Cassazione Penale, Sentenza n. 17622/2023 del 28/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per manifesta mancanza e illogicità della motivazione della Corte d'appello, che aveva assolto l'imputato perché il fatto non costituisce reato. Il Procuratore generale censurava in particolare: omissione di spiegazioni sulla repentinità e intensità della folata di vento che avrebbe propagato il fuoco; mancanza di motivazione su quali azioni l'imputato avrebbe posto in essere per impedire la propagazione; illogicità nel ritenere sufficienti le misure precauzionali adottate (secchi d'acqua, tubo, divisione in due mucchi) posto che il propagarsi dell'incendio proverebbe inattività o inadeguatezza delle cautele; e la valutazione dell'imprevedibilità del vento basata sulle previsioni meteo, ritenute generalmente non precise e non idonee a escludere la colpa salvo eventi di intensità straordinaria.
La decisione
Il ricorso è stato respinto. La Corte di legittimità ha ritenuto infondati i profili di illegittimità denunciati: la sentenza d'appello aveva motivato adeguatamente l'assoluzione evidenziando elementi di prudenza dell'imputato (scelta dell'orario mattutino con previsioni favorevoli, divisione in due mucchi, presenza di secchi e tubo collegato a cisterna) e l'assenza di riscontri probatori circa il mancato controllo costante del fuoco. La Corte ha inoltre precisato che l'addebito contestato era relativo alla cagionazione attiva dell'incendio e non a una omissione di intervento, per cui non era necessario motivare su ipotesi omissive non dedotte. Ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulla manifesta illogicità e ha sottolineato che il rito abbreviato può comportare lacune istruttorie che, se favorevoli alla difesa, giustificano l'assoluzione quando non vi sia prova della colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Conseguentemente è stata confermata la correttezza logica e sufficienza della motivazione della Corte territoriale e l'assoluzione è stata ritenuta legittima.
Norme richiamate
art.449 cod. pen.
Norma indicata quale fattispecie di reato contestata (incendio), ossia il tipo penale in relazione al quale è stata pronunciata la sentenza di merito
art.40, comma 2, cod. pen.
Richiamata per distinguere tra la cagionazione dell'evento e l'eventuale omissione di impedire la sua propagazione; la Corte osserva che l'omessa attivazione non era stata oggetto di accusa né provata nel processo
art.533, comma 1, cod. proc. pen.
Richiamato per riaffermare il principio che, nel rito abbreviato, la condanna è possibile solo se la colpevolezza è provata oltre ogni ragionevole dubbio; ciò giustifica che lacune istruttorie possano favorire l'assoluzione
Massime di principio
- Quando è contestata la cagionazione di un incendio colposo, il giudizio si focalizza sulla prevedibilità ex ante dell'evento nelle specifiche condizioni di tempo e luogo: è necessario valutare se una persona avveduta e coscienziosa avrebbe previsto la possibilità di propagazione.
- Le misure concrete adottate dall'agente (orario scelto, frazionamento dei residui, presenza di mezzi d'acqua e strumenti di spegnimento) sono elementi probatori rilevanti e possono essere valutati come indici di prudenza idonei a escludere la colpa, salvo riscontri contrari.
- Non si può confondere la responsabilità per conduct active (aver cagionato l'incendio accendendo il fuoco) con una responsabilità omissiva (non aver impedito la propagazione) quando quest'ultima non è stata formalmente contestata né adeguatamente documentata.
- Le previsioni meteorologiche possono essere valutate dal giudice come elemento indiziario sull'imprevedibilità del rischio, ma la loro efficacia probatoria dipende dal contesto e non esclude automaticamente la colpa se non vi è prova che l'evento fosse eccezionale e imprevedibile.
- Il vizio di manifesta illogicità della motivazione è sindacabile in Cassazione solo quando la motivazione presenti macroscopici errori logici evidenti ictu oculi; valutazioni di merito sulla credibilità e sulla valutazione delle cautele sono riservate ai giudici di merito.
- Nel rito abbreviato i limiti dell'istruttoria possono avvantaggiare la difesa: l'assenza di elementi istruttori su aspetti chiave (tempi di propagazione, intensità delle fiamme, relazione causale con condizioni meteorologiche) può giustificare un dubbio ragionevole e l'assoluzione.
- Per contestare efficacemente un'assoluzione per mancanza di colpa è necessario che l'accusa produca elementi specifici e probanti sull'inadeguatezza delle cautele adottate o sulla prevedibilità dell'evento, non argomentazioni generiche basate su ciò che avviene 'in genere'.
- La valutazione globale deve sempre considerare le condizioni concrete (ora, giorno, previsioni, strumenti di spegnimento, distanza da abitazioni, estensione del danno) e richiede prova positiva della imprudenza, negligenza o imperizia estrema per affermare la colpevolezza.
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