Cassazione Penale, Sentenza n. 36008/2022 del 23/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza di appello deducendo: 1) vizi di motivazione e travisamento della prova in relazione alla dinamica dei fatti e alla credibilità di alcuni testi (in particolare contestando l'indicazione errata del rapporto di parentela e la valutazione delle dichiarazioni della moglie e della suocera rispetto a quelle della persona offesa); 2) violazione di legge e vizio di motivazione circa la applicazione della circostanza aggravante del nesso teleologico rispetto al reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sostenendo che l'imputazione non avrebbe contestato in modo idoneo l'elemento teleologico e che la qualificazione della condotta come strumentale al conseguimento di un profitto sarebbe infondata
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto in primo luogo che il refuso relativo all'indicazione della parentela fosse privo di incidenza sul decisum; che la censura per travisamento della prova era aspecifica e non forniva la prova necessaria per ribaltare le valutazioni del merito; che la valutazione della attendibilità delle dichiarazioni era motivata e supportata anche dal riscontro offerto dalla testimonianza dell'agente di polizia (lesioni riferibili alla persona offesa). Quanto alla circostanza aggravante del nesso teleologico, la Corte ha richiamato principi di giurisprudenza consolidata secondo cui l'aggravante può essere ritenuta anche sulla base della descrizione fattuale dell'impugnazione quando da essa risulti univocamente il rapporto tra reato-mezzo e reato-fine; nel caso concreto l'imputazione riferiva chiaramente l'uso della violenza per costringere alla restituzione di quanto sottratto, così giustificando l'applicazione dell'aggravante. Il ricorrente è stato condannato alle spese
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8
Riferito solo in ordine alla richiesta difensiva di discussione orale; indica la norma emergenziale che disciplina la facoltà di discussione orale in udienza pubblica
decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, art. 16
Citato in relazione alla proroga della disciplina processuale richiamata dall'art. 23 del d.l. 137/2020; non rilevante sul merito ma sull'ammissione alla discussione orale
disposizioni di attuazione codice di procedura penale, art. 173, comma 1
Richiamato per delimitare i limiti di riesame dei motivi di ricorso in cassazione (punto di specificità dell'impugnazione)
Richiamato nella discussione dogmatica per distinguere la struttura del reato di estorsione (che collega violenza a conseguimento di profitto) dal reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni; la Corte osserva che l'elemento teleologico rileva ai fini dell'aggravante solo se adeguatamente descritto o risultante dall'imputazione
Sez. U, n. 24906 del 18/04/2019 (Sorge)
Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui la contestazione in fatto è ammissibile per aggravanti riconducibili a condotte materialmente descritte, mentre è problematico quando la circostanza include componenti valutative; la Corte l'ha usata per valutare la legittimità della contestazione del nesso teleologico nel caso concreto
Sez. 5, n. 22 del 26/11/2019 (Tamburino)
Richiamata per il principio che può essere delineato il rapporto tra reato-mezzo e reato-fine anche quando vi sia riqualificazione dell'imputazione, giustificando la ricostruzione del nesso teleologico
Sez. 6, n. 10795 del 16/02/2021
Richiamata in relazione al principio secondo cui la doglianza per travisamento della prova in cassazione richiede specificità e allegazione di elementi che consentano di dimostrare la verità degli elementi evocati dall'impugnante
Sez. 6, n. 45036 del 02/12/2010 (Damiano)
Ulteriore richiamo a consolidati parametri di ammissibilità delle doglianze circa la valutazione della prova in sede di legittimità
Sez. 1, n. 41738 del 19/10/2011 (Longo)
Citate per il principio secondo cui la motivazione del giudice di merito è impugnabile solo se affetta da radicali contraddizioni o manifesti vizî che ne rendano incongruente il contenuto
Massime di principio
- Un mero refuso nella indicazione di rapporti di parentela in sentenza è privo di incidenza se dal contesto emerge chiaramente il rapporto corretto; non sufficiente a vizi di motivazione
- La censura per travisamento della prova in cassazione richiede specificità e l'indicazione di elementi concreti, tratti dagli stessi atti, che dimostrino l'erronea interpretazione: generiche affermazioni non sono ammissibili
- La valutazione della attendibilità dei testimoni, specie quando corroborata da riscontri oggettivi (per esempio rilevazioni della polizia giudiziaria), è di competenza del giudice di merito e difficilmente rimovibile in cassazione se motivata logicamente
- La contestazione in fatto di una circostanza aggravante è ammissibile quando l'imputazione descrive in modo univoco il rapporto tra condotta e finalità (reato-mezzo e reato-fine); se tale collegamento risulta dalla imputazione e dagli atti, il giudice può ritenere l'aggravante anche in sede di sentenza
- Nelle contestazioni che riguardano elementi teleologici o componenti valutative di un'aggravante, è preferibile che l'imputazione contenga elementi espressi o formule che rendano chiara la finalità ascritta all'agente, per evitare censure di nullità o vizio di contestazione
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