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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4193/2024 del 31/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Bologna che aveva confermato la condanna per reati tributari (artt. 2 e 8 d.lgs. 74/2000) e aveva subordinato la sospensione condizionale della pena al risarcimento integrale del danno in favore dell'Agenzia delle Entrate. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che non potesse essere posta tale subordinazione in assenza della costituzione in giudizio dell'Agenzia delle Entrate quale parte civile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nel punto relativo alla illegittima subordinazione della sospensione condizionale della pena al risarcimento del danno in favore dell'Agenzia delle Entrate, atteso che l'Agenzia non era costituita parte civile. Richiamando la pronuncia delle Sezioni Unite (sent. n. 32939/2023), la Corte ha annullato senza rinvio la parte della sentenza impugnata che subordinava il beneficio della sospensione alla riparazione del danno nei confronti dell'Agenzia delle Entrate di Bologna. Restano ferme la condanna e la sospensione condizionale della pena, ma senza la condizione del risarcimento nei confronti dell'Agenzia non costituita.

Norme richiamate

  • d.lgs. 74/2000

    Le norme riguardano i reati tributari per i quali l'imputato è stato condannato; la Cassazione non ha modificato la valutazione sulla responsabilità penale, ma si è limitata alla illegittimità della condizione della sospensione quando il danneggiato non è parte civile.

  • codice penale

    Richiamato quale norma richiamata nel motivo di ricorso (violazione di legge), ma la decisione si è basata principalmente sulla giurisprudenza di legittimità riguardo alla sospensione condizionale.

  • disp. att. cod. proc. pen.

    Citato in relazione ai limiti della motivazione del ricorso in cassazione (motivazione nei limiti necessari), usato per inquadrare l'ambito dei motivi dedotti.

  • Sezioni Unite - giurisprudenza

    Sez. U, Sentenza n. 32939 del 27/04/2023 (depos. 27/07/2023) Rv. 284969-01

    La giurisprudenza di legittimità ha stabilito che la sospensione condizionale della pena può essere subordinata al risarcimento del danno solo quando il danneggiato si è costituito parte civile; il risarcimento ha natura civile e non può essere imposto a titolo di condizione quando non è stata esperita la relativa partecipazione processuale della parte civile.

Massime di principio

  • La sospensione condizionale della pena può essere subordinata al risarcimento del danno solo se la parte civile si è regolarmente costituita nel processo; in assenza di costituzione non si può porre tale condizione.
  • Se un terzo (ad es. un ente amministrativo) non è costituito parte civile, il giudice non può imporre come condizione per la sospensione obblighi di riparazione del danno a suo favore.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio la parte della decisione che impone una condizione illegittima quando non sono necessari accertamenti di merito ulteriori.
  • La distinzione tra sfera civilistica del risarcimento e sfera della misura di sospensione condizionale è cruciale: misure di natura civile richiedono la partecipazione processuale della parte interessata.
  • In casi analoghi, il difensore dovrebbe verificare sempre la costituzione della parte civile prima di contestare la subordinazione della sospensione; se assente, è possibile chiedere l'eliminazione della condizione in sede di impugnazione.

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