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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22773/2024 del 13/08/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (banca)

La controversia

La controversia nasce da un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse realizzato da una società privata, che ottenne incentivi dal gestore pubblico dell’energia. Successivamente la società beneficiaria ottenne un mutuo da un istituto di credito e cedette, a garanzia del finanziamento, il credito vantato verso il gestore, con consenso di quest’ultimo. Dopo che il gestore aveva continuato a versare gli incentivi su un conto della cedente, la società finanziata rimborsava le rate del mutuo alla banca cessionaria. In seguito, il gestore revocò gli incentivi per asserita difformità dell’impianto e chiese la restituzione delle somme alla cessionaria del credito. Ottenuto un decreto ingiuntivo dal giudice amministrativo, la banca propose opposizione; il giudice di primo grado la rigettò, ma il Consiglio di Stato ritenne invece che difettasse la giurisdizione amministrativa, perché la lite non riguardava la legittimità della revoca, bensì solo l’individuazione del soggetto passivamente legittimato alla restituzione. Il gestore ricorse per cassazione deducendo che la controversia dovesse rientrare nella giurisdizione esclusiva amministrativa ex art. 133, lettera o), c.p.a., perché il credito discendeva dal provvedimento di decadenza/revoca degli incentivi e la giurisdizione non poteva dipendere dalla qualità del debitore, né dalla circostanza che il credito fosse stato ceduto a scopo di garanzia. Sosteneva anche che il cessionario potesse opporre il difetto di giurisdizione per effetto del patto di cessione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura sulla giurisdizione, affermando che la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia energetica riguarda solo controversie attinenti a procedure e provvedimenti; nel caso concreto, invece, la lite non investiva né una procedura né la legittimità del provvedimento di revoca dei benefici, già non contestata, ma solo la questione sostanziale della legittimazione passiva del cessionario rispetto alla pretesa restitutoria. La Corte ha richiamato il proprio precedente in fattispecie identica, secondo cui tale questione si risolve secondo le regole del codice civile, con conseguente giurisdizione del giudice ordinario. Le spese sono state poste a carico della ricorrente e la Corte ha dato atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, quando prevista in materia energetica, va interpretata restrittivamente e copre solo le controversie che investono procedure o provvedimenti amministrativi, non le sole questioni di diritto civile incidenti sul rapporto.
  • Se la controversia non mette in discussione la legittimità del provvedimento amministrativo presupposto, ma riguarda esclusivamente l’individuazione del soggetto obbligato alla restituzione in base a un atto di cessione del credito, la lite appartiene alla giurisdizione ordinaria.
  • La qualificazione della posizione passiva del cessionario rispetto alla pretesa restitutoria dipende dall’interpretazione delle clausole di cessione e, quindi, dalle regole del codice civile.
  • La circostanza che il credito sia stato ceduto a scopo di garanzia non incide di per sé sul riparto di giurisdizione, se il thema decidendum resta confinato alla disciplina civilistica della cessione.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneCessione del creditoAccollo ed espromissione
RamiProcesso civileBancario e finanziarioObbligazioni
IstitutiGiudicato

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