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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3335/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha rilevato la comunicazione del DAP attestante il decesso dell'imputato in data 24/07/2022. Per tale motivo la Corte ha dichiarato l'estinzione dei reati per morte dell'imputato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. La decisione è dunque di carattere processuale (estinzione del reato) e non di accertamento sul merito delle censure prospettate dal ricorrente.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna (con dichiarata continuazione) pronunciata dal GIP di Messina, deducendo: 1) violazione di legge e vizio nella valutazione delle prove e nella qualificazione giuridica della condotta con richiamo agli artt. 56, 575, 576 n.2, 611 n.1 c.p. (art. 606 cod. proc. pen., lett. b)); 2) vizio di motivazione riguardo alla responsabilità per il delitto di sequestro di persona (capi 2) e 3)) in relazione alla giurisprudenza di legittimità (art. 606 cod. proc. pen., lett. e)); 3) vizio di motivazione in ordine al reato di riduzione in schiavitù (capo 8)), sostenendo che si tratti di una fattispecie complessa connessa ai capi 2)-7) (art. 606 cod. proc. pen., lett. e)); 4) violazione di legge in relazione all'art. 133 c.p. sulla determinazione della pena; 5) violazione dell'art. 99 c.p. sulla sussistenza della recidiva. I motivi sono stati proposti con i limiti di cui all'art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, convertito dalla legge n. 176 del 2020

    Richiamato in relazione alle conclusioni del Pubblico Ministero; qui utilizzato per indicare la posizione espressa dal PM in vista della decisione della Cassazione (richiesta di annullamento senza rinvio)

  • art. 16 d.l. 228 del 2021

    Richiamato insieme alla normativa precedente nelle conclusioni del PM; utile a comprendere il quadro normativo delle richieste del pubblico ministero

  • art. 56 c.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al concorso di persone nel reato, come profilo di qualificazione della condotta

  • art. 575 c.p.

    Norma relativa all'omicidio, citata tra le disposizioni evocate per la qualificazione delle condotte contestate

  • art. 576 n. 2 c.p.

    Aggravante richiamata dal ricorrente in tema di qualificazione del fatto (menzionata tra le norme impugnate)

  • art. 611 n. 1 c.p.

    Norma richiamata in relazione a fatti costituenti violenza sessuale o condotte connesse, invocata nella critica alla qualificazione della condotta

  • art. 606, lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamato come consentente il motivo per violazione di legge, in particolare per censurare la valutazione delle prove e la qualificazione giuridica

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamato per i motivi relativi al vizio di motivazione in ordine a specifiche imputazioni (sequestro di persona, riduzione in schiavitù)

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti di proposizione dei motivi di ricorso in Cassazione

  • art. 133 c.p.

    Richiamato dal ricorrente in ordine alla determinazione della pena, contestando la quantificazione da parte del giudice

  • art. 99 c.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla contestazione circa la sussistenza della recidiva ai fini dell'aggravamento della pena

  • comunicazione del DAP (Decreto Amministrativo Penitenziario) relativa al decesso

    Dato di fatto acquisito al processo: la comunicazione del DAP ha attestato il decesso dell'imputato, determinando l'estinzione dei reati e l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata

Massime di principio

  • Se, durante il procedimento di impugnazione, viene comprovato il decesso dell'imputato, i reati a lui ascritti si estinguono per morte e la Corte dichiara l'estinzione: la sentenza impugnata viene annullata senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato.
  • La declaratoria di estinzione per morte è di natura processuale: determina l'impossibilità di proseguire il processo penale e rende irrilevanti le questioni di merito (vizi di motivazione o violazioni di legge) sollevate dal ricorrente.
  • La comunicazione ufficiale (es. da parte del DAP o di altra autorità competente) attestante il decesso è elemento decisivo e sufficiente per la declaratoria di estinzione; il giudice verifica tale attestazione e provvede all'annullamento senza rinvio.
  • Le impugnazioni già proposte perdono efficacia in termini di accertamento penale sostanziale una volta accertata l'estinzione per morte; tuttavia questioni civili (risarcitorie) o eventuali ricadute amministrative possono seguire percorsi distinti e non sono automaticamente estinte dall'evento penale.
  • In casi simili è opportuno acquisire e documentare tempestivamente la certificazione del decesso e valutare l'impatto processuale (estinzione del reato) nonché eventuali rimedi o azioni alternative (es. azione civile da parte di parti offese) se si intendono tutelare interessi diversi dalla sanzione penale.

Testo integrale

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