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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15400/2025 del 17/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte d'appello di Genova aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Imperia nei confronti dell'imputato per detenzione/cessione di stupefacente in lieve entità. Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione deducendo un unico vizio di motivazione, sostenendo che fosse ingiustificato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., poiché non vi sarebbero state ragioni ostative e i due precedenti richiamati dalla sentenza sarebbero remoti e comunque relativi a reati in materia di stupefacenti. La doglianza contestava quindi, in sostanza, la valutazione di abitualità e di non tenuità operata dai giudici di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo non si confrontasse adeguatamente con la motivazione della sentenza impugnata e che fosse manifestamente infondato, perché la Corte territoriale aveva correttamente escluso la particolare tenuità del fatto valorizzando due precedenti specifici per reati in materia di stupefacenti, elementi incompatibili con la non abitualità richiesta dall'art. 131-bis c.p. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma incriminatrice posta a base della condanna di merito per fatto di lieve entità in materia di stupefacenti.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto non è applicabile quando ricorrono presupposti ostativi legati all'abitualità del comportamento o alla pluralità di reati della stessa indole; la valutazione va compiuta complessivamente e non sui singoli segmenti del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, salvo ragioni di esonero, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • Sez. U, n. 13681 del 25/02/2016, Tushaj

    Richiamata per il principio secondo cui il comportamento è abituale, ai fini dell'art. 131-bis c.p., quando l'autore abbia commesso almeno due illeciti oltre quello oggetto del procedimento.

  • Sez. 1, n. 9858 del 24/01/2024

    Richiamata a conferma del criterio sull'abitualità ostativa alla speciale tenuità del fatto.

  • Sez. 5, n. 26813 del 10/02/2016

    Richiamata per il principio secondo cui la causa di non punibilità non si applica quando l'imputato abbia commesso più reati della stessa indole, dovendosi valutare il fatto nella sua dimensione complessiva.

  • Corte Cost., sent. n. 186/2000

    Richiamata per la legittimità della condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Ai fini dell'art. 131-bis c.p., la particolare tenuità del fatto può essere negata quando emergano precedenti specifici che consentano di qualificare il comportamento come abituale o comunque non isolato.
  • La valutazione sulla tenuità deve essere complessiva e non può ridursi alla considerazione atomistica dei singoli segmenti della condotta se il fatto si inserisce in una pluralità di violazioni della stessa indole.
  • In sede di legittimità, il motivo di ricorso è inammissibile quando non si confronta specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata e si fonda su rilievi manifestamente infondati.
  • La declaratoria di inammissibilità comporta, salvo ragioni di esonero, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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