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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35320/2024 del 20/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Campobasso che, pur avendo riconosciuto la responsabilità per il reato di cui all'art. 7, comma 2, d.l. n. 4/2019 (percepimento indebito del reddito di cittadinanza e omissione di comunicazione dello stato di detenzione iniziato l'11/08/2020), aveva assolto applicando la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. Il PG sosteneva che la Corte territoriale aveva errato nel ritenere non operativa la causa ostativa dell'abitualità prevista dal quarto comma dell'art. 131-bis, ritenendo i precedenti (reati contro il patrimonio) di indole diversa rispetto al reato dedotto (falso/illecito relativo al reddito di cittadinanza). Il ricorso per cassazione deduceva violazione di legge: per la giurisprudenza delle Sezioni Unite è sufficiente che l'imputato abbia commesso in passato più reati della stessa indole perché operi la causa ostativa, anche se il reato attuale è di indole diversa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Richiamando le pronunce delle Sezioni Unite, ha affermato che la causa ostativa dell'abitualità ai sensi dell'art. 131-bis c.p. opera se l'imputato ha commesso in passato almeno due reati della stessa indole, anche quando il reato oggetto del procedimento sia di natura diversa. Ha inoltre osservato che il reato di cui all'art. 7, comma 2, d.l. n. 4/2019 è un reato di natura patrimoniale volto a tutelare risorse pubbliche e, pertanto, risulta compatibile con i precedenti contro il patrimonio dell'imputato, nonché accomunabile sotto il profilo soggettivo (motivi). Per questi motivi la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Salerno, disponendo che siano osservati i principi di diritto indicati.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 2, d.l. n. 4 del 2019 (convertito dalla legge n. 26/2019)

    Il reato riguarda le false dichiarazioni o omissioni finalizzate ad ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza; è un reato di pericolo concreto a presidio delle risorse pubbliche e si configura come reato di natura patrimoniale volto a tutelare il patrimonio/risorse dell'ente erogante.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Prevede la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto; tuttavia il quarto comma esclude l'applicazione se l'imputato ha commesso in passato più reati della stessa indole (abitualità ostativa).

  • Sez. U, n. 13681 del 25/02/2016, Rv. 266591

    «il tenore letterale lascia intendere che l'abitualità si concretizza in presenza di una pluralità di illeciti della stessa indole (dunque almeno due) diversi da quello oggetto del procedimento...»

    Ha chiarito che l'abitualità ostativa si verifica quando vi sono più illeciti della stessa indole commessi in passato, anche se il reato attuale è diverso; quindi basta la pluralità di precedenti della stessa indole per escludere 131-bis.

  • Sez. U, n. 18891 del 27/01/2022, Rv. 283064

    Ha precisato che la nozione di 'reati della stessa indole' va valutata sia oggettivamente (natura dei fatti) sia soggettivamente (motivi che li hanno determinati), per individuare i caratteri fondamentali comuni che qualificano l'indole criminale del soggetto.

  • Sez. U, n. 49686 del 13/07/2023, Rv. 285435

    «il reato di cui all'art. 7 ... è reato di pericolo concreto a consumazione anticipata posto a presidio delle risorse pubbliche economiche destinate a finanziare il reddito di cittadinanza...»

    Ha affermato che i reati previsti dall'art. 7 d.l. n. 4/2019 tutelano il patrimonio dell'ente erogante e, per il loro oggetto e finalità, possono essere ricondotti alla stessa sfera dei reati patrimoniali che sottraggono risorse pubbliche.

Massime di principio

  • La causa ostativa dell'abitualità dell'art. 131-bis c.p. opera se l'imputato ha in passato commesso almeno due reati 'della stessa indole', anche quando il reato oggetto del processo sia diverso da quei precedenti.
  • La nozione di 'stessa indole' richiede valutazione oggettiva (natura materiale dei fatti) e soggettiva (motivi e finalità) per individuare i caratteri comuni che configurano l'indole criminale.
  • I reati che incidono su risorse pubbliche o sul patrimonio dell'ente erogante (es. indebiti percepimenti di sussidi) possono essere considerati della stessa indole dei reati contro il patrimonio, rendendo possibile l'operatività della causa ostativa.
  • Se emergono precedenti che costituiscono abitualità, anche un fatto attuale lieve non dà diritto automaticamente all'applicazione della speciale tenuità: il giudice deve verificare l'opportunità di concedere il beneficio alla luce delle pregresse manifestazioni di pericolosità.
  • In caso di errata applicazione dell'art. 131-bis (es. omissione del controllo sui precedenti o interpretazione restrittiva della 'stessa indole'), la sentenza può essere annullata dalla Cassazione con rinvio perché si applichino i principi di diritto richiamati.

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