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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35885/2023 del 28/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato la decisione del GIP che, su richiesta di decreto penale di condanna per i reati di cui agli artt. 633, 639-bis e 635 c.p., aveva rigettato la richiesta ritenendo che l'occupazione dell'immobile fosse solo una violazione amministrativa o che il fatto non sussistesse. Il PM ha censurato la violazione di legge, sostenendo che l'occupazione a fini abitativi di un immobile di proprietà pubblica o di enti pubblici senza aver completato la procedura di assegnazione integra il reato di invasione (art. 633 c.p.) e che il delitto è procedibile d'ufficio (art. 639-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha ricordato che l'elemento dell'"invasione" non richiede modalità esecutive violente ma solo l'arbitrarietà dell'introduzione nell'immobile da parte di chi ne è privo del diritto di accesso, e ha chiarito che gli alloggi IACP mantengono la loro destinazione pubblicistica anche dopo la consegna all'assegnatario. Ne consegue che l'occupazione di un alloggio pubblico senza che sia concluso il procedimento di assegnazione è arbitraria e integra il reato di cui all'art. 633 c.p., procedibile d'ufficio ai sensi dell'art. 639-bis. La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma, Ufficio GIP.

Norme richiamate

  • Codice Penale, art. 633

    La condotta di occupazione arbitraria di terreni o edifici integra il reato di invasione; l'elemento dell'invasione non richiede modalità violente ma l'assenza di diritto di accesso, ossia l'introduzione contraria al diritto.

  • Codice Penale, art. 639-bis

    Stabilisce la procedibilità d'ufficio per il delitto di invasione di terreni o edifici; pertanto il reato è perseguibile d'ufficio quando ricorrono le condizioni previste.

  • Codice Penale, art. 635

    Richiamato nel provvedimento iniziale tra i reati contestati; nel dispositivo della Cassazione non è posto al centro della decisione, che invece si concentra su art. 633 e 639-bis.

  • Codice di Procedura Penale, artt. 129 e 459

    Consentono il ricorso per cassazione avverso il proscioglimento operato dal GIP quando gli atti pervengono con richiesta di decreto penale di condanna; la giurisprudenza conferma la legittimità del ricorso del PM in questa fattispecie.

  • Codice Civile, artt. 822 e segg.

    La nozione di 'pubblico' adottata dal legislatore penale si richiama alla disciplina civile: beni appartenenti allo Stato o ad enti pubblici, compresi quelli del patrimonio disponibile o indisponibile, sono considerati pubblici ai fini della perseguibilità d'ufficio dell'invasione.

  • Legge n. 575 del 1977, art. 26, comma 4

    prevedere mere sanzioni amministrative nei confronti di chiunque occupi un alloggio di edilizia residenziale pubblica senza le autorizzazioni previste dalle disposizioni in vigore

    La previsione di sanzioni amministrative non esclude la configurabilità del reato penale: l'esistenza di una norma che sanziona amministrativamente l'occupazione non impedisce che, se ricorrono i presupposti, la condotta sia penalmente rilevante.

Massime di principio

  • L'occupazione arbitraria di un immobile di proprietà pubblica o di un ente pubblico può integrare il reato di invasione ex art. 633 c.p. anche se non sono usate modalità violente: è sufficiente l'assenza del diritto di accesso.
  • Gli alloggi di enti pubblici (es. IACP) mantengono una destinazione pubblicistica e la loro occupazione abusiva è perseguibile d'ufficio ai sensi di art. 639-bis c.p.
  • La presenza di sanzioni amministrative previste dalla normativa speciale (es. L. 575/1977) non esclude automaticamente la rilevanza penale della condotta se sussistono gli elementi del reato.
  • In casi simili la valutazione centrale è se il procedimento di assegnazione era concluso: se non lo è, l'occupante non ha titolo e la condotta è arbitraria; se invece è titolare legittimo o ha consenso, va esclusa l'invasione.
  • In fase difensiva conviene documentare il titolo di accesso (contratti, provvedimenti di assegnazione, atti amministrativi conclusivi) o la presenza di consenso/percezione di un diritto, mentre l'accusa dovrà provare l'assenza di qualsiasi diritto di accesso e la natura pubblicistica del bene.

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