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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3083/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che aveva parzialmente riformato il pronunciamento di primo grado riconoscendo responsabilità per una serie di reati (ricettazione, riciclaggio, rapina, furto aggravato; resistenza e lesioni per Tirtja). Le doglianze principali sono: mancata assistenza di interprete in appello (i ricorrenti sono alloglotti), errata qualificazione giuridica di alcune condotte (furto vs ricettazione) e omessa o insufficiente motivazione sulle doglianze di merito; vizio di motivazione nel ritenere la colpevolezza per fatti basati su modus operandi, tabulati telefonici e dati GPS; criticità nella valutazione delle dichiarazioni della persona offesa (uso di dichiarazioni investigative ritenute più attendibili di quelle rese in dibattimento); ed infine contestazione dell'estensione di responsabilità a Taka nonostante un biglietto aereo prenotato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ritenendoli generici e diretti a una diversa riconsiderazione dei fatti più che a profili di diritto affrontabili in sede di legittimità. Sul punto dell'assenza dell'interprete in appello la Corte ha ritenuto mancasse la dimostrazione del concreto pregiudizio: l'imputato era stato assistito da interprete in precedenti fasi e, dopo la legge n.103/2017 (modifica art.613), l'omessa traduzione della sentenza di appello non determina automaticamente nullità in assenza di elementi specifici di pregiudizio. Le censure sulla qualificazione giuridica e sulla motivazione sono state ritenute manifestamente infondate o generiche, poiché la motivazione di merito aveva adeguatamente illustrato il compendio probatorio (modus operandi, tabulati, GPS, dichiarazioni investigative utilizzabili per il rito abbreviato). Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3000 a titolo di ammenda.

Norme richiamate

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla funzione dell'interprete e alla necessità di garantire la comprensione del procedimento; la Corte richiede la prova del concreto pregiudizio per dichiarare la nullità.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamato congiuntamente all'art.178 in materia di assistenza linguistica; la mancata assistenza in appello non è automaticamente decisiva senza evidenza del pregiudizio.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura sulla valutazione delle doglianze d'appello e sulla necessità di motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito fosse esaustiva.

  • art. 545 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto ai limiti del sindacato di merito in sede di legittimità; le censure meramente ricostruttive sono inammissibili.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla valutazione probatoria e al principio che la prova deve raggiungere la certezza; la Corte ha ritenuto che la motivazione basata sul compendio probatorio fosse adeguata.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al vizio di motivazione e ai limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione del merito.

  • art. 143 cod. proc. pen.

    Richiamato nell'ambito delle nullità processuali per assenza di interprete; la Corte ha ritenuto che la mancata assistenza in appello non integrava automaticamente una nullità se non dimostrato il pregiudizio.

  • art. 613 cod. proc. pen. (modificato dalla legge 23/06/2017 n.103)

    La modifica normativa è stata invocata per spiegare che l'imputato non può più proporre personalmente ricorso per cassazione, influenzando la valutazione sull'effetto automatico della mancata traduzione della sentenza di appello.

  • Legge 23 giugno 2017, n. 103

    Richiamata per la modifica dell'art.613 e per il principio che l'omessa traduzione della sentenza di appello non determina di per sé nullità senza specifici elementi di pregiudizio.

Massime di principio

  • L'assenza di un interprete in udienze di merito non comporta automaticamente la nullità della sentenza di appello: è necessario dimostrare il concreto pregiudizio alla capacità di difesa dell'imputato.
  • I motivi di cassazione devono essere specifici e confrontarsi con la motivazione di merito; censure generiche che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
  • In procedimenti con rito abbreviato le dichiarazioni rese durante le indagini possono essere pienamente utilizzabili e talvolta ritenute più attendibili delle dichiarazioni rese in dibattimento, purché la corte motivi adeguatamente tale scelta.
  • La ricostruzione della responsabilità fondata su un insieme di elementi (modus operandi, tabulati telefonici, dati GPS, disponibilità di mezzi) può legittimamente integrare il convincimento di colpevolezza se la motivazione spiega la connessione tra tali elementi e i singoli episodi.
  • La mera esistenza di elementi favorevoli (es. prenotazione di un volo non utilizzato) non è di per sé sufficiente a escludere la responsabilità se il compendio probatorio complessivo contrasta tale elemento; la difesa deve proporre elementi probatori concreti per invertire la valutazione.
  • In sede di legittimità non è possibile ottenere revisione dei fatti e delle valutazioni probatorie consolidate in grado di merito salvo palesi vizi di diritto o carenze motivazionali ben specificate.

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