Cassazione Penale, Sentenza n. 26210/2023 del 16/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Milano che, in sede di riesame, aveva annullato il decreto di sequestro preventivo (vincolo sulla gestione patrimoniale GP OMNIA per euro 1.588.147,59) emesso dal Gip convalidando il vincolo disposto d'urgenza dal P.M. Il Tribunale del riesame aveva ritenuto inutilizzabili gli atti investigativi compiuti oltre il termine semestrale delle indagini (spirato il 3/9/2022) e, perciò, insufficiente il fumus per i reati di associazione per delinquere, truffa pluriaggravata e autoriciclaggio; inoltre aveva considerato la misura cautelare reale successiva di fatto mera esecuzione del decreto originario del 18/11/2022.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore per genericità e aspecificità delle censure. Ha condiviso la valutazione del Tribunale del riesame che la misura applicata il 12/12/2022 fosse un atto esecutivo del decreto originario del 18/11/2022 (e dunque priva di autonomia giuridica), e che l'annullamento dell'atto genetico travolgeva le successive attività esecutive. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'ordinanza di annullamento del riesame è rimasta efficace.
Norme richiamate
D.L. n.137/2020, art.23, comma 8
Autorizza la trattazione con contraddittorio cartolare; nel caso è stato rilevato che si è proceduto con tale modalità ai sensi della norma
Richiamato insieme all'art.23 D.L.137/2020 per giustificare la forma di trattazione cartolare del procedimento in Cassazione
Disciplina il termine semestrale delle indagini; nel ricorso il P.M. sosteneva che per il reato associativo il dies a quo debba coincidere con la cessazione della permanenza del reato (quindi oltre il termine semestrale), mentre il giudice di merito aveva escluso la utilizzabilità degli atti oltre il 3/9/2022. La Cassazione non ha riformulato il principio nel merito perché ha dichiarato il ricorso inammissibile
Norma sostanziale sull'associazione per delinquere; nel ricorso il P.M. invocava la natura protratta del reato associativo per sostenere diversa decorrenza del termine investigativo e la utilizzabilità del materiale probatorio acquisito per i reati- fine connessi
Massime di principio
- In materia di misure cautelari reali il decreto di sequestro preventivo va considerato come un unico provvedimento anche se la concreta individuazione e l'apposizione del vincolo sui singoli beni avviene in momenti diversi: le operazioni esecutive non costituiscono provvedimenti autonomi impugnabili separatamente.
- La declaratoria di inutilizzabilità degli atti per superamento del termine semestrale delle indagini (art. 405 c.p.p.) può far decadere la prova raccolta successivamente; tuttavia la determinazione del dies a quo in reati a consumazione protratta (es. associazione per delinquere) può essere oggetto di controversia e richiede argomentazione specifica e dettagliata.
- La prova raccolta nell'ambito delle indagini sul reato associativo può essere rilevante anche per i reati- fine connessi, ma in sede di impugnazione è necessario spiegare con precisione la connessione e perché gli atti successivi siano utilizzabili nonostante i limiti temporali.
- Distinguere atti di indagine compiuti dall'Autorità giudiziaria dagli atti autonomi di parte (es. querela): la valutazione della rilevanza e della riconducibilità di tali atti deve essere specificamente motivata; un'omessa o generica censura su questo punto è debole in sede di Cassazione.
- In Cassazione le censure devono essere formulate in modo non generico e con precisa indicazione dei vizî di legge o di motivazione; l'inammissibilità per genericità è un rischio concreto quando le doglianze non sono specificamente argomentate.
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