Cassazione Penale, Sentenza n. 35367/2024 del 20/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso denunciava: 1) violazione di legge in relazione all'art. 80 d.P.R. n. 309/1990 per la riconosciuta aggravante dell'"ingente quantità", contestando l'impiego di prove non univoche e l'assenza di accertamento peritale sul principio attivo (THC); la difesa sosteneva che le ammissioni e le prove dichiarative non dimostravano il superamento della soglia di legge; 2) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine al mancato esame delle richieste difensive di riconoscimento delle attenuanti generiche e della riduzione della pena entro il limite edittale, poiché la Corte di appello le aveva dichiarate assorbite dal riconoscimento della continuazione senza fornire motivazione specifica.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul punto dell'aggravante ex art. 80 d.P.R. n. 309/1990 la Corte ha ritenuto legittimo l'uso di elementi indiretti e convergenti (ammissione dell'imputato, dichiarazioni del coindagato Ciliberti che collegavano la prima partita a una seconda, sequestri e accertamenti tecnici sulla partita successiva con THC al 16% e condanna definitiva per quella partita) per stabilire l'"ingente quantità" anche in assenza di determinazione peritale diretta sulla prima partita. Quanto alla pena, la Corte ha ritenuto corretta la metodologia seguita in appello: il riconoscimento della continuazione con il reato già giudicato ha reso assorbite certe questioni di bilanciamento e la determinazione della pena in continuazione è stata ritenuta congrua e non censurabile. Di conseguenza il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73
Norma richiamata come riferimento per i reati di importazione e detenzione di stupefacenti; la sentenza richiama la fattispecie contestata al capo A).
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 80, comma 2
Aggravante per detenzione di ingente quantità: la Corte ha confermato che non è sempre indispensabile l'accertamento peritale se da fonti probatorie convergenti si può desumere il superamento della soglia; confermato l'utilizzo dei criteri giurisprudenziali (es. Biondi/Sez. U) per stabilire il superamento della soglia e la valutazione nel concreto della pericolosità.
Riferimento normativo relativo alle attenuanti (articolazione della responsabilità e bilanciamento delle circostanze); la Corte ha ritenuto che le questioni sulle attenuanti fossero assorbite dalla ricostruzione della continuazione.
Principi per la determinazione della pena: richiamato nel contesto della valutazione delle attenuanti generiche e della dosimetria della pena.
Regole sul cumulo/continuazione: la Corte ha applicato i principi secondo cui il confronto tra circostanze riguarda le sole fattispecie considerate come violazione più grave, mentre i reati satellite incidono ai soli fini dell'aumento di pena.
Richiamato in relazione al rito e alla decisione sulla trattazione orale o cartolare; la cassazione ha ritenuto regolare la procedura nonostante l'assenza del difensore all'udienza, non essendo stato chiesto rinvio in forma conforme.
art. 111 Cost.
Principio costituzionale del giusto processo: citato come parametro generale per valutare il rispetto del contraddittorio e delle garanzie difensive; la Corte ha ritenuto non lesa tale garanzia.
Decreto ministeriale 11 aprile 2006
Tabella con i valori-soglia per le sostanze: richiamato per i criteri di calcolo del rapporto tra principio attivo e valore massimo tabellato utile a valutare l'eventuale ingente quantità.
Sezioni Unite, sentenza n. 36258 del 24/05/2012 (Biondi)
Giurisprudenza di riferimento per la determinazione della soglia minima dell'"ingente quantità" e per il criterio del rapporto tra principio attivo e valore tabellato; la Corte ha ricordato che il superamento dei parametri non determina automaticamente l'aggravante, essendo necessaria la valutazione complessiva della pericolosità.
Sez. U, n. 14722 del 30/01/2020 (Polito)
Richiamata per ribadire i criteri applicativi successivi alle modifiche legislative e per confermare l'orientamento giurisprudenziale sull'uso dei criteri 'Biondi' e sulla valutazione concreta della pericolosità.
Massime di principio
- L'aggravante di cui all'art. 80 d.P.R. 309/1990 può essere configurata anche in assenza di accertamento peritale diretto se esistono elementi probatori indiretti, convergenti e affidabili (ammissioni, dichiarazioni di coindagati, sequestri collegati, precedenti condanne) che consentono di ricostruire la quantità e la qualità della sostanza.
- I parametri giurisprudenziali (es. sentenza Biondi e successive conferme) restano guida per individuare la soglia di 'ingente quantità', ma il superamento dei parametri non determina automaticamente l'aggravante: il giudice deve valutare in concreto la pericolosità della condotta e le circostanze specifiche del caso.
- In presenza di più reati riconosciuti in continuazione, il giudizio comparativo tra circostanze aggravanti e attenuanti va svolto principalmente con riguardo al fatto più grave; i reati satellite rilevano ai fini dell'aumento ex art. 81 c.p., e ciò può rendere 'assorbite' alcune censure relative alla pena su singoli reati.
- La Corte di cassazione non rivede la valutazione di merito sui fatti quando questa si fonda su elementi probatori ritenuti dal giudice di merito certi, gravi e convergenti; le censure devono essere dirette a violazioni di diritto o palesi errori logici nella motivazione.
- La mancata comparizione del difensore all'udienza non comporta automaticamente l'annullamento della trattazione se non è stata richiesta e provata, nelle forme previste, la legittima astensione o il rinvio per impedimento.
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