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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3086/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le parti civili hanno impugnato la sentenza del Tribunale di Catania (18/11/2019) che aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti di Prestigiovanni per il reato di appropriazione indebita, ritenendo la querela tardiva e quindi l'improcedibilità dell'azione penale. Le parti civili sostenevano che il reato era in realtà procedibile d'ufficio alla data dei fatti e che la costituzione di parte civile costituiva espressione della richiesta punitiva: perciò il tribunale avrebbe dovuto accertare il fatto illecito e pronunciarsi anche sul profilo della responsabilità civile, con efficacia di giudicato a favore della parte civile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che le parti civili sono prive di interesse a impugnare una pronuncia di proscioglimento basata su improcedibilità per difetto di querela, poiché si tratta di una decisione penale meramente processuale che non reca vantaggio idoneo ai fini dell'azione civilistica; la correzione di tale errore richiede l'impugnazione del pubblico ministero. Pur avendo la Corte d'appello rilevato che il reato era procedibile d'ufficio e che la pronuncia di primo grado era errata, l'assenza di impugnazione del pubblico ministero ha impedito qualsiasi riforma. La Corte ha inoltre richiamato che la decisione processuale non pregiudica l'azione civile e ha rilevato che il reato, commesso nel giugno 2011, si era prescritto il 28/10/2020, prima del giudizio di secondo grado. Sono state condannate le parti ricorrenti al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. U, Sentenza n. 35599 del 21/06/2012 (dep. 17/09/2012)

    Principio secondo cui la parte civile è priva di interesse ad impugnare la sentenza di proscioglimento per improcedibilità dell'azione penale dovuta a difetto di querela, trattandosi di pronuncia processuale che non può procurare vantaggi per l'azione civile

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. 2, Sentenza n. 19738 del 21/03/2018 (dep. 07/05/2018)

    Conferma del principio che la pronuncia di improcedibilità per difetto di querela è una statuizione penale processuale e l'assenza di impugnazione da parte del Pubblico Ministero impedisce alla parte civile di ottenere modifica del provvedimento in sede di appello

Massime di principio

  • La parte civile non ha interesse ad impugnare una sentenza penale che dichiara l'improcedibilità dell'azione penale per difetto di querela: si tratta di una pronuncia processuale che non migliora la posizione della parte civile ai fini dell'azione risarcitoria.
  • Se la sentenza di proscioglimento è fondata su un errore di qualificazione (es. reato procedibile d'ufficio vs a querela), la possibilità di correzione spetta primariamente al Pubblico Ministero tramite impugnazione; in assenza di questa, il vizio non può essere sanato su impulso della parte civile.
  • La pronuncia di improcedibilità per difetto di querela non preclude né pregiudica automaticamente l'esercizio dell'azione civile: la vittima può agire in sede civile per ottenere l'accertamento della responsabilità e il risarcimento.
  • La prescrizione del reato e i suoi termini cronologici sono elementi decisivi: anche se il reato fosse procedibile d'ufficio, la maturazione della prescrizione prima del giudizio di secondo grado può rendere sterile ogni accertamento penale successivo.
  • Per tutelare l'interesse risarcitorio, la parte offesa dovrebbe valutare l'azione civile autonoma e, se rilevante, attivare tempestivamente il Pubblico Ministero (se vi sono ragioni per chiedere impugnazione) o raccogliere e preservare le prove utili per il giudizio civile.
  • La costituzione di parte civile non sostituisce l'impugnazione penale del PM: la strategia processuale deve tenere conto dei diversi rimedi disponibili (impugnazioni penali, azione civile, segnalazione al PM) e dei termini di prescrizione.

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