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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42826/2024 del 22/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza del Tribunale di Rieti del 06/10/2023 che li aveva condannati, in concorso, per il reato di cui agli artt. 110 c.p. e 256 comma 1 lett. a) D.Lgs. 152/2006, avendo trasportato circa dieci quintali di rifiuti non pericolosi (CER 17 04 05) su un furgone Ducato senza iscrizione all'albo dei gestori di rifiuti. Le censure lamentavano: mancata indicazione della condotta specifica attribuita a Ezzarouali Rachid e carenza motivazionale; travisamento della prova in ordine al ruolo dei due (testimonianza che indicava Rachid come passeggero non addetto al trasporto); e doglianza sulla mancata restituzione/confisca del mezzo di proprietà del padre, terzo estraneo al reato.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato soltanto con riferimento a Ezzarouali Rachid: ha annullato la sentenza impugnata nei suoi confronti e disposto il rinvio al Tribunale di Rieti per nuovo giudizio, rilevando la mancanza di motivazione circa la sua partecipazione al reato. Quanto a Zarouali Mouhcine, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso (ossia ha respinto il gravame), confermando in pratica la condanna di primo grado e condannandolo al pagamento delle spese processuali e, in via equitativa, a versare euro 1.500,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Riconoscimento della responsabilità per concorso di persone nel reato: la fattispecie è stata contestata in concorso fra gli imputati.

  • art. 256 comma 1 lett. a) D.Lgs. 152/2006

    Il reato di gestione/trasporto di rifiuti senza le prescritte autorizzazioni si applica anche a chi svolga l'attività 'di fatto' o in modo secondario rispetto ad altra attività primaria; non è necessario un'attività imprenditoriale o continuativa, ma l'atto non deve essere 'assolutamente occasionale'. La deroga per commercianti ambulanti (art. 266 comma 5) opera solo se il rifiuto rientra nell'oggetto del loro commercio e possiedono il titolo ambulante previsto.

  • art. 593 cod. proc. pen.

    La sentenza affronta la questione della non appellabilità delle condanne con pena pecuniaria e ricorda che un'appellanza erroneamente proposta non si converte automaticamente in ricorso per cassazione: occorre valutare le reali intenzioni dell'impugnante e il contenuto dell'atto; se l'attore ha voluto usare un mezzo non consentito, l'impugnazione è inammissibile.

  • art. 568 comma 5 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto alla conversione dell'impugnazione: la mera denominazione dell'impugnazione non è decisiva se l'atto manifesti chiaramente la volontà di proporre un rimedio non consentito.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al vizio per travisamento della prova: la Corte ricorda che questioni di valutazione delle prove sono di esclusiva pertinenza del giudice di merito e non idonee, se del solo contenuto probatorio, a fondare ricorso per cassazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186/2000

    Richiamata in relazione al rilievo sulla responsabilità per presentazione di ricorsi inammissibili e alla possibilità di imporre il versamento alla Cassa delle Ammende salvo colpa nell'origine dell'inammissibilità; la Corte ha disposto un versamento equitativo di euro 1.500,00.

Massime di principio

  • Il trasporto di rifiuti senza le prescritte autorizzazioni/iscrizioni è sanzionato dall'art. 256 D.Lgs. 152/2006 anche se posto in essere in forma occasionale, purché non sia "assolutamente occasionale" e la quantità o le modalità indichino un'attività riconoscibile.
  • Per affermare la responsabilità penale di un passeggero o soggetto non direttamente impegnato nel trasporto è necessario che la sentenza contenga motivazione specifica sulla sua partecipazione: la mera presenza non basta.
  • Le impugnazioni contro sentenze con pena pecuniaria non appellabili non si convertono automaticamente in ricorso per cassazione: il giudice di legittimità valuta le reali intenzioni e il contenuto dell'atto; se l'impugnante ha scelto un mezzo non consentito l'atto può essere dichiarato inammissibile.
  • Le censure che chiedono un diverso apprezzamento delle prove sono, di norma, materie di merito e rischiano l'inammissibilità in cassazione; la Corte di legittimità interviene se manca motivazione o ci sono vizi logico-giuridici evidenti.
  • La restituzione o la confisca di un mezzo di proprietà di un terzo richiede l'accertamento dell'assenza di diligenza o di buona fede: la confisca non è ordinabile se il proprietario è terzo estraneo e ha dimostrato di non aver agevolato l'attività illecita.
  • In situazioni con più ricorrenti, l'esito può essere parziale: la Corte può annullare con rinvio per uno e dichiarare inammissibile il ricorso dell'altro, con conseguente conferma della condanna per quest'ultimo.

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