazioni generiche sulla continuazione). I ricorrenti i cui ricorsi sono stati dichiarati inammissibili sono stati condannati al pagamento delle spese e di una somma in favore della Cassa delle ammende. In definitiva, annullamento senza rinvio per alcuni capi relativi a Bingo Bongo, Jaw (salvo A166) e Khoulle per prescrizione; inammissibilità per gli altri ricorsi.
Norme richiamate
Disciplina del concordato in appello: la Corte ha richiamato i limiti di ammissibilità dei motivi di cassazione avverso sentenze rese in conformità al concordato e la possibilità di impugnare questioni attinenti alla formazione della volontà della parte o al consenso del Procuratore Generale
art. 73 d.P.R. n. 309/1990, comma 5
Previsione della fattispecie di lieve entità per reati in materia di stupefacenti; la Corte ha valutato che la riqualificazione di taluni capi come "fatto di lieve entità" e la relativa epoca di commissione incidono sulla maturazione dei termini di prescrizione
Norme sulla prescrizione: i ricorrenti hanno dedotto che, dopo la riqualificazione, i termini di prescrizione erano già maturati; la Corte ha riconosciuto l'estinzione per prescrizione per alcuni capi
Norma sulle condizioni di proscioglimento e sulla valutazione delle richieste difensive: la Corte ha ricordato che doglianze attinenti a condizioni di proscioglimento ex art. 129 non sono sempre ammissibili in sede di cassazione dopo concordato
Determinazione della pena e applicazione della continuazione: contestato l'aumento per continuazione sproporzionato, la Corte ha ritenuto inammissibili le doglianze ove si tratti di vizi rinunciati o di valutazioni di merito
Disciplina della continuazione: la Corte ha valutato la sussistenza del vincolo di continuazione in base alle motivazioni di merito e ha ritenuto generiche alcune censure difensive
Concorso di persone nel reato: richiamato come riferimento ai fatti contestati (concorso nella cessione di stupefacenti)
art. 23, commi 8 e 9, decreto-legge 28/10/2020, n. 137 (conv. L. 176/2020)
Norme procedurali emergenziali: la trattazione del procedimento è stata svolta con le forme previste, adattate per le udienze in camera di consiglio in periodo emergenziale
Sez. U, n. 19415 del 27/10/2022 (giurisprudenza di legittimità)
Precetto giurisprudenziale richiamato: nei casi di concordato in appello è proponibile cassazione per omissione della dichiarazione di estinzione per prescrizione maturata anteriormente alla pronuncia di tale sentenza; principio applicato per accogliere i ricorsi sugli eventi prescrittivi
Massime di principio
- Dopo una riqualificazione dei reati (es. applicazione dell'art. 73, comma 5 d.P.R. 309/1990) è necessario verificare tempestivamente se la nuova qualificazione comporti la maturazione della prescrizione; la Corte deve dichiarare l'estinzione quando il termine si è già compiuto alla data della pronuncia.
- Nei casi di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.) la possibilità di impugnazione in Cassazione è limitata: sono ammissibili i motivi che riguardano la formazione della volontà delle parti, il consenso del Procuratore Generale e vizi che escano dai profili rinunciati; censure meramente valutative dei fatti o richieste già rinunciate risultano inammissibili.
- Il sindacato della Cassazione sulle questioni di fatto è ristretto quando la sentenza di appello si salda con quella di primo grado (c.d. "doppia conforme"): le valutazioni probatorie e interpretazioni delle intercettazioni sono in genere inammissibili se fondate su valutazioni di merito coerentemente motivate dai giudici di merito.
- Per il riconoscimento del "fatto di lieve entità" in materia di stupefacenti (art. 73, comma 5), il giudice deve fornire una valutazione complessiva e motivata (mezzi, modalità, quantità, qualità della sostanza e continuità dell'attività) perché la Cassazione possa esercitare il controllo di legittimità.
- Le doglianze sulla continuazione e sulla determinazione della pena devono essere formulate in termini precisi e confrontarsi con i passaggi motivazionali della sentenza: censure generiche o non confrontate con la motivazione sono destinate a essere rigettate o dichiarate inammissibili.
- Se una sentenza di merito riqualifica reati con effetto sul termine di prescrizione, il difensore deve sollevare tempestivamente il vizio; in caso contrario la Corte di legittimità può comunque esaminare l'omessa dichiarazione di estinzione quando essa risulta evidente dai termini temporali degli eventi e dalla normativa applicata.
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