Cassazione Penale, Sentenza n. 44593/2023 del 06/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo che, accogliendo l'appello del Pubblico Ministero, ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere per il reato di partecipazione ad associazione dedita al narcotraffico (art. 74 d.P.R. n. 309/1990) e ha ritenuto sussistenti gravi indizi anche per plurimi reati fine di illecita detenzione e spaccio. Il ricorrente deduceva vizi di motivazione e violazione di legge (art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.) in relazione all'art. 273 c.p.p. e all'art. 74 d.P.R. 309/1990, sostenendo che le intercettazioni e gli altri elementi non dimostravano la sua appartenenza all'associazione (si trattava, secondo la difesa, di mera attività di spaccio e non di partecipazione organizzata).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente motivato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine all'associazione e al ruolo attribuito al Rovetto, valorizzando la struttura del sodalizio, le intercettazioni e gli elementi di vincolo e solidarietà tra gli associati (es. cura delle famiglie dei detenuti, approvvigionamento strutturato della droga, gestione economico-contabile). La Corte ha inoltre ribadito il limite della giurisdizione di legittimità: non è ammessa una diversa rivalutazione del merito se non in presenza di manifesta illogicità o travisamento della prova. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e disposte le comunicazioni ai fini esecutivi previste dalle norme procedurali.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 74
La norma è stata interpretata nella sua funzione di disciplina del reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che gli elementi investigativi e le intercettazioni dimostrassero la sussistenza della struttura associativa e la partecipazione del ricorrente.
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73
Riferita ai reati fine (detenzione e cessione di sostanze stupefacenti): le condotte contestate sono state valutate come parte dei reati funzionali all'associazione e hanno contribuito alla valutazione complessiva dei gravi indizi.
Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; utilizzato per configurare la partecipazione di più soggetti nei fatti di spaccio.
codice penale, art. 81, secondo comma
Richiamato in relazione alla continuazione o pluralità di reati come fattori aggravanti/colleganti ai fini della contestazione multipla dei fatti.
codice di procedura penale, art. 273
Norma sulla motivazione del provvedimento cautelare; la doglianza del ricorrente riguardava presunti vizi di motivazione ai sensi di tale articolo e la Corte ha verificato l'adeguatezza della motivazione del tribunale del riesame.
codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b) ed e)
Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione e violazioni di legge): il motivo è stato ritenuto infondato perché la Corte ha giudicato congrua la motivazione del riesame.
codice di procedura penale, art. 616, comma 1
Articolo invocato per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.
codice di procedura penale, art. 310, comma 3
Norma che impone la comunicazione alla cancelleria per gli adempimenti esecutivi; la Corte ha disposto le relative comunicazioni in seguito alla definitività della decisione.
regolamento esecuzione cod. proc. pen., art. 28
Richiamato per gli adempimenti esecutivi a seguito della decisione definitiva; la Corte ha ordinato la comunicazione alla cancelleria per tali adempimenti.
Massime di principio
- La Corte di legittimità svolge controllo sulla adeguatezza e congruenza della motivazione, non sulla rinnovata valutazione del merito: non è ammessa una diversa valutazione probatoria se non in presenza di manifesta illogicità o travisamento della prova.
- Per ritenere la partecipazione a un'associazione dedita al traffico di stupefacenti occorre un quadro indiziario complessivo che evidenzi struttura, vincoli di solidarietà, modalità organizzative e ruoli stabili; la mera attività di spaccio, da sola, può non essere sufficiente.
- Le intercettazioni, se contestualizzate e coerenti con altri elementi (gestione economica, cura delle famiglie dei detenuti, approvvigionamento organizzato), possono legittimamente costituire elemento centrale per la ricostruzione della partecipazione associativa.
- La scelta tra misure cautelari (arresti domiciliari vs custodia in carcere) può essere modificata dal tribunale del riesame ove sussistano gravi indizi di colpevolezza e adeguata motivazione che giustifichi il maggior rigore cautelare.
- Il difensore che propone una diversa interpretazione delle stesse intercettazioni deve dimostrare travisamento della prova o che il contenuto riportato sia difforme da quello reale per ottenere l'annullamento in sede di legittimità.
- Elementi come l'uso di utenze intestate a terzi o conversazioni sulla gestione di cessioni e debiti, se inseriti in un contesto indiziario coerente, possono essere valutati come indici di partecipazione organizzata e non soltanto di singoli episodi di spaccio.
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