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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17896/2023 del 28/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Coppola era destinatario di misura cautelare in carcere, confermata dal Tribunale del riesame per gravi indizi relativi al rinvenimento, in un vano caldaie adiacente alla baracca dove abitava la sua famiglia, di tre pistole, munizioni, caricatori e rilevanti quantitativi di stupefacente (hashish e marijuana). Gli agenti avevano potuto accedere al vano caldaie utilizzando un chiavistello per porte basculanti rinvenuto nella scarpiera della baracca di Coppola. In sede di interrogatorio l'indagato ammetteva di conoscere l'esistenza degli oggetti ma negava la loro sua disponibilità. In cassazione Coppola censurava l'ordinanza del Tribunale del riesame per carenza di motivazione (omesso confronto con la memoria difensiva) e per mancanza di adeguata argomentazione sulla disponibilità esclusiva degli spazi dove erano stati occultati i beni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi manifestamente infondati: il Tribunale del riesame aveva adeguatamente valutato il compendio indiziario e motivato la ritenuta disponibilità materiale dei beni da parte di Coppola, considerando decisivo il rinvenimento del chiavistello nella sua baracca e la circostanza che solo con quel mezzo si poteva accedere al vano caldaie dove erano occultati gli oggetti. La Corte ha confermato la sussistenza delle esigenze cautelari (rischio di reiterazione per le modalità di occultamento) e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro tremila a titolo di ammenda; ha inoltre disposto la trasmissione del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario.

Norme richiamate

  • Legge 14 ottobre 1974, n. 497 (artt. 10, 14)

    Norme penali rilevanti ai reati connessi alle armi; utilizzate per inquadrare le fattispecie contestate in relazione al rinvenimento delle pistole

  • Legge 18 aprile 1975, n. 110 (art. 23)

    Norma relativa alla disciplina delle armi e alle sanzioni per il loro illecito possesso; richiamata tra le fattispecie contestate

  • Codice penale (art. 648)

    Fattispecie di ricettazione/illecito agganciata al quadro accusatorio per il possesso/occul­tamento di beni illeciti; indicata come capo di imputazione

  • D.P.R. 9 ottobre 1974, n. 309 (artt. 73, 74)

    Norme del Testo Unico sugli stupefacenti relative ai reati di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, applicate al rinvenimento di hashish e marijuana

  • Codice di procedura penale (art. 274, comma 1, lett. c))

    Prevede le esigenze cautelari che giustificano la custodia cautelare in carcere; nel caso si è ritenuto sussistere il rischio di reiterazione (lett. c)) in ragione delle modalità di occultamento

  • Codice di procedura penale (art. 309)

    Disciplina il procedimento di riesame: il ricorso ex art. 309 è il mezzo atipico in cui il giudice deve confrontarsi col compendio indiziario; richiamato per valutare il corretto svolgimento del giudizio di riesame

  • Codice di procedura penale (art. 292)

    Indica i parametri di motivazione e le garanzie del provvedimento cautelare; la Corte ha verificato che il Tribunale del riesame abbia dato conto dei requisiti indicati da tale articolo

  • Codice di procedura penale (art. 546)

    Riferimento al modello argomentativo per le decisioni non fondate su prove ma su indizi; indicato come modello cui conformare la motivazione del riesame

  • Codice di procedura penale (art. 616)

    Prevede la condanna a una somma alla cassa delle ammende per ricorsi inammissibili o temerari; applicato per irrogare l'ammenda di euro 3.000

  • Disposizioni di attuazione cod. proc. pen. (art. 94, comma I-ter)

    Prevede l'obbligo di trasmettere copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario dove il ricorrente è ristretto; disposizione eseguita a seguito della pronuncia

Massime di principio

  • Se il giudice trova un collegamento materiale tra l'abitazione dell'indagato e il luogo di occultamento (es. chiave o attrezzo rinvenuto nell'abitazione che apre il luogo di occultamento), può ritenere la disponibilità materiale dei beni a carico dell'indagato anche in assenza di prova di esclusività dell'accesso
  • Ammissioni parziali di conoscenza ("sapevo della loro esistenza") senza rivendicazione di disponibilità non sono necessariamente sufficienti a escludere la responsabilità se gli elementi indiziari (strumenti di accesso, modalità di occultamento, congruenza delle circostanze) convergono contro l'indagato
  • Nel controllo di cassazione di provvedimenti di riesame, il giudice verifica soprattutto la congruenza logica e la completezza della motivazione rispetto ai parametri indicati dall'art. 292 c.p.p.; per impugnare con successo bisogna dimostrare che l'omessa o insufficiente motivazione abbia effettivamente alterato la valutazione della gravità degli indizi
  • Ipotesi alternative prospettate dalla difesa devono essere plausibili e sostenute da elementi concreti: spiegazioni meramente congetturali o non coerenti con le massime di esperienza difficilmente scalfiscono un quadro indiziario robusto
  • Per la conferma della custodia cautelare per rischio di reiterazione può essere decisiva la modalità di occultamento e la pericolosità degli oggetti sequestrati; non occorre la prova di reiterazioni precedenti se sussistono indici apprezzabili di rischio

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