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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16500/2024 del 19/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha riconosciuto la continuazione tra due pronunce irrevocabili: 1) sentenza 19/12/2011 Corte d'Appello di Milano per plurime fattispecie ex art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (pena complessiva fissata in 15 anni e 2 mesi e 99.000 euro di multa); 2) sentenza 20/12/2013 Corte d'Appello di Palermo per partecipazione ad associazione mafiosa ex art. 416-bis (pena iniziale 9 anni e 4 mesi, poi rideterminata in esecuzione). Il giudice dell'esecuzione ha individuato come reato base il capo E) della prima sentenza (pena 12 anni e 90.000 euro), ha confermato le frazioni di aumento interne applicate dal giudice della cognizione fino alla pena di 15 anni e 2 mesi e ha applicato un aumento esterno di 8 anni (pari a due terzi della pena base di 12 anni) per la continuazione con il reato associativo, pervenendo a una pena complessiva di 23 anni e 2 mesi e 99.000 euro di multa. Il ricorrente ha censurato la mancata scissione e comparazione dettagliata dei reati e la sproporzione dell'aumento di 8 anni rispetto agli aumenti applicati ai reati di droga.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia rispettato i principi di legge e la giurisprudenza consolidata: ha scorporato i reati riuniti, individuato correttamente il reato piu grave ai sensi dell'art.187 disp. att. cod. proc. pen., e ha operato gli aumenti per i reati-satellite. La Corte ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione del giudice dell'esecuzione, che ha spiegato sia la conferma delle frazioni di aumento interne sia la consistenza dell'aumento per il reato associativo, valorizzando l'elevata gravità del 416-bis in rapporto ai reati di stupefacenti. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    fattispecie sostanziale relativa ai delitti di traffico di stupefacenti; nella vicenda i reati di cui a questa norma sono stati considerati reati-fine nella prima sentenza

  • art. 416-bis cod. pen.

    reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso; valutato come reato di elevata gravità e assunto come reato-satellite per la continuazione esterna, giustificando un consistente aumento di pena

  • art. 81 cod. pen.

    disciplina la determinazione della pena nel reato continuato e impone che il giudice motivi l'entità degli aumenti per i reati-satellite

  • art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    stabilisce che, nel nuovo computo, il reato piu grave e quello per il quale e stata inflitta la pena piu grave e che questo deve essere preso come base per la rideterminazione

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    fissano i parametri di discrezionalita del giudice nella determinazione della pena, richiedendo congrua motivazione e proporzione nella commisurazione

  • Giurisprudenza di legittimità Sez. 1, n. 21424 del 19/03/2019 (Scanferla)

    precisa la necessita, nel caso di reati separatamente giudicati e gia unificati in ognuna delle sentenze, di scorporare i reati, individuare il piu grave e poi applicare aumenti autonomi per i reati-satellite

  • Giurisprudenza di legittimità Sez. U., n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    afferma l'obbligo di motivare non solo l'individuazione della pena base ma anche l'entita dei singoli aumenti, per consentire il controllo del percorso logico-giuridico

  • Giurisprudenza di legittimità Sez. U., n. 6296 del 24/11/2016 (Nocerino)

    sancisce il limite del triplo della pena base e la possibilita per il giudice dell'esecuzione di confermare le dosi di aumento gia applicate in sede cognitiva, se adeguatamente motivate

Massime di principio

  • Quando si ricalcola la pena per continuazione tra reati giudicati separatamente, il giudice dell'esecuzione deve prima scorporare tutte le violazioni gia unificate e individuare il reato piu grave da assumere come base (art.187 disp. att. cod. proc. pen.)
  • Sulla pena base e sui singoli aumenti per i reati-satellite il giudice deve fornire motivazione congrua e specifica; non basta il mero rispetto del limite legale, occorre rendere possibile il controllo giurisdizionale del ragionamento
  • Il giudice dell'esecuzione puo confermare gli aumenti operati in sede cognitiva per i reati gia considerati satellite, purché richiami o riproduca le ragioni che giustificavano quella dosimetria
  • La gravita intrinseca del reato associativo (416-bis) puo giustificare un aumento di pena piu consistente rispetto agli aumenti applicati per reati-fine come quelli di droga, senza che ciò sia di per se sproporzionato, se adeguatamente motivato
  • Le censure sulla presunta sproporzione tra aumenti devono dimostrare l'irrimediabile squilibrio o l'assenza di motivazione: in mancanza di ciò la valutazione resta nella sfera discrezionale del giudice, sindacabile solo per vizio motivazionale o eccesso di potere

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