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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08983/2026 del 09/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge (art. 606, lett. b) c.p.p.) con riferimento alla confisca della somma di denaro sequestrata. Il ricorrente ha censurato la decisione del giudice di patteggiamento che ha disposto l'ablazione del denaro ritenendolo provento o profitto del reato senza fornire alcuna prova o motivazione circa il nesso di pertinenzialità tra la somma e l'illecito. In particolare si è evidenziato che, per reati di detenzione/trasporto di stupefacenti (non di cessione), non opera automaticamente la confisca ordinaria collegata al reato, e che la confisca potrà operare solo sulla base dei presupposti dell'art. 240-bis c.p. richiamato dall'art. 85-bis DPR 309/90 (denaro di valore sproporzionato rispetto al reddito e di cui non si giustifichi la provenienza), elementi sui quali il giudice non ha motivato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla disposizione di confisca della somma di denaro e ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli in diversa persona fisica per un nuovo giudizio sul punto. La Corte ha rilevato che il giudice di merito, pur dovendo motivare specificamente quando dispone la confisca c.d. "allargata" ex art. 240-bis c.p. (anche in sede di patteggiamento), ha omesso ogni valutazione sui presupposti di tale misura (titolarità/disponibilità del denaro, sproporzione rispetto al reddito, mancata giustificazione della provenienza). La sentenza contiene inoltre un richiamo ai principi consolidati: per i reati di detenzione/trasporto non si applicano automaticamente gli istituti previsti per la cessione; la confisca per sproporzione ha presupposti e finalità diversi dalla confisca ordinaria e richiede motivazione specifica anche nel rito abbreviato/patteggiamento. Di conseguenza la confisca è stata annullata e il caso rimandato per nuovo esame.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990, art. 73, comma 5

    Riferimento alla fattispecie di reato contestata (detenzione/trasporto di sostanze stupefacenti) e al procedimento di patteggiamento che ha portato all'applicazione della pena.

  • DPR 309/1990, art. 73, comma 7-bis

    Richiamato per sottolineare che la disposizione specifica riferita alla confisca connessa ai reati di stupefacenti non è applicabile automaticamente alle condotte di sola detenzione/trasporto quando manchi il nesso di pertinenzialità.

  • DPR 309/1990, art. 85-bis

    Opera il rinvio all'art. 240-bis c.p. per consentire la confisca 'per sproporzione' anche nei reati previsti dal testo unico sugli stupefacenti, purché sussistano i relativi presupposti.

  • Codice penale, art. 240-bis

    Norma della confisca 'allargata' o per sproporzione: richiede tre requisiti essenziali (condanna/patteggiamento per reati-spia, titolarità o disponibilità di beni in valore sproporzionato, mancata giustificazione della provenienza). La sua applicazione richiede specifica motivazione anche in sede di patteggiamento.

  • Codice penale, art. 240

    Confisca ordinaria collegata al rapporto di pertinenzialità tra bene e reato: la Corte osserva che tale istituto non è applicabile quando manchi il nesso (es. detenzione/trasporto senza elemento di cessione).

  • Codice di procedura penale, art. 606, lett. b)

    Motivo di ricorso per cassazione invocato dal ricorrente per violazione di legge in materia di confisca e mancata motivazione.

  • Codice di procedura penale, art. 444

    Norma che disciplina il patteggiamento; la Corte ricorda che la sinteticità della motivazione tipica del rito non esime il giudice dall'obbligo di motivare specificamente le ragioni della confisca 'allargata'.

  • Disposizione storica/art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306 (richiamata)

    Richiamata nella motivazione come fonte normativa che ha portato all'attuale art. 240-bis c.p.; sottolinea l'obbligo di motivazione quando si procede alla confisca obbligatoria per sproporzione.

Massime di principio

  • In reati di detenzione o trasporto di stupefacenti (non di cessione) il denaro trovato in possesso non è automaticamente confiscabile come 'provento' del reato: va accertato il nesso di pertinenzialità o, in alternativa, va valutata l'applicabilità della confisca per sproporzione ex art. 240-bis c.p.
  • La confisca 'per sproporzione' (art. 240-bis c.p., richiamato da art. 85-bis DPR 309/90) richiede tre presupposti cumulativi: condanna o patteggiamento per reati-spia, titolarità/disponibilità dei beni in valore sproporzionato rispetto al reddito e mancata giustificazione della loro provenienza.
  • Anche in caso di patteggiamento il giudice è obbligato a motivare in modo specifico la confisca 'allargata': deve spiegare perché le giustificazioni addotte non sono ritenute attendibili e perché si ravvisa la sproporzione tra patrimonio e reddito/attività.
  • Se il giudice omette la valutazione o la motivazione sui presupposti della confisca per sproporzione, la Corte di Cassazione annulla limitatamente a quella misura e rinvia per nuovo giudizio.
  • Nelle ipotesi dubbie è essenziale raccogliere e documentare elementi probatori che colleghino il denaro al reato ovvero elementi fiscali/patrimoniali che dimostrino la sproporzione e l'impossibilità di giustificare la provenienza.

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