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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13298/2026 del 10/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (28/05/2025) che aveva assolto Radu Lacatus dal reato di ricettazione di un telefono cellulare per non avere commesso il fatto. Il Procuratore Generale ha contestato la motivazione ritenuta viziata e la mancata acquisizione di prove decisive: in particolare ha rilevato che il Tribunale avrebbe erroneamente fondato l'assoluzione su un dubbio inesistente circa l'elemento soggettivo collegato alla limitata durata della disponibilità del telefono, senza considerare che la ricettazione è reato istantaneo; inoltre ha denunciato che il giudice, pur avendo ammesso le prove richieste, ha interrotto il dibattimento impedendo l'escussione di testi della polizia giudiziaria indicati dall'accusa e non ha esaminato la documentazione del pubblico ministero che dimostrerebbe un possesso protratto per cinque mesi con utilizzo della scheda intestata all'imputato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile per insufficiente legittimazione del Procuratore Generale. Ha ritenuto applicabili i principi delle Sezioni Unite secondo cui, nei casi di proscioglimento per il reato di ricettazione (quando il pubblico ministero abbia esercitato l'azione con citazione diretta a giudizio e la sentenza sia inappellabile), il procuratore generale può appellare solo in ipotesi di avocazione o di acquiscenta del procuratore della Repubblica. Non ricorrendo né l'una né l'altra condizione, il Procuratore Generale non era legittimato a proporre né ricorso immediato per cassazione né ricorso ordinario, e pertanto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la sentenza di proscioglimento resta inalterata.

Norme richiamate

  • art. 550, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il pubblico ministero esercita l'azione penale con citazione diretta anche per la ricettazione; la Corte ne trae conseguenza sulla inappellabilità delle sentenze di proscioglimento pronunciate nei casi di citazione diretta.

  • art. 593, comma 2, cod. proc. pen. (novellato dalla legge 9 agosto 2024, n. 114)

    Prevede l'inappellabilità, da parte del pubblico ministero, delle sentenze di proscioglimento nei casi stabiliti; la modifica normativa rileva per il regime di impugnabilità dei proscioglimenti per ricettazione.

  • art. 593-bis, comma 2, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il procuratore generale presso la corte d'appello può appellare soltanto in caso di avocazione o di acquiescenza del procuratore della Repubblica; la Corte ha ritenuto questa regola limitativa della legittimazione all'impugnazione da parte del procuratore generale.

  • d.lgs. 11/2018

    Ha introdotto l'art. 593-bis; la Corte richiama il d.lgs. come fonte della disciplina che coordina le iniziative degli uffici di procura di primo e secondo grado.

  • art. 569, comma 1, cod. proc. pen.

    «la parte che ha diritto ad appellare la sentenza di primo grado può proporre direttamente ricorso per cassazione»

    La Corte interpreta la norma nel senso che il ricorso immediato per cassazione è riservato a chi ha soggettivamente il diritto di appellare; pertanto il procuratore generale può usarlo solo se legittimato all'appello.

  • art. 606, comma 2, cod. proc. pen.

    «il ricorso, oltre che nei casi e con gli effetti determinati da particolari disposizioni, può essere proposto contro le sentenze [...] inappellabili»

    Norma generale sul ricorso per cassazione contro sentenze inappellabili; la Corte segnala che un'interpretazione che consentisse sempre al procuratore generale di ricorrere sovvertirebbe l'assetto voluto dal legislatore che limita le impugnazioni della parte pubblica.

  • art. 608, comma 1, cod. proc. pen.

    «il procuratore generale presso la corte di appello può ricorrere per cassazione contro ogni sentenza di condanna o di proscioglimento [...] inappellabile»

    La Corte analizza il possibile conflitto tra questa norma e le limitazioni di legittimazione contenute in 593-bis, ritenendo che una lettura ampia che autorizzasse sempre il procuratore generale a ricorrere sarebbe incompatibile con l'assetto ordinato dal d.lgs. 11/2018.

  • legge 9 agosto 2024, n. 114

    Ha modificato l'art. 593, comma 2; la Corte la richiama come contesto normativo rilevante per la disciplina dell'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento nel caso di citazione diretta.

  • Giurisprudenza: Sez. U. n. 21716 del 23/02/2023 (P.)

    Precedente richiamato dalla Corte che stabilisce il principio secondo cui il procuratore generale non è legittimato ad appellare contro il proscioglimento quando mancano avocazione o acquiescenza del procuratore della Repubblica; principio applicato al caso concreto per dichiarare inammissibile il ricorso.

Massime di principio

  • Quando il pubblico ministero ha esercitato l'azione penale con citazione diretta (art. 550, comma 2), la sentenza di proscioglimento è normalmente inappellabile da parte della pubblica accusa e il procuratore generale può appellare solo in presenza di avocazione o di acquiscenta del procuratore della Repubblica.
  • Il ricorso immediato per cassazione ex art. 569 è consentito soltanto a chi soggettivamente ha il diritto di appellare; dunque il procuratore generale può usarlo solo se è legittimato a proporre appello ai sensi di legge.
  • L'assenza di legittimazione processuale del procuratore generale rende inammissibile l'impugnazione per cassazione anche quando siano denunciati vizi di motivazione o omissioni istruttorie sul merito: i profili processuali di ammissibilità prevalgono sull'esame del merito dell'impugnazione.
  • Se la Procura ritiene che non siano state raccolte prove decisive o che il giudice abbia impedito l'assunzione di prove, la via corretta per contestare la decisione è solitamente l'appello da parte dell'organo della pubblica accusa legittimato (procura della Repubblica) o chiedere l'avocazione, non il ricorso diretto del procuratore generale quando manchino i presupposti.
  • In situazioni analoghe è opportuno verificare preliminarmente la legittimazione ad impugnare (articolata tra procura della Repubblica e procura generale) prima di concentrare le censure sul merito delle decisioni di merito.

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