Cassazione Penale, Sentenza n. 4217/2024 del 31/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trento che aveva rigettato il riesame avverso il provvedimento del GIP del 20/11/2022 (integrato 28/12/2022) che aveva disposto misure cautelari personali e reali, in particolare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente su somme per complessivi euro 2.616.541,20 e il sequestro di un'autovettura. Il ricorrente deduceva: incompetenza territoriale (sosteneva che la competenza spettasse al Tribunale di Foggia poiché parte dell'attività del sodalizio sarebbe avvenuta a Cerignola), nullità o carenza di motivazione dell'ordinanza genetica e del riesame (mancata autonoma valutazione dei presupposti per il sequestro, insufficiente motivazione sul periculum in mora, mancata specificazione del ruolo e delle evidenze a carico del ricorrente), carenza di elementi per ritenere l'esistenza e la stabile organizzazione dell'associazione e per qualificare il ricorrente come promotore/organizzatore, mancata adeguata valorizzazione del valore dei beni sequestrati e della riduzione delle accise ai fini della quantificazione del profitto sequestrabile.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato e, come assorbente, ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale di Trento. La Cassazione ha stabilito che va riesaminata la questione della competenza territoriale alla luce dei principi indicati: verificare la sussistenza della connessione ex art. 12 cpp (lett. b o c), individuare se il reato associativo sia da ritenersi reato più grave e applicare i criteri di cui agli artt. 8 e 9 cpp (in particolare art. 9, comma 1) e art. 10, comma 3, qualora il reato sia iniziato all'estero ma si sia manifestata parte essenziale in Italia. Se il Tribunale di Trento risulta incompetente, dovrà valutare l'applicazione dell'art. 27 cpp per l'efficacia interinale dei provvedimenti cautelari e la loro portata; la Corte ha inoltre richiamato i principi sulla possibilità di mantenere efficacia interinale dei provvedimenti anche se adottati da giudice poi riconosciuto incompetente. Il rinvio impone al giudice del riesame un nuovo esame particolareggiato della connessione, della competenza e, indirettamente, delle motivazioni relative a sequestro e quantificazione del profitto ove rilevante.
Norme richiamate
Individua il criterio generale di competenza per territorio; per reato permanente il luogo di inizio della consumazione è rilevante per determinare il giudice competente.
art. 9 cod. proc. pen., comma 1
Regola integrativa applicabile anche ai reati connessi: se la competenza non può essere determinata secondo l'art. 8, è competente il giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o omissione; la sua mancata considerazione è stata ritenuta errore.
art. 10 cod. proc. pen., comma 3
Quando il reato è commesso in parte all'estero, la competenza va determinata alla luce degli artt. 8 e 9, con conseguente applicabilità dell'art. 9, comma 1, se del caso.
Disciplina la connessione tra reati: va verificato se la connessione è di tipo oggettivo (continuità) o teleologica (finalizzazione) e se produce spostamento della competenza per territorio; la sua corretta qualificazione è decisiva per individuare il giudice competente.
Criterio di riparto quando la competenza spetti a giudici diversi: competenza al giudice del reato più grave o, in caso di pari gravità, al giudice del primo reato.
Consente la disciplina dell'efficacia dei provvedimenti adottati in urgenza quando la competenza non coincide con l'urgenza di adottare misure cautelari; è richiamata per l'efficacia interinale dei sequestri adottati dal giudice ritenuto poi incompetente.
Aggravante per associazioni transnazionali; la ricostruzione valutativa circa l'alterità tra strutture nazionali ed estere e la sua applicabilità è stata motivo di censura e di verifica.
Fattispecie dell'associazione per delinquere; la qualificazione della sua sede operativa e della stabilità dell'organizzazione e dei ruoli è centrale per la competenza e per la sussistenza del fumus.
Norme penali sulle evasioni delle accise; reati-fine contestati al sodalizio, rilevanti ai fini della connessione e della determinazione del profitto sequestrabile.
art. 291, 274 cod. proc. pen. (richiamati nella motivazione)
Regole sulle misure personali e le esigenze cautelari (urgenza e pericolo nel ritardo); richiamate per evidenziare differenze di disciplina tra misure personali e reali.
art. 317 e 321 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione all'applicabilità dell'art. 27 per i provvedimenti in materia di sequestri e alla disciplina dell'efficacia dei provvedimenti assunti in urgenza.
Massime di principio
- Quando un reato associativo è permanente e la sua consumazione è iniziata all'estero ma una parte essenziale dell'attività si è manifestata in Italia, va valutata la competenza applicando in ordine gli artt. 8 e 9 cpp; in particolare l'art. 9, comma 1, e l'art. 10, comma 3, possono far pendere la competenza sul giudice dell'ultimo luogo di manifestazione nel territorio nazionale.
- La qualificazione della connessione ex art. 12 cpp (continuità oggettiva lett. b o teleologica lett. c) è determinante per lo spostamento della competenza: se la connessione riguarda reati commessi da diversi soggetti occorre verificare attentamente se opera la lett. b o la lett. c e le relative conseguenze sulla competenza per territorio.
- Il giudice del riesame deve motivare specificamente sulla competenza territoriale e, se disposto, sulla quantificazione e sulle ragioni del sequestro preventivo (fumus, periculum in mora, nesso tra beni e profitti del reato); la mera adesione all'impostazione del PM o riferimenti generici agli atti non sono sufficienti.
- Se il giudice competente per territorio risulta diverso da quello che ha adottato misure cautelari, le misure stesse possono comunque mantenere efficacia interinale secondo art. 27 cpp; tuttavia il giudice destinatario dell'annullamento deve rivalutare i presupposti sostanziali (fumus e periculum) ai fini del mantenimento o meno delle misure.
- Nella quantificazione del profitto sequestrabile va tenuto conto di elementi oggettivi (modalità di consumazione, ruoli individuali, valori effettivi e variazioni normative come riduzioni delle accise) e il giudice deve esplicitare il criterio di calcolo per rispettare il principio di proporzionalità.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 31 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4039/2024 del 31/01/2024
- Sentenza penale · 31 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4193/2024 del 31/01/2024
- Sentenza penale · 31 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4194/2024 del 31/01/2024
- Sentenza penale · 31 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4195/2024 del 31/01/2024
- Sentenza penale · 31 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4197/2024 del 31/01/2024
- Sentenza penale · 31 gen 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4204/2024 del 31/01/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →